VINITALY - X Concorso Enologico Internazionale

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VINtour - Verona - Aprile 2002  - Nasce VINtour - 1° Salone del Turismo del Vino e dell'Olio -  

Fondato nel 1946



"Bollicine" 
di Leonardo G. Salterini



Cin Cin !







Moderni impianti enologici 




















 

 

 

 

 

 

 

 




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Tutti i malvagi sono bevitori d’acqua; e lo dimostra il diluvio.
(Louis-Philippe conte di Segur, “Chanson morale”)

Per concludere le osservazioni da effettuare nel corso di una degustazione, affrontiamo oggi un caso particolare: quello dei vini con effervescenza, in particolare gli champagne e gli spumanti.

Per questo tipo di vini a dare una significativa indicazione della loro qualità non sarà, come nei vini "fermi", l'esame visivo della fluidità, ma l'osservazione della manifestazione della loro effervescenza, ovvero le bollicine.

L'effervescenza è il prodotto della presenza nel vino di Anidride Carbonica che si libera quando la bottiglia viene stappata ed il vino viene versato nel calice, formando spuma e bollicine. Essa è presente quale frutto della fermentazione alcolica e del lavoro dei lieviti. Imprigionata nelle bottiglie raggiunge pressioni elevate, superiori a 3 atmosfere, provocando, lo sappiamo bene, quegli "spari" di tappi che nel corso delle feste provocano tanta allegria e, qualche volta, lesioni indesiderate.

Diciamo subito che se il nostro desiderio è di degustare un prezioso champagne o uno squisito spumante è opportuno evitare "lo sparo" del tappo utilizzando una apertura più delicata e più facile, con un semplice trucco: con la bottiglia leggermente inclinata, tenete fermo il tappo e ruotate la bottiglia tenendola per la base. Vi accorgerete che in questo modo il tappo si libererà più facilmente e la schiuma non uscirà in maniera incontrollabile.

Versato il vino nel calice, sia esso la "flute" per uno spumante Brut, o una "coppa" per un Brachetto o uno Spumante dolce, cominciamo a valutare le bollicine o, se preferite, il Perlage che si forma da quel momento.

Per valutare la qualità del Perlage si prendono in considerazione tre principali elementi: la dimensione delle bollicine (la grana), la quantità delle bollicine (numerosità), ed il tempo permanenza delle bollicine (la persistenza).

La valutazione della Grana delle bollicine può indicarcele come "grossolane" se delle dimensioni delle bollicine dell'acqua minerale gassata. In questo caso la qualità sarà scarsa, con una probabile aggiunta artificiale di gas per aumentare una insufficiente naturale effervescenza. Se invece le bollicine risultano più piccole e nella media dei normali vini spumanti, parleremo di bollicine "abbastanza fini" , indicative di una qualità accettabile o addirittura buona in un classico Prosecco di Valdobbiadene.

Se infine le bollicine risultano minuscole, come una punta di spillo, le giudicheremo "fini" e lo spumante o lo champagne che le producono come indicative di un prodotto probabilmente di buona qualità.

La valutazione sarà similare relativamente alla numerosità.

Se appaiono sparse e poco presenti le valuteremo "scarse"; se la presenza è buona ma limitata ad alcune parti del calice parleremo di bollicine "abbastanza numerose", mentre saranno giudicate "numerose" e tipiche di ottimi vini le bollicine che si presentano abbondanti e che si formano in molti punti del calice salendo verso la superficie in lunghe colonne continuamente alimentate.

Per concludere l'osservazione, dovremo in ultimo valutare la persistenza, ovvero per quanto tempo le bollicine continueranno a formarsi ed ad essere presenti. Se scompaiono dopo pochi istanti definiremo le bollicine "evanescenti". Se invece la permanenza è di alcuni minuti si tratterà di bollicine "abbastanza persistenti" e rappresenteranno la resa di un prodotto di discreta qualità.

Solo nel caso di una presenza che si esprime per molti minuti, nei quali le bollicine continuano continuamente a formarsi ed a salire verso la superficie, parleremo di bollicine "persistenti" ed avremo la ragionevole certezza di trovarci alle prese con un prodotto qualitativamente ottimo.

Ricordiamo però ancora una volta, che la valutazione deve essere sempre commisurata al tipo di vino in degustazione: abbiamo già citato il nostro gradevolissimo Prosecco, dal quale non potremo, per esempio, pretendere persistenze lunghissime, ma senza per questo valutarlo negativamente.

Cin Cin !