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Attentato a Parigi, tre persone arrestate

Uomo scende da un auto e spara con un kalashnikov sulla polizia. Un agente ucciso, due gravemente feriti. Ucciso anche l'aggressore, era noto alle forze dell'ordine

Terrore a Parigi nella serata di giovedì, con l'attacco sugli Champs Elysees nel corso del quale un poliziotto è stato ucciso e altri due sono stati feriti a colpi di kalashnikov. Colpito a morte anche um attentatore, mentre l'agenzia Belga scrive che la polizia ha emesso un avviso di ricerca per un secondo sospetto implicato nell'attentato: sarebbe arrivato nella capitale francese in treno dal Belgio. In mattinata la notizia che si è presentato spontaneamente ad Anversa.

L'attacco sarebbe opera di un francese, Karim C.,
schedato dalla polizia, radicalizzato, con pesanti precedenti: già 15 anni fa era stato condannato per tentato omicidio di un agente, quindi per aver assalito una guardia in carcere. L'azione sarebbe stata portata a termine forse con l'appoggio del complice che poi si è dato alla fuga. L'abitazione dell'uomo in banlieue di Parigi già perquisita. L'uomo ha ucciso con un kalashnikov un poliziotto sugli Champs-Elysees e ne ha feriti altri due. Poi ha provato a scappare, ma è stato ucciso dopo pochi metri.

Il presunto complice, di nazionalità belga e ricercato dalle autorità in Belgio e Francia, si è presentato spontaneamente al commissariato di polizia di Anversa, come ha rivelato il portavoce del ministero degli Interni a Parigi. Inoltre, a quanto affermato dalla Procura federale belga, «non c'è al momento nessun legame» tra l'attacco a Parigi e il Belgio. L'uomo, che ha un alibi e nega ogni coinvolgimento nei fatti di Parigi, è noto per casi gravi di traffico di stupefacenti ma non ha legami con il terrorismo né è noto per essere radicalizzato, riferisce la Procura. L'uomo che si è presentato al commissariato di Anversa, Youssouf E.O., ieri sera era al lavoro in una stazione di servizio, secondo quanto ha riferito il suo avvocato - Nabil Riffi - citato dal quotidiano fiammingo Het Niewsblad.

La vittima è Xavier Jugelé, nato a Bourges il 4 maggio 1980 e tra pochi giorni avrebbe festeggiato il suo compleanno e un nuovo lavoro: dalla polizia stradale, addetto al traffico e all'ordine pubblico, sarebbe passato alla giudiziaria. Lo scrive il quotidiano francese Le Figarò. La sera del 20 aprile stava terminando il servizio di sorveglianza davanti a un centro culturale turco situato al numero 102 degli Champs-Élysées, a Parigi, quando è stato raggiunto dai colpi di un kalashnikov. lo scorso 20 gennaio si era distinto per aver fatto evacuare uno stabile di Parigi dopo una esplosione. La Francia lo piange ricordando anche la sua iscrizione al sindacato nazionale dei poliziotti, e l'essere parte di Flag!, l'associazione di lesbiche, gay, bi e trans della polizia e della gendarmeria. Aveva un compagno al quale si era unito civilmente (in Francia i Pacs sono in vigore dal 1999) ma nessun figlio. A lui il Governo e il Comune di Parigi renderanno omaggio la prossima settimana, in una data ancora da concordare, mentre già nella giornata successiva all'attacco i colleghi hanno deposto una corona sul luogo della sua morte.

Prima di mezzanotte, la rivendicazione dell'Isis: l'attentato è stato compiuto da qualcuno denominato "Abu Yusuf al Beljiki", ovvero «il belga». Il suffisso conferma l'indiscrezione che l'uomo sarebbe originario del Belgio. In precedenza i media avevano fatto il nome di un uomo originario dal Belgio, Youssef El Osri, come killer, che su Telegram aveva dichiarato di "voler uccidere polizotti" e che sarebbe stato noto come radicalizzato ai servizi segreti francesi Dsgi.
 
Stando ai racconti dei tanti turisti che affollavano i viali, il panico si è propagato in pochi istanti. Erano passati pochi minuti dalle 21 e gli 11 candidati alle presidenziali di domenica erano impegnati da un'ora nell'ultima performance in diretta tv su France 2 quando diverse raffiche di armi automatiche hanno seminato il terrore sugli Champs-Elysees, all'altezza del civico 102, in prossimità dei grandi magazzini britannici 'Marks & Spencer'. Un uomo è sceso da un'Audi 80 grigia, si è avvicinato ad un furgone parcheggiato con alcuni poliziotti all'interno, agenti della stradale e della municipale, e ha fatto fuoco con un kalashnikov. Un agente è stato ucciso sul colpo, altri due feriti, una passante (una turista straniera) è stata colpita da schegge. L'assalitore si è dato alla fuga, a piedi, abbandonando l'auto. Dopo pochi metri, è stato abbattuto da altri colleghi degli agenti aggrediti, che stavano pattugliando la strada.

La procura antiterrorismo è stata immediatamente incaricata delle indagini, dopo aver escluso in pochi minuti che si trattasse di una rapina o di criminalità comune. Le teste di cuoio hanno perquisito ogni centimetro quadrato dei negozi, poi si sono riversati in un parcheggio poco distante, per il sospetto che un complice potesse essere in fuga proprio lì. Del presunto secondo uomo, però, non c'era più traccia.
21-04-2017


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