Letta: «Senza il lavoro non ci salviamo»
Il premier: da incontro Ue di Roma uscirà agenda di fatti concreti. Intanto Bonanni è in pressing: serve choc fiscale. Napolitano: drammatica caduta occupazionale
«Gli esperti sono il meglio della tradizione giu- ridica del Paese e questa commissione è mo- tivo di grande soddisfazione e rappresenta un ulteriore sprone a cogliere un’opportunità unica che non va assolutamente sciupata». Così il presidente del Consiglio Enrico Letta, in mattinata, aprendo i lavori della commis- sione dei 35 “saggi”.
Il premeir, dopo il suo intervento, ha lasciato la riunione, sottolineando di trovarsi oggi all’insediamento «nel ruolo del “mossiere”», figura storica del palio. Infatti, per Letta, «la commissione lavorerà in piena autonomia». Le riforme istituzionali sono necessarie per «giungere a istituzioni che possano decidere in maniera efficace, corretta e rispettosa della volontà popolare», sottolinea il premier Letta aggiungendo che bisogna far sì che le nostre istituzioni «seguano l'applicazione delle decisioni che vengono annunciate», mentre adesso su questo capita a volte di essere in ritardo. Letta ha voluto rimarcare che il governo, accanto alle «sei raccomandazioni» fatte dall’Europa all’Italia sulle riforme necessarie, intende inserire come settima quella delle riforme istituzionali, sottolineando come «le riforme strutturali» della Costituzione sono «funzionali alle altre riforme». «Per noi questa settima riforme è quasi più importante. È necessario compiere le riforme strutturali altrimenti anche le altre rischiano di non andare in porto». Letta ha tenuto a ribadire «la centralità del Parlamento» nel percorso di riforme istituzionali. Una centralità, ha sottolineato Letta, rappresentata «oggi dalla presenza alla riunione dei due presidenti delle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato».
In giornata, poi, il premier è intervenuto al congresso della Cisl. «Se non c’è il lavoro, il Paese non si salva: io mi impegno a a lavorare incessantemente per rimetterlo al centro di tutte le politiche del Paese. Se scatterà questo meccanismo tornerà la fiducia anche a investire. E dovremo gestire questo processo insieme». Il presidente del Consiglio lo ha detto dal dove prima era intervenuto il segretario Cisl Raffaele Bonanni per dire che serve «uno choc fiscale finalmente positivo, un taglio forte delle tasse». «Il ruolo del sindacato e della Cisl sarà decisivo e fondamentale e troverete in noi non solo un interlocutore ma un riferimento per camminare insieme nella logica di autonomia, ognuno nel suo campo. Mi aspetto un sindacato inflessibile che sia in grado di ricordare ogni minuto la centralità del lavoro», ha detto Letta a proposito delle relazioni con la rappresentanza dei lavoratori.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato a Bonanni, scrive che «il XVII Congresso Nazionale della CISL si apre oggi in uno scenario economico e sociale difficile, su cui gravano i pesanti effetti della persistente recessione. Le organizzazioni sindacali - ha aggiunto il Capo dello Stato - si trovano di fronte a una sfida di grande complessità: si tratta di riuscire a tenere insieme la prioritaria difesa dei diritti e della dignità del lavoro con l'individuazione degli interventi e degli strumenti innovativi necessari per superare, attraverso l'aumento della produttività e della competitività dell'economia italiana - e anche attraverso il ricorso a forme coraggiose di solidarietà - la drammatica caduta dell'occupazione specie giovanile. Nel solco di una consolidata tradizione sindacale improntata al dialogo e ispirata a una responsabile visione delle esigenze del paese, la scelta del tema centrale del congresso conferma l'impegno della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori ad offrire il proprio contributo per il superamento di acute emergenze e di profondi fattori di crisi, e quindi per la costruzione di solide basi per un'Italia più giusta, più aperta e socialmente coesa». |