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«Sono e sarò sempre questa. Ma lotterò»

Così Caster Semenya, olimpionica sugli 800 metri, dopo la sentenza del Tas, che la obbliga a sottoporsi a una cura ormonale per poter partecipare ai Mondiali di Doha

Caster Semenya, a 24 ore di distanza dalla sentenza Tribunale Arbitrale dello Sport che ha respinto il ricorso dell'atleta e della federazione sudafricana (Asa) in merito al nuovo regolamento Iaaf sugli atleti iperandrogenici che producono naturalmente alti livelli di testosterone, smetisce il ritiro.

La campionessa olimpica degli 800 metri, dopo aver risposto con una dichiarazione di guerra alla sentenza Tas che la obbliga a sottoporsi a una cura ormonale per poter partecipare ai Mondiali di Doha, si è sfogata su Twitter. «Sapere quando andar via è saggio. Avere la capacità di farlo coraggioso. Farlo a testa alta dignitoso». Messaggi che lasciano poco spazio all'interpretazione e fanno pensare alla voglia di ritirarsi. Mercoledì, la due volte campionessa olimpica sudafricana aveva diffuso un comunicato nel quale aveva chiaramente espresso la sua volontà: «Non mi fermeranno». Era poi emerso che, secondo le indicazioni Iaaf, Semenya ha sette giorni per far calare i livelli di testosterone nel suo sangue. Così oggi sono arrivati messaggi ben più negativi. E ai sostenitori che dal suo profilo twitter le chiedevano di non mollare, l'olimpionica ha risposto: «Io sono e sarò sempre questa. Ho finito». La Semenya poi, tramite i suoi avvocati, ha fatto sapere che «la decisione del Tas non la fermerà. Per un decennio, la Iaaf ha cercato di ostacolarla, ma l’ha resa ancora più forte».
02-05-2019

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