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Steve Mc Queen
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I
FILMS PIU' FAMOSI
Lassù
Qualcuno mi ama 1956
Wanted: Dead or Alive (1958) Serie TV
I magnifici sette (1960)
Per favore non toccate le palline (1961)
La grande fuga (1963)
Cincinnati Kid (1965)
Quelli della San Pablo (1966)
Nevada Smith (1966)
Il caso Thomas Crown (1968)
Bullitt (1968)
Boon il saccheggiatore (1969)
Le 24 ore di Le Mans (1971)
Getaway (1972)
Papillon (1973)
L'inferno di cristallo (1974)
Tom Horn (1979)
Il cacciatore di taglie (1980) |
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RICONOSCIMENTI
ARTISTICI
1967:
Notion, Oscar, Categoria Miglior Attore, per Quelli
della San Pablo
1967:
Vincitore, Golden Globes, Categoria Miglior Interprete Maschile
1967:
Notion, Golden Globes, Categoria Miglior Attore, per Quelli della San Pablo
1970:
Vincitore, Golden Globes, Categoria Miglior Interprete Maschile
1970:
Notion, Golden Globes, Categoria Miglior Attore di commedia, per
Boon il saccheggiatore
1974:
Notion, Golden Globes, Categoria Miglior Attore Drammatico, per Papillon.
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Il 7 novembre del 1980, moriva Steve
Mc Queen. Aveva 50 anni.
Il 7 novembre del 2000, a venti anni dalla sua morte,
nessuno si è ricordato di lui.
Per 25 anni, a partire dalla partecipazione in " Lassù
qualcuno mi ama " che nel 1956 gli consenti' di recitare al fianco
di Paul Newman, era stato " l'eroe di passaggio " di Hollywood.
Il sorriso aperto, l'espressione determinata, sobria, del
ribelle silenzioso, McQueen bissa il successo facendosi notare tra i "Magnifici
sette" di John Sturges e giunge alla consacrazione con la mirabile
interpretazione
dell'ufficiale alleato fuggiasco indomabile nella " Grande
fuga ", del 1962.
Per lui, cresciuto tra la strada e il riformatorio dopo che il padre,
marinaio, abbandono' la famiglia, e' anche l'occasione per dimostrare quelle
doti di pilota che lo faranno avvicinare, negli anni, alle corse di moto e
gli apriranno le porte di film come "La 24 ore di le Mans''.
"La
grande fuga" e' il primo di tanti film d'azione in cui Steve
McQueen recita senza controfigura. Accade anche in "L'ultimo
buscadero", "Cincinnati
Kid" e in "Bullitt",
considerato uno dei suoi film migliori.
Nel 1972 viene consacrato idolo anche dai giovani grazie a
"Getaway", il film di Sam Peckinpah che racconta la fuga ostinata di una
coppia di perseguitati dalla legge.
Non conosce mai suo padre e sua madre lo affida, da
piccolo, alle cure di una zio che era proprietario di una fattoria nel
Missouri. Dallo zio impara ad andare a caccia e tale passione non lo
abbandonerà più per tutta la vita.
Cresce da solo, vive d'espedienti e piccola delinquenza e
per questo motivo sua madre lo fa internare al "California Junior Boys
Republic " a Chino, un Istituto governativo per ragazzi di strada.
Anni dopo istituirà una Borsa di Studio quadriennale di
200.000 dollari da destinare al miglior allievo di quell'Istituto e che oggi
si chiama "Centro ricreativo Steve McQueen".
A diciassette anni si arruola nei Marines. L'anno dopo,
durante un'esercitazione al Polo Nord, a seguito di una collisione muoiono
annegati parecchi militari e Steve si distingue, tuffandosi nelle acque
gelide, salvandone cinque dall'assideramento. Per questo atto d'eroismo
viene scelto per fare parte della scorta d'onore allo yacht del presidente
degli Stai Uniti Harry S. Truman.
Congedatosi nel 1950, dopo aver esercitato tanti mestieri
tra cui il pugile ed il corridore automobilistico giunge a New York e nel
'52 e si iscrive all'Actor's Studio e per alcuni anni, prima di iniziare la
carriera d'attore, studia di giorno e di notte, per sbarcare il lunario fa
il camionista.
Amò intensamente la vita attorniandosi di belle donne,
automobili da corsa e motociclette. Fu proprietario di una formidabile
collezione d'armi e frequentò, assieme a James Coburn, le palestre di Karatè
di Chuck Norris e di Bruce Lee prima che questi due personaggi divenissero
anch'essi attori di fama.
McQueen è stato (che lui lo sapesse
o no, poco importa) uno dei nostri.
Uno dei nostri beniamini, di noi che siamo cresciuti negli anni Cinquanta e
Sessanta abbeverandoci al mito dell'avventura, del maschilismo, dell'onore e
anche della ribellione.
Nel
film "La grande fuga"
l'epica impresa del motociclista spericolato e scavezzacollo che tenta e
ritenta l'evasione da un campo di prigionia tedesco sapendo che il suo
scanzonato gettare il cuore oltre l'ostacolo servirà solo da manovra
diversiva e sarà suicida, dipinge alcune incancellabili caratteristiche del
personaggio McQueen. Solitario e individualista, eroe suo malgrado.
C'è il serio rischio che i giovani, i ragazzi d'oggi, abbiano memorizzato
il suo nome soltanto in virtù di una fortunata canzone di Vasco Rossi che
lo citava come modello di spirito avventuroso.
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