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Salvini: no strane alleanze. Renzi: lascio

Il Movimento 5 Stelle esulta: «Ora tutti dovranno parlare con noi». Ma FI sottolinea: «Ha vinto il centrodestra». Pd ammette sconfitta: «Noi all’opposizione»

«Trionfo del M5S, una vera e propria apoteosi, che dimostra la bontà del nostro lavoro e dimostra che tutti quanti dovranno venire a parlare con noi, e questa sarà la prima volta. È questa è la migliore garanzia di trasparenza del popolo italiano. Dovranno venire a parlare con noi usando i nostri metodi di correttezza, di trasparenza». Così Alessandro Di Battista dal comitato elettorale M5S commentando a caldo i risultati.

Ma nonostante la vittoria in termini di percentuale, i grillini non hanno la maggioranza. E dal centrodestra chiariscono: «Abbiamo noi la maggioranza politica, quindi è il vero vincitore di una tornata elettorale in cui è in gioco il governo del paese e non le affermazioni individuali. Solo con dati più precisi si capiranno i risultati dei singoli partiti e dei rapporti di forza parlamentari, e se la vittoria politica si tradurrà in una maggioranza numerica a Camera e Senato. Dopo 5 anni di governo della sinistra il centro destra e non il Movimento 5 Stelle è l'alternativa vincente. Gli italiani, come aveva chiesto il presidente Berlusconi, non hanno fatto prevalere la deriva grillina». Lo si legge in una nota del Coordinamento Nazionale di Forza Italia. «Il centrodestra ha vinto, è stato sconfitto il Pd di Renzi. Ci sarà la fila per entrare nel centrodestra», ha detto il capogruppo di Fi alla Camera, Renato Brunetta. «Assolutamente sì. Noi non cambiamo parere. Chi avrà più seggi all'interno del centrodestra avrà legittimamente la possibilità di andare a palazzo Chigi. Se sarà Salvini, viva Salvini».

In tarda mattinata, Matteo Salvini chiarisce: «Milioni di italiani ci hanno chiesto di prendere per mano il Paese e liberarlo dalla precarietà e dall'insicurezza. Lo vedo come un voto per il futuro, gli italiani hanno premiato il futuro, ringrazio la Lega che ha scelto di crescere. La squadra con cui ragionare e governare è quella di centrodestra. Sono uno che mantiene la parola data - aggiunge - e l'impegno preso riguarda la coalizione di centrodestra, che ha vinto e che può governare». E poi: «All'interno del centrodestra credo che tutti debbano essere contenti, il centrodestra ha vinto e può governare, niente coalizioni strane. Ho detto che avrei parlato con tutti ma non siamo usi a cambiare idea ogni quarto d'ora. La lega ha vinto nel centrodestra e resterà alla guida del centrodestra». «La squadra a cui mancano meno numeri per avere la maggioranza alla Camera e al Senato è quella del centrodestra. A seggi chiusi lavoreremo perché la squadra più vicina arrivi a essere maggioranza. Ci sono collegi dove vinci o perdi per cinquanta voti e vogliamo avere il quadro chiaro», afferma ancora Salvini. E infine: «Sceglierà il presidente della Repubblica. Non ho mandato liste di ministri via mail e non do suggerimenti. Ma escludo governi di scopo, a tempo, istituzionali. Non partecipiamo a governi minestrone».

«Gli exit poll si sono dimostrati nella storia molto elastici ma se questo è il risultato finale la cosa chiara per il Pd è un dato negativo, noi passeremmo all' opposizione». Così il capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato a Porta a Porta.
Francesco Boccia, esponente della minoranza Pd, dal Nazareno ha aggiunto: «Gli exit non hanno mai fatto i governi. Certo se i dati fossero confermati noi andremmo senza discussione all'opposizione. Poi mi pare di capire che non ci sarà un partito o una coalizione con la maggioranza relativa e sarà opportuno valutare dopo che il presidente Mattarella avrà dato l'incarico se per il bene del paese ha senso dare l'appoggio esterno restando comunque fuori da tutto. Ovviamente stasera è prematuro fare scenari, aspettiamo i dati finali. Non è così eretico iniziare a dire che il M5S sarà il primo partito e il primo gruppo parlamentare».

In serata, poi, Renzi si dimette da segretario Pd. «Abbiamo riconosciuto con chiarezza la sconfitta. Dobbiamo aprire una pagina nuova. Siamo orgogliosi dello straordinario lavoro di questi anni ma la debacle è evidente. L'Italia ha una situazione politica per cui chi ha vinto non ha i numeri per governare. Una situazione che nasce dalla vicenda referendaria di un anno fa». L'ex premier evoca quindi i 5Stelle: «La più grande bugia è "non faremo mai accordi". Mostrino il loro valore se ne sono capaci. Il nostro errore principale è stato non capire che bisognava votare in una delle due finestre del 2017, con la Francia o con la Germania. In questa campagna siamo stati troppo tecnici. Se a questo sommiamo il vento estremista che siamo riusciti a fermare nel 2014 ma non stavolta comprendiamo come il risultato sia deludente». E spiega: «Non ci sarà un reggente scelto dal caminetto ma un segretario eletto dalle primarie. Ora si riparte dal basso - continua -. Dal territorio. Non solo le periferie geografiche, ma anche quelle della quotidianità». Quindi enuncia tre no: «No inciuci, no ai caminetti ristretti di chi immagina il Pd come luogo di confronto dei soli gruppi dirigenti, no a ogni forma di estremismo. Ho già chiesto ad Orfini di aprire una fase congressuale. Un congresso che permette alla leadership di fare ciò per la quale è stata eletta. Restituiamo le chiavi di una casa in ordine e tenuta bene».
05-03-2018

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