Datagate, è bagarre. Obama: chiariremo tutto
Guardian: cimici nelle ambasciate. «Intercettate milioni di telefonate». Napolitano: «Aspettiamo spiegazioni». Kerry da Washington: ricerca informazioni non inusuale
«L'Italia e altri paesi Ue collaborano». È così che lo scandalo del Datagate si allarga anco- ra di più e arriva fino a noi. Lo scrive l’inglese The Guardian: 7 paesi scambiano con gli Usa dati personali. Il Der Spiegel: intercettate le rappresentanze europee. All'attacco Roma e Parigi. Intanto Obama assicura che chiarità mentre Snowden chiede aiuto a Putin.
Secondo il Guardian (che ha pubblicato un articolo poi cancellato, in cui si cita una nuova talpa) l’Italia, ma anche Germania, la Francia e altri paesi Ue, hanno accordi segreti con gli Usa per il passaggio di dati personali alla National Security Agency (Nsa). La rivelazione arriva da Wayne Madsen, ex luogotenente della Marina americana che per dodici anni ha lavorato alla Nation Security Agency. Criticato in America per le sue teorie «cospirazioniste», nella sua newsletter personale «Wayne Madsen Report» - accessibile solo a pagamento - in passato si sosteneva che il presidente degli Usa Obama fosse gay. Il Guardian ha però poi fatto un passo indietro rimuovendo la pagina, come detto, comparsa sabato sera sulla sua pagina web. Lo segnala il Telegraph su un blog sottolineando che ciò sarebbe accaduto in quanto «la fonte della notizia non risulta affidabile».
È falso che l'Italia passi dati personali agli Usa così come scritto dal Guardian che ha citato una nuova fonte della Nsa per poi rimuovere l'articolo perché la fonte era «inaffidabile». Lo riferiscono fonti degli 007 italiani che parlano di collaborazione in funzione anti-terrorismo ma non certo per la consegna di dati personali. Una «falsità» veicolata da «un personaggio inaffidabile», tanto che il Guardian è stato costretto a rimuoverla dal suo sito, appunto. La collaborazione tra servizi italiani e quelli di altri Stati, rilevano le stesse fonti, naturalmente esiste ed è stata potenziata dopo l'11 settembre, ma «riguarda la difesa del nostro Paese da azioni terroristiche e dei nostri contingenti all'estero, non certo la raccolta e la condivisione di banche dati personali che peraltro è anche vietata dalla nostra legge».
Il segretario di Stato Usa, John Kerry, ha detto alla sua collega europea, Catherine Ashton, che la ricerca delle informazioni sugli altri Paesi non è «inusuale». Kerry, dal Brunei, non ha voluto commentare così direttamente la vicenda. «Forniremo agli alleati europei tutte le informazioni che vogliono riguardo alle accuse di spionaggio»: è quindi costretto a dire il presidente americano, Barack Obama. «Le parole di Obama mi confortano sul fatto che avremo chiarimenti» sulla vicenda Datagate, è il commento di Enrico Letta. «Ho fiducia che tutti i chiarimenti verranno dati e non ho dubbi». Lo ha detto il premier Enrico Letta da Gerusalemme rispondendo ad una domanda in merito.
Quella dei problemi nel rapporto tra le istituzioni Ue e l’amministrazione Usa sul Datagate «è una questione spinosa che dovrà trovare delle risposte soddisfacenti». A dirlo in mattinata è il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlando ai giornalisti che a Zagabria, al termine della sua visita in Croazia, gli chiedevano se avesse notizia delle indiscrezioni di stampa relative alle operazioni di spionaggio nei confronti delle ambasciate italiane a Washington e New York. «Non ho notizie di questo tipo - ha detto il capo dello Stato - potete chiedere al ministro degli Esteri se ha informazioni». All'attacco è anche Parigi: a Washington il presidente francese Francois Hollande ha attaccato a testa bassa, dicendo che «lo spionaggio dell'Europa da parte degli Stati Uniti» deve cessare «immediatamente».
Intanto Mosca ha confermato ufficialmente che Snowden, la talpa del Datagate, ha chiesto asilo politico in Russia, tramite il console russo all’aeroporto Sheremetevo, dove si trova in zona transito da oltre una settimana. «Ieri alle 22.30 una cittadina britannica, Sara Harrison, ha contattato la stazione consolare del ministero degli affari esteri e si è presentata come avvocato e rappresentante del cittadino americano Snowden. Ha consegnato una richiesta si asilo politico da parte di Snowden», ha dichiarato a Interfax Kim Shevcenko, il console russo in carica all’aeroporto Sheremetevo. La “talpa” ha addirittura chiesto asilo politico in 15 Paesi, consegnando la lista al ministero degli esteri russo. Lo riporta il Los Angeles Times. «Si tratta di una mossa disperata dopo il no dell’Ecuador», dicono i russi. |