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M5S, piazza pro-Grillo. Scoppia un altro caso

Sit-in a Montecitorio. Lunedì riunione per decidere il destino di Gambaro: con 79 sì, 42 no e 9 astenuti ok alla cacciata (ultima parola alla rete). Ora rischia Pinna

 Adele Gambaro non ha intenzione di lasciare
 il gruppo M5S al Senato. Lo dice lei stessa
 rispondendo a una domanda dei colleghi nel
 corso della riunione dei senatori M5S a Pa-
 lazzo Madama. Ma alla fine si decide per
 l'espulsione, anche spetta alla Rete l'ultima
 parola. Intanto martedì sit-in pro-Grillo da-
 vanti Montecitorio. E scoppia il caso Pinna.

Martedì mattina, per sostenere il capo politico del Movimento 5 Stelle, come accennato, sit-in dei fedelissimi di Beppe Grillo. Decine di persone si sono riunite davanti alla Camera dei deputati per mostrare la propria fiducia e “attaccamento alla maglia”, difendendo di fatto la linea dura e la decisione di cacciare i dissidenti. Sugli striscioni si legge: “Beppe è il nostro megafono”. Un sostegno in un momento ad alta tensione in cui si fa sempre più concreta la possibilità che un gruppo di parlamentari decida di lasciare il partito. L’evento arriva all’indomani della decisione sulla Gambaro quindi. Ma intanto una nuova richiesta di espulsione arriva sul banco dei parlamentari a 5 Stelle: si tratta della deputata Paola Pinna, rea di una serie di interviste critiche. Una al quotidiano La Stampa e poi a Piazza Pulita, molto critica nei confronti dei metodi usati nel Movimento. Pinna ha parlato di talebani e dissidenti all’interno del partito, parole per le quali ora sarebbe tenuta a rispondere.

L'assemblea congiunta dei deputati e senatori M5S di lunedì ha quindi votato «a larga maggioranza» di demandare alla Rete il voto sull'espulsione della senatrice di Gambaro. Lo ha annunciato la deputata Laura Castelli al termine della riunione. Sono 79 i voti espressi in assemblea M5S per deferire alla Rete il giudizio sull'espulsione della senatrice Adele Gambaro. In 42 hanno detto no, mentre sono 9 gli astenuti. «È verosimile che siano circa 20 i senatori che hanno votato contro» il deferimento dell'espulsione di Adele Gambaro alla Rete, ha detto il capogruppo al Senato Nicola Morra lasciando Montecitorio. «Per noi non è un problema, anche Beppe aveva previsto che ci sarebbero state defezioni. Chi vuole può andare via».
In precedenza, a chi le chiede se voglia restare nel gruppo e abbia piacere di continuare a lavorare nel M5S, Gambaro rispondeva «sì» senza alcun indugio. «Del mio lavoro qui sono contenta - dice - mi trovo bene con i miei colleghi. Il disagio è all'esterno. Voglio proseguire qui nel mio lavoro, mi farebbe piacere». «A Beppe siamo tutti riconoscenti, però i toni si devono cambiare – aggiunge poi Gambaro -. Ci sono stati modi di comunicare prima delle elezioni, in campagna elettorale, che sono andati benissimo. Dopo però, ora che noi siamo dentro le istituzioni, qualcosa deve cambiare». «Non mi sono mai sognata di mettermi al suo stesso livello. Io Beppe lo stimo molto e penso che sia una persona eccezionale».
Per concordare la linea da seguire nella “requisitoria” contro la parlamentare emiliana del M5S, i senatori ortodossi Vito Crimi e Nicola Morra si sono riuniti già in mattinata. L’obiettivo era chiarire che chi si oppone al giudizio si schiera contro la Rete.

18-06-2013

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