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Nuovo Dpcm, in arrivo altri divieti dal 16

Vietati gli spostamenti tra Regioni, anche tra quelle gialle, nemmeno per raggiungere le seconde case. Il governo valuta la proroga dello stato di emergenza in scadenza a fine gennaio

In base al monitoraggio della Cabina di regia del ministero alla Salute e dell'Istituto superiore di sanità sul periodo 28 dicembre-3 gennaio sono cinque le Regioni arancioni a partire da lunedì (il week end è per tutti di quel colore). Si tratta di Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Calabria e Sicilia. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha così firmato l'ordinanza per il cambio di colore delle cinque Regioni nel giorno della notizia dell'Rt nazionale risalito a 1,03, sorpassando per la prima volta dopo sei settimane la soglia dell'1.

Le altre regioni invece dovrebbero rimanere in zona gialla. La decisione è determinata dai dati emersi dal monitoraggio settimanale Ministero della Salute-Istituto superiore di sanità (Iss). Report che mette in luce che tre Regioni/PPAA (Calabria, Emilia-Romagna e Lombardia) hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel valore inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2; altre 6 (Liguria, Molise, Sardegna, Sicilia, Umbria, V. d'Aosta/V./d'Aoste) lo superano nel valore medio, e altre quattro lo raggiungono (Puglia) o lo sfiorano (Lazio, Piemonte e Veneto). «Ho firmato una nuova ordinanza che porta in zona arancione le regioni Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto. Dobbiamo tenere il massimo livello di attenzione perché il virus circola molto e l'indice del contagio è in crescita», ha detto Speranza.

Come evidenzia la bozza del report, sono 12 le Regioni/PPAA a rischio alto questa settimana (nessuna la settimana precedente), 8 a rischio moderato (di cui due ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e solo una Regione (Toscana) a rischio basso. Sono 13 invece le Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (vs 10 la settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale torna a essere sopra la soglia critica (30%). Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in lieve aumento da 2.565 (28/12/2020) a 2.579 (04/01/2021); il numero di persone ricoverate in aree mediche è invece lievemente diminuito passando da 23.932 (28/12/2020) a 23.317 (04/01/2021). Tale tendenza a livello nazionale sottende forti variazioni inter-regionali.

Intanto, nuove restrizioni sono previste nel Dpcm che sarà varato al termine della prossima settimana. L'Esecutivo sta pensando infatti di imprimere un ulteriore giro di vite: nel caso in cui l'incidenza settimanale dei casi fosse superiore a 250 ogni 100mila abitanti, scatta in automatico la zona rossa. La quota ideale, per non far saltare il contact tracing, è 50 casi su 100 mila abitanti: durante la seconda ondata si è raggiunto un picco di 350/400 mentre attualmente siamo, come media nazionale, fra 150 e 170. Ecco perché bisogna contenere la tendenza al rialzo. La proposta, avanzata dall'Istituto superiore di Sanità, è stata condivisa dal Cts e dovrà essere concordata con le Regioni. Un incontro tra il governo e i governatori, Anci e Upi, è fissato per lunedì alle 10.30, convocato dal ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, a cui parteciperà in videoconferenza anche il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Il governo sta valutando inoltre la proroga dello stato di emergenza in scadenza a fine gennaio, che potrebbe essere il 31 marzo o addirittura luglio. Sulla nuova data si sta ragionando.
09-01-2021

Linear

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