Quasi due famiglie su tre "tagliano" sul cibo
Cifre sempre più allarmanti dall’Istat: disagio economico per 15 milioni, 6,8 milioni di cittadini non hanno da parte nemmeno 800 euro per le possibili emergenze
Dall’Istat arrivano cifre sempre più allarmate: disagio economico viene vissuto da 15 milio- ni di persone, 6,8 milioni di cittadini non han- no da parte nemmeno 800 euro per le emer- genze. Tra disoccupati e sfiduciati, i senza lavoro sono sei milioni. Boom dei cosiddetti “neet” nel 2012: sono il 24% sul totale degli under 29. Consumi crollati ai livelli del 1990.
Stando a quanto scrive l’Istituto di Statistica nel Rapporto Annuale 2013, sono quasi 15 milioni a fine 2012 gli individui in condizione di deprivazione o disagio economico, circa il 25% della popolazione (40% al Sud). Nel Rapporto si sottolinea che in grave disagio sono invece 8,6 milioni di persone, cioè il 14,3%, con una incidenza più che raddoppiata in 2 anni (6,9% nel 2010). A ciò si aggiunge il fatto che la pressione fiscale in Italia è al top in Europa, seconda solo a quella francese, rispettivamente al 44% del Pil e al 46,9%.
Resta poi il fatto che l’Italia ha la quota più alta d’Europa di giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano né studiano. Si tratta dei cosiddetti “neet”, arrivati a 2 milioni 250 mila nel 2012, pari al 23,9%, circa uno su quattro. Basti pensare che in un solo anno sono aumentati di quasi 100 mila unità. Il tasso di disoccupazione dei giovani tra il 2011 e il 2012 è aumentato di quasi 5 punti percentuali, dal 20,5 al 25,2% (dal 31,4 al 37,3% nel Mezzogiorno); dal 2008 l’incremento è di dieci punti. Sono stati relativamente più colpiti, spiega sempre l’Istat, i giovani con titolo di studio più basso, in modo particolare quanti hanno al massimo la licenza media (+5,2 punti). Per quanto riguarda gli altri disoccupati, sono quasi 6 milioni se ai 2,74 milioni di disoccupati si sommano i 3,08 milioni di persone che si dichiarano disposte a lavorare anche se non cercano, oppure sono alla ricerca di lavoro ma non immediatamente disponibili. Tra il 2008 e il 2012 i disoccupati sono aumentati di oltre un milione di unità, da 1,69 a 2,74 milioni, ma è cresciuta soprattutto la disoccupazione di lunga durata, ovvero le persone in cerca di lavoro da almeno 12 mesi che ormai rappresentano il 53% del totale (44,4% la media Ue).
Crolla infine il potere di acquisto delle famiglie: nel Paese sono aumentate del 70% le famiglie con figli in cui nella coppia solo la donna lavora, passando da 224mila nel 2008 (5% del totale) a 381mila nel 2012 (8,4%), in aumento del 70%. I redditi non bastano però a sostenere i consumi. Nel 2012 il potere d’acquisto delle famiglie italiane ha registrato infatti una caduta di intensità eccezionale (-4,8%). Il calo del reddito disponibile (-2,2%) porta quindi ad una flessione del 4,3% delle quantità di beni e servizi acquistati, la caduta più forte da inizio anni '90. Cala anche la qualità o la quantità degli alimentari acquistati: la fetta dei nuclei che limano su questi aspetti è aumentata dal 53,6% al 62,3% e nel Mezzogiorno arriva a superare il 70%. |