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Bankitalia rialza stime Pil: + 1,4% nel 2017

Vola però il debito pubblico e cresce il fabbisogno mensile, ma anche la disponibilità sul conto corrente del Tesoro. Lieve calo poi anche delle entrate dalle tasse

Il debito pubblico italiano sale ancora, nonostante l'impegno del governo ad abbatterlo - in rapporto al Pil - per spuntare maggiore flessibilità nella scrittura del Bilancio del 2018, secondo quanto concesso e ribadito dalla Commissione Ue nella fresca lettera inviata al Tesoro.

Secondo il dato comunicato da Bankitalia, a maggio il debito delle Amministrazioni pubbliche è stato pari a 2.278,9 miliardi, in aumento di 8,2 miliardi rispetto ad aprile.
Dice via Nazionale che l'incremento è dovuto principalmente al fabbisogno mensile delle Amministrazioni pubbliche (7,0 miliardi); vi contribuiscono anche l'aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (per 0,5 miliardi, a 58,9; erano pari a 72,7 miliardi alla fine di maggio 2016) e l'effetto complessivo degli scarti e dei premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione del tasso di cambio (0,7 miliardi).

Con riferimento ai sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 8,1 miliardi, quello delle Amministrazioni locali di 0,1 miliardi; il debito degli Enti di previdenza è rimasto pressoché invariato. Dai numeri di Bankitalia emerge anche l'aggiornamento a maggio delle entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato: sono state pari a 33,5 miliardi (inferiori di 0,3 miliardi a quelle rilevate nello stesso mese del 2016); nei primi 5 dell'anno in corso, infine, esse sono state pari a 154,4 miliardi, in crescita del'1,4 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2016.

Dalla Banca d'Italia, poi, buone notizie sul fronte della crescita nel 2017: rialzate, infatti, le stime del Pil: +1,4% contro il precedente 0,9% di gennaio, già in parte corretto nelle scorse settimane a +1,3% dopo la revisione del dato sul primo trimestre da parte dell'Istat. Nel bollettino economico, l'istituto centrale prevede ora un aumento dell'1,3 del Pil nel 2018 e dell'1,2 l'anno successivo. La Banca d'Italia sottolinea come la spinta arriverebbe soprattutto dalla domanda interna, con una espansione dei consumi e degli investimenti «a ritmi relativamente sostenuti». Le stime presuppongono il permanere di condizioni monetarie e finanziarie espansive», ovvero il mantenimento del Qe da parte della Bce. Lo scenario incorpora le misure di finanza pubblica approvate lo scorso 24 aprile e, come nei precedenti esercizi previsivi, non tiene conto degli effetti dell'aumento delle imposte indirette nel prossimo biennio  (connesso con le clausole di salvaguardia), né di ulteriori interventi diversi da quelli già definiti nell'attuale legislazione.
14-07-2017


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