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Ponte, via libera del cdm al decreto urgenze

L'annuncio della ministra Lezzi: aiuti anche per Ischia e Centro Italia. Restano le divisioni nella maggioranza sul commissario dopo il no dei 5 Stelle a Toti e Bucci

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto «urgenze» - su Genova, Ischia e Centro Italia - e al decreto «concretezza». Lo dice ai cronisti il ministro per il Sud Barbara Lezzi uscendo da Palazzo Chigi. Il premier Conte: approvato con la formula salvo intese. Bongiorno: impronte digitali contro i furbetti del cartellino.

«Abbiamo adottato un ddl, in particolare sulla concretezza delle pubbliche amministrazioni contro l'assenteismo, e il decreto sulle emergenze». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte nella conferenza stampa a Palazzo Chigi. «Non ci sono terremoti di serie A e di serie B. I morti pesano. Se ci sono degli sfollati, le famiglie pesano. Ci sono terremoti con più danni e altri con danni più contenuti ma sono tutti importanti. Dopo 1 anno interveniamo anche per Ischia e il Centro Italia», sottolinea Conte.

Sul commissario per l'emergenza di Genova Conte dice: «Il nome ancora non c'è. Ma sarà un commissario ad hoc, avrà ampi poteri di procedere e di disporre, e consentire a Genova di avere un ponte più bello, più nuovo e un rilancio della sua immagine». Poi annuncia: «Abbiamo disposto di istituire un contribuito di sostegno per i privati le cui abitazioni sono dichiarate inagibili e contributo forfettario per i beni immobili o danneggiati e abbiamo contributo di sostegno una tantum alle imprese danneggiate dal crollo».

Nel pomeriggio si era parlato molto delle tensioni e presunte divisioni nel governo gialloverde che avrebbero potuto portare allo slittamento del decreto legge sulla ricostruzione del ponte di Genova, e sugli aiuti alla città. Voci di stampa raccontano che restano le divisioni nella maggioranza tra M5S e Lega e tra il governatore ligure Giovanni Toti e il governo. Toti, che ha avuto un chiarimento notturno con il premier, spingeva per una «soluzione condivisa» proponendo uno slittamento del decreto se questo fosse servito ad approfondire tutti gli aspetti del provvedimento dopo il crollo del Ponte Morandi. «Il decreto - diceva Toti - va concordato, condiviso e poi portato in Consiglio dei ministri. Se ce la facciamo per oggi pomeriggio, chapeau, ma se non ce la facciamo non morirà nessuno se dovrà slittare di una settimana».
13-09-2018


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