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Letta: «80 provvedimenti per il rilancio»

Dal cdm il "decreto del fare": tra le misure bollette meno care, 100 milioni per edilizia scolastica, assunzioni in atenei, wifi libero, impignorabilità prima casa

 L’annunciata “scossa” del governo all’economia arriva col “decreto del far” al termine di una riunione fiume del Consiglio dei ministri. Il premier Letta annuncia 80 provvedimenti per il rilancio, tra cui bollette meno care, 100 milioni per edilizia scolastica, assunzioni in atenei, indennizzo per ritardi dello Stato, wifi libero, impignorabilità prima casa.

La riunione del cdm è durata quasi 5 ore sabato, ma alla fine ha partorito il provvedimento che il premier ha definito «di rilancio dell’economia del Paese». Un decreto che verrà accompagnato da una pioggia di provvedimenti che mirano alla semplificazione burocratica, allo snellimento del rapporto di cittadini e imprese con la pubblica amministrazione e che sarà varato mercoledì. Per venerdì invece è stato fissato l'esame del “pacchetto lavoro”.

Nel dettaglio: l’impignorabilità della prima casa nel caso sia l’unico bene; sono in arrivo norme per ridurre le bollette elettriche di 550 milioni di euro; 5 miliardi di euro per sostenere le imprese che vogliono investire in macchinari; 3 miliardi di euro per opere pubbliche (di cui 2 per quelle strategiche), che consentiranno la creazione di 30 mila posti di lavoro. Ma anche 1.500 nuovi posti per professori ordinari e altrettanti per ricercatori; la liberalizzazione di internet, con l’uso del wifi senza la richiesta di identificazione personale; o l’abbattimento di 450 milioni di oneri a carico delle imprese. O, infine, la rimodulazione della tassazione sulla imbarcazioni, lasciandola intatta per le grandi barche, annullandola per quelle piccole e dimezzandola per quelle medie, con lunghezza fra i 18 ed i 20 metri.

Secondo Letta si tratta di misure concrete, accompagnate da quelle di semplificazione, con la «rivoluzionaria» (parola usata dal premier stesso) novità dell’introduzione in via sperimentale di un indennizzo per il ritardo nei procedimenti da parte della P.A. Tutte misure che - come ha spiegato il presidente del Consiglio - hanno trovato «grande coesione» all’interno del cdm. Provvedimenti che servono a dare la «possibilità agli italiani che vogliono fare di poter compiere quegli interventi necessari per rilanciare l'economia del Paese» e che riguardano «Equitalia e il rapporto tra fisco e cittadini», con la precisa volontà di «una lotta senza quartiere all'evasione fiscale senza però un atteggiamento punitivo», per puntare ad «un fisco amico soprattutto nei confronti di chi ha difficoltà». Un tema, quello del fisco, su cui ha voluto soffermarsi anche il vice premier Angelino Alfano. «È una rivoluzione perchè rimette al centro il cittadino», ha detto, aggiungendo che il Governo ha «centrato tutti gli obiettivi: è un provvedimento pesante che peserà tanto sul piatto della bilancia che si chiama sviluppo».

Si parla anche di giustizia, con la «terapia d’urto» in ambito civile: secondo la titolare dicastero competente, Anna Maria Cancellieri, si è posto l’accento sul fatto che grazie alle nuove misure ci sarà lo smaltimento di 1 milione e 200 mila pratiche arretrate, cui si aggiungono provvedimenti «sull’organizzazione dei processi in modo che togliendo la zavorra i processi siano più veloci».
Per quanto riguarda scuola e università, tra i provvedimenti approvati ci sono anche norme sull’edilizia scolastica, «un problema enorme: grazie anche all’intervento dell’Inail, abbiamo la possibilità d’accordo di cominciare con 100 milioni di euro per la manutenzione degli edifici scolastici, un segnale importante anche per rassicurare le famiglie in vista dell’apertura dell’anno scolastico», ha detto il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza. Per quanto riguarda l’università, aggiunge il ministro, «si ampliano le facoltà di assumere delle università e degli enti di ricerca per l’anno 2014, elevando dal 20 a 50% il turn-over, ovvero il limite di spesa consentito a rispetto alle cessazioni dell'anno precedente. Con questo provvedimento si libereranno posti per 1500 ordinari e 1500 nuovi ricercatori» di tipo B.

Ma non solo: «Passiamo dall’uso selvaggio dei territori all’uso consapevole. Dobbiamo preservare il territorio quindi mettiamo un limite all’uso del terreno agricolo. La difesa della terra non è una battaglia di destra o di sinistra», ha detto quindi il ministro dell’Agricoltura Nunzia Di Girolamo.

In mattinata, nella conferenza stampa congiunta a Roma, al termine di un faccia a faccia che arriva a poche settimane dal precedente e avvenuto appena eletto, il premier Enrico Letta rassicurava il presidente della Commissione Ue Barroso: «Confermo che l’Italia vuole mantenere il 3%» nel rapporto deficit-pil e non faremo ulteriore debito. Secondo Letta, rimanere sotto il 3% è un «punto di riferimento» e questo «senza fare debiti»: con «parsimonia, faremo tutte le scelte di politica economica sociale e fiscale che vogliamo portare» avanti. «Le misure che verranno prese nelle prossime settimane avranno tutte come base politico-giuridica le sei raccomandazioni che la Commissione Ue ha rivolto al governo nell’accompagnamento della chiusura della procedura di infrazione. È un passo politico importante, saranno la base delle scelte che faremo da ora in poi», ha aggiunto il presidente del Consiglio.

E ricordando il vertice si venerdì a Palazzo Chigi sul lavoro, con Germania, Francia e Spagna, è chiara la volontà dei governi europei di «impegnarsi non soltanto avendo l’assillo dei numeri, ma anche delle persone: spesso i ministri delle Finanze sono più interessati ai numeri, per noi le persone sono più importanti dei numeri», ha detto Letta. Da parte sua, Barroso dice che «per lottare contro disoccupazione giovanile occorrono sì i fondi nazionali, ma anche risorse europee», usando i «fondi strutturali a tale scopo».

Sul tema dell’unione bancaria, Letta spiega: «Non accettiamo compromessi a ribasso sul tema dell'unione bancaria, il prossimo Consiglio europeo dovrà raggiungere risultati importanti e passi avanti sull'unione bancaria per dare conto ai risparmiatori del nostro continente che non ci siano più crisi». Per il premier quella dell’unione bancaria «deve essere intesa come prima tappa in vista dell'unione fiscale e poi politica».

15-06-2013

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