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390 mld, "frugali" aprono a proposta di Michel

Nuova notte di tensioni a Bruxelles sui fondi Ue, ma la nuova proposta per superare le resistenze dei Paesi rigoristi sembra ottenere una parziale apertura

Per superare le resistenze dei Paesi frugali, decisi a ridurre consistentemente gli aiuti Ue a fondo perduto, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel è pronto a una nuova proposta: 390 e 400 miliardi di aiuti per la crisi innescata dal Covid-19. Una idea che sembra ottenere le prime aperture dei "frugali".

Michel «non ha anticipato null'altro, ma ha detto che proporrà una soluzione» che prevede una «riduzione dei trasferimenti a 400 miliardi e 390 miliardi» del Recovery Plan, ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in nottata a Bruxelles. La soluzione da 400 mld di trasferimenti «condurrebbe un maggiore sconto», cioè un rebate aumentato, «per i Paesi che ne hanno diritto e quella da 390 mld uno sconto minore», spiega ancora Conte. Secondo il presidente del Consiglio, «in questo momento ci stiamo avvicinando allo zoccolo duro delle rispettive posizioni e il confronto diventa più risolutivo: spero si possa iniziare a valutare alcuni aggiornamenti delle poste, frutto dell'intensa negoziazione di questi giorni».

Sui media sono finiti resoconti di tensioni, con Conte che a un certo pounto ha anche accusato il premier olandese Rutte di voler far sabotare gli accordi: «Ne risponderai agli europei», gli ha detto. «Il mio Paese ha una sua dignità. C'è un limite che non va superato», ha detto il presidente del Consiglio, mentre a Mark Rutte e ai frugali ha rinfacciato i "rebates", i rimborsi di cui godono che «non hanno vincoli» e che loro chiedono addirittura di aumentare. Se, come pretendono i Paesi frugali, venissero ridotti da 500 a 350 miliardi i sussidi del Recovery fund, scenderebbe la quota per l'Italia.
20-07-2020


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