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La Lega: pace fiscale sulle cassette di sicurezza

Ipotesi di una sanatoria, sulla falsariga delle operazioni di voluntary disclosure sui capitali all'estero. Poi lo stesso Matteo Salvini aggiusta il tiro

Polemiche in mattinata per l'ipotesi di Matteo Salvini di una sanatoria sulle cassette di sicurezza, sulla falsariga delle operazioni di voluntary disclosure sui capitali all'estero attuate con un discreto successo nella scorsa legislatura. «Non parlo di soldi all'estero, se qualcuno ce li ha portati sono affari suoi» ha voluto sottolineare il leader della Lega.

Salvini stesso spiega che il provvedimento riguarderebbe «centinaia di miliardi fermi, potremmo metterli in circuito per gli investimenti, si potrebbe far pagare un'imposta e ridare il diritto di utilizzarli». L'annuncio ha suscitato le proposte del Pd, secondo il quale il Carroccio vorrebbe «toccare i risparmi degli italiani». Il concetto però è appunto quello di una sanatoria, su base volontaria. Anche se è probabile che, come accade in occasioni del genere, l'amministrazione fiscale farebbe pressione sulla platea dei potenziali interessati minacciando di fatto controlli più severi per chi non aderisce.

Salvini quindi spiega: «Sono prive di qualsiasi fondamento le ipotesi di una patrimoniale, di tasse sui risparmi, sui conti correnti degli italiani o su cassette di sicurezza. Siamo al governo per togliere, non per aggiungere tasse. L'unico ragionamento in corso - precisa Salvini - riguarda una "pace fiscale" per chi volesse sanare situazioni di irregolarità relative, oltre che ad Equitalia, al denaro contante».
12-06-2019

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