Arresti domiciliari revocati a Schettino
Il gip di Grosseto ha revocato la misura cautelare: l’ex comandante della Concordia (quasi) libero. Dovrà osservare solo un obbligo di dimora a Meta di Sorrento
Il gip di Grosseto ha revocato gli arresti do- miciliari all’ex comandante della Costa Con- cordia Francesco Schettino. Dovrà osserva- re solo un obbligo di dimora a Meta di Sor- rento. Lo ha reso noto il suo difensore, l’av- vocato Bruno Leporatti. Il comandante era stato arrestato dopo il disastro del 13 di gennaio di fronte all’isola del Giglio.
Le richieste presentate in questi mesi dai legali di Schettino perché fosse rimesso in libertà erano sempre state respinte. stavolta, però, sull’istanza di revoca degli arresti domiciliari al comandante della Costa, il pubblico ministero ha espresso parere favorevole indicando la sostituzione con la misura dell'obbligo di dimora. Lo si legge nell’ordinanza del gip Valeria Montesarchio diffusa dalla difesa del comandante.
Schettino ha presentato ai difensori un memoriale, di cui verranno diffusi alcuni brani nel corso della trasmissione “Quinta colonna” in onda giovedì sera su Canale 5. «Subito dopo l’urto ho disposto tre ordini in successione che sono stati vitali per evitare ciò che definisco l’inimmaginabile, ovvero la catastrofe 1) Chiudere le porte stagne a poppa, ordine dato a prescindere dal fatto che dovevano essere già mantenute chiuse... 2) Il timone tutto a dritta, perché era evidente che altrimenti, mantenendo il timone a sinistra e con la spinta (ndr la sostituisco alla parola abbrivio) ci saremmo schiantati con la prora contro l’isola.. 3) Il nostromo a prora, pronto a dare fondo all'ancora, per fermare la nave in caso iniziasse lo scarroccio incontrollato verso terra Hanno chiamato esperti dall'estero per farsi spiegare la mia manovra dopo l'urto, ma - mi chiedo - cosa c'era da capire?». «In quel momento una mano divina si è sicuramente posata sulla mia testa. Se avessi continuato su quella rotta, avremmo colpito lo scoglio con la prua. Sarebbe stata un’ecatombe». «C’è chi, a verbale, ha dichiarato che l’impatto con la poppa è stato causato da una mia allucinazione, un'allucinazione che mi avrebbe fatto virare a destra provocando la scodata verso sinistra... Altro che allucinazione! Piuttosto è stato il mio fiuto, il mestiere, il saper riconoscere il mare a farmi fare quella sterzata repentina a dritta», aggiunge Schettino. |