«Lascio Firenze solo per guidare il Paese»
Il sindaco ribadisce le condizioni per la candidatura alle primarie: «Aperte o non mi candido». E chiede regole certe per il Congresso che si tenga entro novembre
In mattinata, intervenuto ad Agorà, su Rai- Due, Matteo Renzi ribadisce chiaramente: «E' da una vita che dico che rifarò il sinda- co: ho detto tre volte ai fiorentini, in occa- sione della festa del patrono, che io vado via da Firenze o se mi cacciano i fiorentini, o se c’è la possibilità di guidare il Paese». E per le primarie: «Aperte o non mi candido».
Il primo cittadino fiorentino, detta quindi le proprie condizioni per la candidatura alle primarie: «Vorrei che Epifani non cambiasse le regole. Queste, quelle dello statuto, vanno bene e le date non si toccano», ha detto ancora Renzi a proposito del congresso del Partito Democratico, previsto per il prossimo autunno. Secondo Renzi c’è bisogno di un Pd che sia «aperto, coraggioso, che non viva di ideologia ma non rinunci agli ideali. Per fare tutto questo lo lasciamo in mano alle solite correnti? Il Pd lo facciamo diventare uno strumento che serve al Paese, o serve solo ai tre seduti sulla seggiola a Roma?».
Renzi parla anche della legge elettorale: secondo lui andrebbe cambiata subito «per una questione di serietà. Sennò cosa raccontano alla gente?». Il sindaco resta convinto anche che bisogna non solo ridurre i costi della politica ma anche “i posti”. E insiste sulle riforme: «Il problema dei saggi è se sono saggi coloro che poi dovranno mettere in pratica» le proposte. Il rischio di fare le riforme con 35 saggi è che «si allunghino i tempi, mentre chi sta a casa corre dalla mattina alla sera ai limiti dell'esaurimento nervoso». |