Soldato decapitato, tensione altissima in GB
Il governo: «Attentato di matrice islamica». Il militare aggredito al grido di Allah Akbar. «Un attacco al Paese e tradimento dell'Islam». Uno dei killer è londinese
Nel pomeriggio di mercoledì, un soldato bri- tannico è stato ucciso a Londra a colpi di machete, da due uomini poi feriti (uno in maniera grave) da agenti di polizia interve- nuti sul posto. Il militare aggredito al grido di “Allah Akbar”. Il governo: «Attentato di matrice islamica». Gli aggressori volevano essere ripresi e fotografati.
L’episodio di sangue è avvenuto a pochi metri da una caserma della Royal Artillery, reparto di artiglieria di sua maestà. Secondo un testimone, che parla a Sky News, l’uomo ucciso indossava una t-shirt dell’associazione di volontariato «Help for Heroes», che aiuta i militari feriti in battaglia. Numerosi testimoni riferiscono che il soldato ucciso sarebbe stato decapitato dai suoi aggressori. Un evento che la polizia britannica sta trattando quindi come un «attacco terroristico di matrice islamica». Stando a fonti di stampa, la polizia di Londra ha affermato che i due aggressori avrebbero cercato di filmare l’assassinio e avrebbero invitato anche altre persone presenti sulla scena a filmare l’omicidio gridando ogni tanto «Allah è grande». L’arrivo degli agenti ha poi fermato lo scempio: i due aggressori sono stati colpiti e portati in ospedale. Il premier David Cameron ha definito l’accaduto «davvero sconvolgente» e ha convocato il Comitato di crisi del governo il cosiddetto Cobra, una prassi che si segue solo nei casi che possono avere implicazioni con la sicurezza nazionale.
L'identità della vittima, per volontà della famiglia, non è ancora stata diffusa. Pare che il militare fosse sulla ventina e appartenesse al reggimento dello Yorkshire. Dopo gli attacchi in Gran Bretagna ci sono state proteste di gruppi di estrema destra. Due uomini sono tati arrestati per attacchi contro moschee a Gillingham e nell'Essex. Intanto, stando a quanto riporta Sky News, Michael Abedolajo, uno dei due killer, è nato e cresciuto in Inghilterra. I due assassini, portati in ospedale perché feriti dagli spari della polizia, sarebbero comunque entrambi inglesi con origini nigeriane: questo almeno è certo per Adebolajo, lo stesso mostrato da un video con in mano la mannaia ancora insanguinata. Un imam locale ha raccontato che il ragazzo si era convertito all’Islam nel 2001 dopo aver lasciato il college e che finora e si era sempre comportato in maniera «impeccabile». La polizia ha perquisito due case, una a Greenwich che apparterrebbe a uno degli attentatori e l’altra nel Lincolnshire.
Il premier inglese David Cameron ha spiegato che questo è «un attacco alla Gran Bretagna ma anche un tradimento dell’Islam e delle comunità di musulmani che tanto danno a questo Paese». Per poi aggiungere: «Chi ha fatto questo cerca di dividerci, ma dovrebbe sapere che il risultato è renderci più uniti e renderci più forti». Il titolare di Downing Street ha parlato al termine di una riunione del comitato di crisi, il Cobra, in cui è stato fatto il punto sulle indagini e sulle misure di sicurezza. Nella Capitale inglese l’allerta è altissima, con 1.200 poliziotti in servizio in più per far fronte al pericolo di altri attentati. Cameron ha promesso che saranno studiate tutte le misure per difendere la popolazione ma, ha aggiunto, «la migliore risposta è tornare alla normalità». |