«Bersani morto che parla, no alla fiducia»
Lapidario post di Beppe Grillo sul suo blog. Martedì chiudeva comunque all’ipotesi del “governissimo”. Il leader Pd replica: «Venga a dirmelo in faccia in Parlamento»
Il Movimento 5 Stelle esulta. È loro la vera vittoria nel voto per le elezioni politiche. Se- condo i numeri del Viminale, Beppe Grillo e i suoi sono il secondo partito del Paese e van- no oltre la soglia del 20% ritenuta impensa- bile fino a qualche mese. E ora il portavoce del M5S chiude la porta in faccia a Bersani: «Morto che cammina, niente inciuci».
Scrive Grillo in un post pubblicato nel primo pomeriggio di mercoledì: «Bersani è uno stalker politico. Da giorni sta importunando il M5S con proposte indecenti invece di dimettersi, come al suo posto farebbe chiunque altro. E' riuscito persino a perdere vincendo. Ha superato la buonanima di Waterloo Veltroni. Bersani ha passato gli ultimi mesi a formulare giudizi squisitamente politici». Segue quindi una lunga lista di citazioni del segretario Pd, tra cu: "Fascisti del web, venite qui a dirci zombie", "Con Grillo finiamo come in Grecia", "Lenin a Grillo gli fa un baffo" ,"Sei un autocrate da strapazzo", "Grillo porta gente fuori dalla democrazia", "Grillo porta al disastro", "Grillo vuol governare sulle macerie", "Grillo prende in giro la gente", "Nei 5 Stelle poca democrazia”, "Grillo fa promesse come Berlusconi", "Grillo? Può portarci fuori da Europa", “Basta con l’uomo solo al comando, guardiamoci ad altezza occhi, la Rete non basta", "Se vince Grillo il Paese sarà nei guai", "Siamo di gran lunga il primo partito e questo vuol dire che siamo compresi. Perché a differenza di quello lì che urla, noi ci guardiamo in faccia, noi facciamo le primarie, stiamo tra la gente", "Indecente, maschilista come Berlusconi", "Da Grillo populismo che può diventare pericoloso".
Quindi l’affondo del portavoce M5S: «Ora questo smacchiatore fallito ha l'arroganza di chiedere il nostro sostegno: “So che fin qui hanno detto “tutti a casa” ora ci sono anche loro, o vanno a casa anche loro o dicono che cosa vogliono fare per questo paese loro e dei loro figli”. Negli ultimi venti anni il Pd ha governato per ben 10 anni e nell'ultimo anno e mezzo ha fatto addirittura il governissimo con il pdl votando qualunque porcata di Rigor Montis. Strette di mano e abbracci quotidiani tra Alfano e Bersani alla Camera, do you remember? Il M5S non darà alcun voto di fiducia al Pd (nè ad altri). Voterà in aula le leggi che rispecchiano il suo programma chiunque sia a proporle. Se Bersani vorrà proporre l'abolizione dei contributi pubblici ai partiti sin dalle ultime elezioni lo voteremo di slancio (il M5S ha rinunciato ai 100 milioni di euro che gli spettano), se metterà in calendario il reddito di cittadinanza lo voteremo con passione».
Pronta la replica: «Quel che Grillo ha da dirmi, insulti compresi, lo voglio sentire in Parlamento - scrive in una nota Bersani -. E lì ciascuno si assumerà le proprie responsabilità».
Martedì Grillo preannunciava: «Sono solo le prove generali, ora andiamo dentro senza fare inciucetti e saremo una forza straordinaria facendo tutto quello che abbiamo detto in campagna elettorale. Certo fa un po' pena che venga di nuovo riconsegnata una fetta di Paese a Mastro Lindo (Berlusconi, ndr). Noi non prenderemo soldi, aspettateci in Parlamento sarà bello potervi osservare. Dove ci collocheremo? Spero dietro ognuno di voi. In tre anni siamo diventati il primo partito. Loro potranno andare avanti ancora sette-otto mesi ma noi faremo il nostro. O ci seguono o la battaglia sarà dura». E ancora: «Sono tutti falliti, da Bersani a Berlusconi: hanno portato questo Paese alla catastrofe». Nella notte, un commento ancora più chiaro sul suo blog: «Faranno un governissimo pdmenoelle-pdelle. Noi siamo l’ostacolo. Contro di noi non ce la possono più fare, che si mettano il cuore in pace. Potranno andare avanti ancora 7, 8 mesi a fare un disastro, ma cercheremo di tenerlo sotto controllo».
«Vedremo legge per legge, riforma per riforma, non siamo mica contro il mondo», ha aggiunto Grillo, incontrando i giornalisti davanti alla sua abitazione. «Vedremo quando siamo dentro se ci saranno proposte che rientrano nel nostro programma». E ancora: «Chi mi piacerebbe al Quirinale? Io direi Dario Fo, è un premio Nobel, è una mente aperta, ha una lucidità fantastica. Lui ha capito il senso del Movimento, ha voluto parlare con loro». Lo stesso Fo ha poi però declinato l'invito («sono vecchio»). E da Napolitano per le consultazioni «andrò io», ha quindi anticipato. «Nei prossimi giorni assisteremo a una riedizione del governo Monti con un altro Monti. L’ammucchiata Alfano, Bersani, Casini, come prima delle elezioni. Il M5S non si allea con nessuno come ha sempre dichiarato, lo dirò a Napolitano quando farà il solito giro di consultazioni». E cosa gli dirà? «Bè, devo vedere. Sono personaggi che fanno parte della storia». Aspetta che crolli tutto? «No, è già crollato tutto». Il presidente della Repubblica «noi lo voteremo online con il movimento». E infine: «La Costituzione? Non è perfettissima». |