METEO
BORSA
09/06/2026 06:40
Zalando
POLITICA
UTILITIES
Oroscopo del Giorno
Mappe
Treni: Orari e Pren.
Alitalia: Orari e Pren.
Meridiana: Orari e Pren.
Airone: Orari e Pren.
Calcolo Codice Fiscale
Calcolo ICI
Calcolo Interessi Legali
Calcolo Interessi di Mora
Verifica Partite IVA
Ricerca C.A.P.
Ricerca Raccomandate
Ricerca Uffici Giudiziari
Gazzetta Ufficiale
Agire

Spending review, ok dal Consiglio dei ministri

Monti: «Il risparmio del decreto sarà di 4,5 miliardi per il 2012 e di 10,5 mld nel 2013». Salvi i piccoli ospedali, meno province. Aumenti Iva solo a luglio 2013

 Al termine di una riunione fiume, durata ben
 7 ore a Palazzo Chigi, il Consiglio dei ministri
 ha dato via libera al decreto sulla spending
 review, il programma di tagli alle spese dello
 Stato. Monti nella notte annuncia: «Il rispar-
 mio del decreto sarà di 4,5 miliardi per il
 2012 e di 10,5 mld nel 2013». Salvi i piccoli
 ospedali, meno province. Iva su dal 2013.

Il premier, i ministri e il commissario Bondi hanno tenuto una conferenza stampa in cui il professore dichiara: «Abbiamo varato un paio di settimane fa il primo decreto legge di questa serie spending review e quella di oggi è una seconda e principale rata di intervento di spending review». Ce ne sarà una terza. Nelle prossime settimane sarà emanato un ulteriore decreto che riguarderà «le agevolazioni fiscali e la revisione strutturale della spesa e dei contributi pubblici, sulla base delle relazioni fatte da Amato e Giavazzi». «Il risparmio del decreto sarà di 4,5 miliardi per il 2012 e di 10,5 miliardi nel 2013 e di 11 miliardi per il 2014» ha detto Monti.

L’esecutivo ha deciso di «scartare la via più semplice dei tagli lineari per accingersi su quella più complessa, ma strutturalmente più proficua, dell'analisi della struttura della spesa. Tutti i ministri hanno dato prova di un grandissimo senso di responsabilità nel dare il loro contributo a questa missione collettiva che punta a una maggiore razionalizzazione e efficienza». Il lavoro della spending review «riguarda tutti i settori ma vede nel comparto della spesa sanitaria componente centrale come il pubblico impiego e l'articolazione periferica» dello Stato.

Nello specifico, non ci sarà il taglio degli ospedali più piccoli, questione che aveva fatto molto discutere. Ma il decreto impone norme di razionalizzazione alle Regioni. In sintesi, non sarà il governo a decidere le chiusure ma le Regioni, eventualmente a ridurre e accorpare. «Nessuna chiusura da Roma dei piccoli ospedali - aveva detto il ministro Balduzzi prima della riunione - ma razionalizzazione obbligatoria della rete ospedaliera». Manca poi l’aumento immediato dell’Iva: viene posticipato infatti a luglio 2013. I tagli ci sono e riguardano il personale della Pubblica amministrazione: saranno dell’ordine del 10% per tutti i livelli tranne che per i dirigenti dove è previsto un taglio del 20%. «È stato esteso - ha spiegato il viceministro dell’Economia, Vittorio Grilli, - l’approccio già introdotto due settimane fa per la Presidenza del Consiglio e per il ministero delle Finanze di riduzione delle piante organiche: nel complesso del 20% per la dirigenza e del 10% per altri livelli, con la possibilità di compensazioni tra diversi livelli di amministrazioni». Le pubbliche amministrazioni potranno poi rescindere contratti di lungo periodo non più convenienti che dovessero risultare troppo onerosi nell’cquisto di beni e servizi.

A sorpresa, poi, il decreto interviene anche sulle province, prevedendone la riduzione e l’accorpamento al fine di dimezzare il numero attuale (fino a poche ore prima del Cdm, si parlava di un rinvio ad agosto con un provvedimento ad hoc).

Il decreto legge, infine, «estende la clausola di salvaguardia ad altri 55 mila soggetti (esodati, ndr) che hanno maturato i requisiti successivamente al dicembre 2011. L’importo complessivo è di 1,2 miliardi a partire dal 2014».

05-07-2012

Linear

Copyright 2006 © Cookie Policy e Privacy