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Dibattito sullo Stato dell’Unione: definire il futuro dell'UE

In mattinata il Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ha preso parte al dibattito annuale con i deputati sullo “Stato dell’Unione”. In presenza di tutti i commissari, l’Aula ha discusso il futuro di un'Unione europea forte, che risponda alle aspettative dei cittadini.

Sicurezza esterna e interna, occupazione e crescita, migrazione e commercio internazionale tra i temi discussi nel corso del. I leader dei gruppi politici ha poi preso la parola dopo il Presidente Juncker per presentare le loro priorità fino le elezioni europee del giugno 2019. I deputati hanno fatto inoltre il punto sui risultati conseguiti dalla Commissione Juncker a metà del suo mandato.

«L’economia riprende in ogni Paese e si estende» in una Europa finalmente «con il vento in poppa» dopo la lunga crisi, ha detto Juncker, cercando anche di rilanciare un'Europa «più democratica». Nelle sue proposte, Juncker ha sostenuto il progetto di difesa militare comune promosso dall’asse franco-tedesco con l’appoggio dell'Italia, aggiungendo la proposta di una agenzia Ue per la cybersicurezza. E a Italia, Grecia e Spagna ha riconosciuto che «gli Stati Ue in prima linea non vanno lasciati soli» nell’affrontare l’emergenza migranti. «Non posso parlare di immigrazione senza rendere omaggio all'Italia per la sua perseveranza e la sua generosità. Questa estate la Commissione ha lavorato a strettissimo contatto con il mio amico Paolo Gentiloni e il suo governo. Continueremo a farlo perché nel Mediterraneo l'Italia salva l'onore dell'Europa». Alle organizzazioni umanitarie, il presidente della Commissione Ue ha ammesso che «dobbiamo migliorare le condizioni di vita dei profughi in Libia», dicendosi «atterrito dalle condizioni inumane che prevalgono nei centri di accoglienza».


«Non posso parlare di migrazione senza pagare tributo all'Italia per la sua generosità. Nel mediterraneo l'Italia ha salvato l'onore dell'Europa - ha detto il presidente Juncker - dobbiamo mettere fine con la massima urgenza alle condizioni di accoglienza in Libia dei migranti, che sono scandalose e per le quali sono rimasto atterrito». Durante il discorso ha sottolineato che «in questo la Ue ha una responsabilità comune. L'Europa non è una fortezza, è e resterà il continente della solidarietà per quelli che hanno bisogno di un rifugio». Quindi spiega che «alla fine del mese la Commissione europea farà una serie di proposte sui rimpatri, la solidarietà con l'Africa e l'apertura di vie legali». «Dobbiamo intensificare considerevolmente i nostri sforzi e le nostre azioni sui rimpatri» dei migranti che non hanno diritto di restare in Ue. «È solo così che l'Europa potrà dare prova di solidarietà nei confronti dei profughi che hanno veramente bisogno». Juncker richiamata all’impegno tutti i paesi della UE. «Mentre la Commissione Ue si è caricata tutto l'onere degli investimenti, gli sforzi dei Paesi tutti assieme è stato molto limitato. Il fondo è arrivato ora ai suoi limiti. Invito gli Stati membri ad unire il gesto alla parola e a fare in modo che il fondo fiduciario per l'Africa non si esaurisca. Il rischio è grande».

Juncker è stato invece duro con il Regno Unito in uscita dall’Ue, affermando che Londra “rimpiangerà” la Brexit, ed ha anche escluso la prospettiva dell'adesione della Turchia all'Ue nel futuro immediato e ha invitato Ankara a rilasciare i giornalisti europei arrestati. «La Turchia si allontana dall'Unione europea a passi da gigante. I giornalisti appartengono alle sala stampa non alle prigioni». Il presidente della Commissione europea ha quindi chiesto a «quanti sono al potere in Turchia» di «liberare i nostri giornalisti».
Da Strasburgo, Luigi Piccarozzi (foto di Annabianca Rotellini)
13-09-2017

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