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Venezuela, popolo in lacrime per Hugo Chavez

Il presidente, 58 anni, ha perso la sua battaglia contro il cancro. Accuse di avvelenamento. Gli Usa: «Assurdo». Elezioni entro 30 giorni, interim al vice Maduro

 Hugo Chavez ha perso la sua battaglia con il
 cancro. Il presidente venezuelano, 58 anni,
 è morto a Caracas alle 16,25 ora locale. Lo
 ha annunciato in tv il vice presidente e suo
 delfino designato, Nicolas Maduro, che ne
 assume l’interim. Le elezioni si svolgeranno
 entro 30 giorni. L’accusa: «E’ stato avvele-
 nato». Gli Usa: «Accusa assurda».

«È un momento di profondo dolore», ha detto Maduro tra le lacrime un discorso televisivo alla nazione. Maduro aveva detto che Chavez si era ammalato perché «è stato attaccato», come è successo con il leader palestinese Yasser Arafat sostenendo che «una commissione speciale di scienziati» potrà confermare questa tesi. «Chi muore per la vita non può essere considerato morto - ha sottolineato Maduro -. Nelle prossime ore renderemo noti tutti i programmi per rendere omaggio al nostro comandante», ha aggiunto, chiudendo il suo intervento con un «Que viva Chavez!».

Secondo Maduro c’era un «piano per destabilizzare» il Venezuela dietro la malattia del leader Chavez, adombrando una teoria del complotto, lanciando accuse soprattutto contro Washington, che però smentisce seccamente. La questione aveva poi assunto i contorni di un intrigo internazionale quando ha annunciato l’espulsione di due funzionari dell’ambasciata americana a Caracas. «Non abbiamo nessun dubbio» sul fatto che il presidente «è stato attaccato con questa malattia» da «nemici che tentavano di eliminarlo». «Non abbiamo d’altra parte dubbi sul fatto che arriverà il momento giusto nella storia in cui verrà creata una commissione scientifica che proverà che è stato attaccato con questa malattia». Gli Stati Uniti hanno subito respinto la tesi della cospirazione: «Sono accuse assurde», ha detto un portavoce del Dipartimento di Stato.

Intanto dopo la morte del Presidente, le forze armate del Venezuela assicureranno il rispetto della Costituzione: lo ha detto il ministro della Difesa, Diego Molero, invitando «il popolo all’unità e la concordia tra le parti». «Continueremo a lottare per l’ideale» della rivoluzione bolivariana, ha sottolineato Molero, «con lealtà, amore e morale».

05-03-2013

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