Snowden, braccio di ferro tra Usa e Russia
È un caso internazionale la fuga dell’ex analista della Cia. Il Cremlino: «La talpa non ha varcato il confine russo». Lunedì è “sparito” nei cieli tra Mosca e L’Avana
È giallo sulla sorte di Edward Snowden. Lu- nedì la fonte del Datagate era data in tran- sito dall’aeroporto di Mosca diretto a Cuba e poi in Ecuador, ma nessuno lo ha visto: non era a bordo del primo volo per l’Avana, pieno. Washington attacca: Mosca espelli il ricercato. Quindi la replica: «Inaccettabile: la talpa non ha varcato il confine russo».
Nessun giornalista ha visto la talpa del Datagate imbarcarsi sul volo Mosca-l’Avana partito dall’aeroporto Sheremetevo alle 14.15 locali di lunedì, con una decina di minuti di ritardo. Alcuni reporter non escludono che Snowden si sia camuffato per non farsi riconoscere o che ci sia stato un depistaggio sul volo Aeroflot Su150. La talpa era diretta in Ecuador, Paese a cui ha chiesto asilo e che già ospita, all’interno dell’ambasciata britannica, il fondatore di Wikileaks Julian Assange. «Il governo dell’Ecuador ha ricevuto la richiesta di asilo di Snowden», ha scritto lunedì il ministro degli Esteri di Quito su Twitter.
Ma si accende lo scontro Usa-Russia. Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha respinto come «assolutamente infondate e inaccettabili» le accuse americane. Il capo della diplomazia del Cremlino ha sottolineato che Snowden «non ha varcato la frontiera russa». Mosca, quindi, declina ogni responsabilità. Il tutto dopo che il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ha spiegato come gli Stati Uniti si aspettano che la Russia «esamini tutte le opzioni a disposizione» per rimandare Snowden negli Stati Uniti dove dovrà rispondere delle accuse legate alla diffusione di informazioni secretate. Ma la replica del Cremlino è chiara: «Voglio dire subito che non abbiamo nulla a che fare con Snowden, con le sue relazioni con il dipartimento Usa della giustizia o i suoi movimenti intorno al mondo», ha spiegato il capo della diplomazia russa durante una conferenza congiunta a Mosca con il suo collega algerino Murad Medelci. Snowden «ha scelto la sua rotta da solo, noi abbiamo saputo dai mass media». |