Benedetto XVI: «Lo stato vegetativo è vita»
La Congregazione per la dottrina della fede risponde ad un quesito proposto dalla Conferenza episcopale statunitense, riaffermando il rispetto per i pazienti in coma
La Congregazione per la Dottrina della Fede, rispondendo in risposta ad un quesito della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, dice che anche se il paziente si trova in uno sta- to vegetativo, gli sono «dovute le cure or- dinarie e proporzionate, che comprendono, in linea di principio, la somministrazione di acqua e cibo, anche per vie artificiali».
Dal Vaticano rispondono così che il paziente che versa in uno «stato vegetativo permanente, è una persona, con la sua dignità umana fondamentale». Nel dire che «la somministrazione di cibo e acqua è moralmente obbligatoria in linea di principio», la Congregazione per la Dottrina della Fede dice anche che non si può escludere «che in qualche regione molto isolata, o di estrema povertà, l’alimentazione e l’idratazione artificiali possano non essere fisicamente possibili». In questi casi, precisa una nota di commento, «sussistono l’obbligo di offrire le cure minimali disponibili e di procurarsi, se possibile, i mezzi necessari per un adeguato sostegno vitale».
L'interruzione è lecita, continuano dalla Santa Sede, anche «in qualche raro caso» nel quale «alimentazione e idratazione artificiali possano comportare per il paziente un’eccessiva gravosità o un rilevante disagio fisico legato, per esempio, a complicanze nell'uso di ausili strumentali». Ma sono «casi eccezionali», precisano dal Vaticano, che «nulla tolgono al criterio etico generale, secondo il quale la somministrazione di acqua e cibo, anche quando avvenisse per vie artificiali, rappresenta sempre un mezzo naturale di conservazione della vita e non un trattamento terapeutico».
La risposta del dicastero vaticano è stata approvata da Papa Benedetto XVI, concedendone poi la successiva pubblicazione. |