Il pastore Terry Jones brucia (ancora) Corano
Nuova provocazione del reverendo che l’anno scorso diede alle fiamme il libro sacro. La cerimonia, alla presenza di testimoni, trasmessa in diretta su internet
Terry Jones, noto pastore integralista statu- nitense, fa il bis e davanti a una platea di una ventina di persone ha deciso di bruciare (di nuovo) una copia del Corano e un’imma- gine del profeta Maometto. L’obiettivo è quello di liberare Youcef Nadarkhani, pasto- re cristiano, condannato a morte in Iran. Ma l’effetto potrebbe essere molto diverso.
Jones ha chiesto quindi la liberazione Youcef Nadarkhani arrestato nell’ottobre 2009 e condannato a morte nel settembre 2010, sulla base dei dettami della sharia, per essersi convertito al cristianesimo all’età di 19 anni. Oggi Nadarkhani ha 34 anni, ed è il pastore di una piccola Comunità evangelica chiamata “Chiesa d’Iran”. La Corte suprema iraniana ha annullato il verdetto di condanna a morte nel luglio 2011 ed ha rinviato la questione al tribunale di Rasht, nella provincia di Gilan, di cui l’imputato è originario. Il suo secondo processo ha avuto luogo nel settembre 2011 ma il verdetto non è stato reso pubblico.
Contro la detenzione, domenica pomeriggio di fronte ad una chiesa a Gainesville, in Florida, il sacerdote evangelico ha tenuto una sorta di comizio. In piedi davanti a un platea di una ventina di persone ha poi preso il libro sacro dell’Islam e lo ha gettato nelle fiamme. Il gesto di Jones è stato ripreso da un cellulare e postato quindi su Youtube. Il video sta facendo il giro del mondo scatenando molte reazioni. Tra le prime quella di Teheran. Secondo il ministero degli Esteri iraniano l’azione è in linea «il fallito progetto dell’Islamofobia».
Come accennato, non è la prima volta che Terry Jones brucia un corano. Nel marzo 2011 ne aveva già bruciato una copia ed aveva diffuso la cerimonia su internet. Le immagini hanno provocato numerose violenze nel nord dell’Afghanistan, con la morte di 12 persone. Proprio per questo il Pentagono avrebbe esercitato senza successo delle pressioni sul pastore per impedire il suo gesto estremo. |