«Voto ora? Non vinco sulle macerie del Paese»
Bersani: non si può destabilizzare un Paese in crisi. Su Formigoni: «E’ la fine di un’epoca». Pronta la replica: «Quanta ipocrisia, dimentica Tedesco, Lusi e Penati»
Per Pier Luigi Bersani, l’ipotersi elezioni anti- cipate non esiste. Almeno per il Partito de- mocratico: non vogliamo «vincere sulle ma- cerie del nostro Paese. Non si può destabiliz- zare un Paese che è ancora in piena crisi». Lo dice lo stesso segretario del Pd, a Sky- Tg24. Scontro a distanza poi con il presi- dente della Regione Lombardia Formigoni.
Sulla possibilità di giocare la partita di elezioni anticipate se, con la vittoria di Hollande in Francia, dovesse tornare a spirare un vento favorevole alla sinistra in Europa non solletica quindi Bersani. Anzi. Parlando degli equilibri europei, il leader democratico aggiunge: «Penso che Angela Merkel, a fronte di una vittoria di Hollande, ragionerà un pò meglio». «Dopo la cura della destra in Europa, ci si è resi conto che così non si va da nessuna parte e che il venir meno della solidarietà in Europa è uno dei fattori della crisi».
Tornando all’Italia, sull’anti-politica dice: «C’è rabbia in giro per la situazione sociale ed economica, per le favole finite in niente, per una cattiva idea che si è creata sulla politica e si mette insieme tutto. È una rabbia che capisco e Grillo la sta interpretando - premette il leader Pd -. Ma il cambiamento ha bisogno di binari altrimenti si finisce in proposte che non portano a nulla». E ancora: «Servono ammortizzatori per i parasubordinati, si tratta di 300-400 milioni di euro che noi sappiamo dove poter prendere - dice Bersani a proposito del tema del lavoro -. Si può chiudere sulla riforma già la prossima settima con questo aggiustamento». Infine una risposta all’ex ministro Maroni a proposito della disobbedienza fiscale sull’Imu: «In questo Paese c’è già troppa gente che fa lo sciopero fiscale facendo gravare il peso addosso ai soliti noti».
Infine lo scontro a distanza con Roberto Formigoni. «C’è un’iniziativa del Pd nel Consiglio Regionale per le dimissioni e quindi la sostengo anche io - dice Bersani -. Quando si arriva a un tale compiacimento, quando si arriva al delirio, alla lontananza cosmica con i cittadini vuol dire che una storia sta finendo, e non riguarda solo Formigoni ma tutta quella accozzaglia di Pdl, Lega e tutti populismi che ci sono stati fin qui. È tutta una stagione che sta finendo. Formigoni è solo un “di cui” di questa schiera». Immediata la replica di Formigoni, via Twitter: «Bersani, quanta ipocrisia: m’attacca, benché io non sia indagato, e non parla di Tedesco, Lusi, Vendola, de Magistris, De Filippo e Penati». «L’ipocrisia di Bersani e del Pd è senza fondo. Attaccano come un disco rotto sempre e soltanto me, benché la magistratura non sollevi alcun dubbio sulla mia azione. Bersani dimentica il numero enorme di uomini e di donne del Pd che hanno ricevuto richieste di arresto e avvisi di garanzia a dozzine: dal senatore Tedesco, al senatore Lusi con le sue decine di milioni sottratti, ai governatori Errani e Vendola, al sindaco De Magistris, ai governatori De Filippo e Lombardo, per finire con Filippo Penati, collaboratore personale di Bersani, scelto direttamente da lui. Tutti casi di malaffare conclamato davanti ai quali Bersani dovrebbe sprofondare nella vergogna e nel silenzio». |