METEO
BORSA
20/11/2018 21:50
Zalando
ECONOMIA
UTILITIES
Oroscopo del Giorno
Mappe
Treni: Orari e Pren.
Alitalia: Orari e Pren.
Meridiana: Orari e Pren.
Airone: Orari e Pren.
Calcolo Codice Fiscale
Calcolo ICI
Calcolo Interessi Legali
Calcolo Interessi di Mora
Verifica Partite IVA
Ricerca C.A.P.
Ricerca Raccomandate
Ricerca Uffici Giudiziari
Gazzetta Ufficiale
Agire
La Ue corregge i conti del governo italiano

«Italia fanalino di coda Ue, deficit al 2,9% e rischi per le banche». Il secondo Paese della zona euro a crescita più bassa è il Belgio: 1,5% l'anno prossimo

L'Ue corregge le stime italiane per quanto riguarda l'economia. Quest'anno il divario di crescita rispetto alla media della zona euro sarà di un punto percentuale: 1,1% contro 2,1%. Nel 2019 sarà dello 0,7%: 1,2% contro 1,9%.

Stando ai numeri, nel 2020 il divario sarà dello 0,4%: 1,3% contro 1,7%. Il secondo Paese della zona euro a crescita più bassa è il Belgio (1,5%) quest'anno, l'anno prossimo (sempre 1,5%) e anche nel 2020 (1,4%). Nei tre anni la Germania crescerà dell'1,7%, dell'1,8% e dell'1,7%. Francia: 1,7%, 1,6% e 1,6%. Spagna 2,6%, 2,2%, 2%. La commissione ha ridotto la stima di crescita del Pil dell'Italia nel 2019 portandola da 1,3% (stima di metà luglio) all'1,2%. Nel 2020 si prevede +1,3%. Il governo prevede per l'anno prossimo +1,5% e per il 2020 +1,6%. L'Italia, quindi, si conferma ultima per crescita in tutta Europa sia per il 2018 che per il 2019 e il 2020.

Rivisto al rialzo poi le stime sul deficit italiano: nel 2018 dall'1,7% previsto in primavera sale a 1,9%, per poi schizzare al 2,9% nel 2019 «a causa delle misure programmate» come reddito di cittadinanza, riforma Fornero e investimenti pubblici che «aumenteranno significativamente la spesa». Nel 2020 sfonda il tetto del 3%, raggiungendo il 3,1%. La Ue precisa che tale cifra non tiene in considerazione la clausola di salvaguardia, cioè l'aumento dell'Iva, data la «sistematica sterilizzazione». E precisa: «In alcuni Paesi dell'eurozona altamente indebitati, soprattutto in Italia, il circolo vizioso tra banche e debito sovrano potrebbe riemergere in caso di dubbi sulla qualità e la sostenibilità dei conti pubblici, che in un ambiente di riprezzamento complessivo dei rischi e di un aumento dei costi di rifinanziamento, potrebbe sollevare preoccupazioni di stabilità finanziaria e pesare sull'attività economica».
08-11-2018

Linear

Copyright 2006 © Cookie Policy e Privacy