VINITALY - X Concorso Enologico Internazionale

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VINtour - Verona - Aprile 2002  - Nasce VINtour - 1° Salone del Turismo del Vino e dell'Olio -  

Fondato nel 1946



"I COLORI DEL VINO"  ( Prima parte )
di Leonardo G. Salterini




Beviamo questo buon bicchiere di vino bianco alla vostra salute !


 

 






"
Dolce è l'ozio
 mentre l'uva matura"


 

 

 

 

Ricchezza della Natura. 

 

 

 

 

 

 
























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E Noè diceva spesso a sua moglie, quando si sedeva a tavola: “non m’importa dove va l’acqua, purchè non vada nel vino”.  (K.G. Chesterton, “Vino e acqua”)


Nel corso di alcuni nostri incontri precedenti abbiamo rammentato la necessità di utilizzare i calici giusti per degustare i vari tipi di vino, ed in particolare abbiamo ricordato l'importanza che fossero di cristallo incolore e trasparente per poter meglio valutare il colore e la limpidezza del liquido.

Ogni degustazione degna di questo nome, deve infatti cominciare dall'osservazione del colore del vino e della sua limpidezza: un'osservazione accurata e competente potrà infatti fornirci subito alcuni elementi fondamentali per valutarne la qualità e le caratteristiche.

In futuro parleremo della sua densità e che cosa questa ci rivela, così come la sua maggiore o minore limpidezza. Oggi cominceremo ad osservare il colore dei vini e parleremo dei messaggi che questi colori ci rivelano.

Riempiamo il calice per un terzo, incliniamo il bicchiere ed osserviamo le tonalità cromatiche del vino su un fondo bianco.

Cominciamo a fare qualche valutazione nei confronti dei vini che presentano un colore che si definisce "giallo verdolino". L'esempio qui accanto può dare un'idea della tonalità che osserveremo in vini bianchi giovani, di colore chiaro con una lieve tonalità che richiama sfumature verdoline. Questo colore è tipico di alcuni vini del nord come il Sylvaner o il Riesling, che presentano come tipicità sentori erbacei e di clorofilla. In altri vini potrebbe invece indicare una vinificazione troppo rapida che ha prodotto un risultato ancora povero di contenuti.


La maggior parte dei Bianchi italiani da consumarsi giovani, anche in virtù dell'importante contributo solare che favorisce la completa maturazione delle uve
presenta un colore più definito che si può classificare come "giallo paglierino". Questo colore potrà essere più o meno carico, ma in bianchi che non hanno effettuato passaggi di maturazione in botte raramente arriverà ad un colore più caldo e corposo. In vini bianchi giovani, vendemmiati nell'anno precedente al consumo, un colore che virasse all'ambrato potrebbe essere indicativo addirittura di qualche difetto.

 

Quando il colore comincia ad assumere splendide tonalità di "giallo dorato" cominciamo ad addentrarci in territori di maggior complessità e finezza. Spesso, quando osserviamo questo colore, abbiamo a che fare con vini che hanno trascorso un periodo di maturazione a contatto con il legno delle botti. Oggi è in atto la tendenza, in qualche caso la moda, a far brevemente maturare anche i bianchi di qualità nelle piccole botti francesi, le "barrique", che conferiscono particolari sensazioni di vaniglia e di sensibile "morbidezza". Numerosi vini dolci si collocano in questa categoria di colore, con tonalità che si estendono dal giallo dorato "carico" a ad un giallo dorato con riflessi ambrati.

La certezza di essere sul punto di procedere ad una degustazione ricca di positive sensazioni olfattive e gustative l'avremo infatti affrontando l'assaggio di alcuni vini da "dessert" derivati dall'appassimento delle uve. Nella nostra penisola abbiamo straordinari esempi di questo tipo di produzione che vede nel nostro meridione, ma non solo, il loro luogo di elezione.

Vini come il Passito di Pantelleria o i più pregiati Sauternes francesi, principeschi anche nel prezzo, così come molti altri passiti, si identificano per il caldo e affascinante color "giallo ambrato" che, in varie tonalità ricorderà alla vista, e spesso anche al gusto e all'olfatto, il piacere del miele più puro e limpido.

Un vino di questo genere, accompagnato da biscotteria secca o, non sorprendetevi, da formaggi stagionati, è un'esperienza che vi consigliamo di provare quanto prima.

Concludendo questo breve excursus sul colore dei vini bianchi, teniamo sempre presente che la concentrazione cromatica è sempre influenzata dal tipo di uve utilizzate. Lo Chardonnay ha come tipicità un bel colore giallo paglierino carico, il Pinot Nero, quando è vinificato in bianco, presenta dei caratteristici riflessi color rame, il valdostano Blanc de Morgex et de la Salle invece, pur essendo praticamente privo di colore, è un ottimo vino tutt'altro che privo di valori olfattivi e gustativi. Tuttavia come regola generale (ma con tante tipiche eccezioni)  possiamo sostenere che ad un colore giallo paglierino scarico corrisponderà un vino giovane e leggero; ad una maggiore concentrazione di colore cresceranno parallelamente le caratteristiche di corposità e complessità del vino, talvolta addizionate al contributo che in questo senso fornisce un affinamento in botte.