|
E Noè diceva spesso a sua
moglie, quando si sedeva a tavola: “non m’importa dove va
l’acqua, purchè non vada nel vino”. (K.G.
Chesterton, “Vino e acqua”)
Nel corso di alcuni nostri incontri precedenti abbiamo rammentato la
necessità di utilizzare i calici giusti per degustare i vari tipi di
vino, ed in particolare abbiamo ricordato l'importanza che fossero di
cristallo incolore e trasparente per poter meglio valutare il colore e
la limpidezza del liquido.
Ogni
degustazione degna di questo nome, deve infatti cominciare
dall'osservazione del colore del vino e della sua limpidezza:
un'osservazione accurata e competente potrà infatti fornirci subito
alcuni elementi fondamentali per valutarne la qualità e le
caratteristiche.
In
futuro parleremo della sua densità e che cosa questa ci rivela, così
come la sua maggiore o minore limpidezza. Oggi cominceremo ad
osservare il colore dei vini e parleremo dei messaggi che questi
colori ci rivelano.
Riempiamo
il calice per un terzo, incliniamo il bicchiere ed osserviamo le
tonalità cromatiche del vino su un fondo bianco.
Cominciamo
a fare qualche valutazione nei confronti dei vini che presentano un
colore
che si definisce "giallo verdolino". L'esempio qui
accanto può dare un'idea della tonalità che osserveremo
in vini bianchi giovani, di colore
chiaro
con una lieve tonalità che richiama sfumature
verdoline. Questo colore è tipico di alcuni vini del nord come il
Sylvaner o il Riesling, che presentano come tipicità sentori erbacei
e di clorofilla. In altri vini potrebbe invece indicare una
vinificazione troppo rapida che ha prodotto un risultato ancora povero
di contenuti.
La maggior parte
dei Bianchi italiani da consumarsi giovani, anche in virtù
dell'importante contributo solare che favorisce la completa
maturazione delle uve presenta
un colore più definito che si può classificare
come "giallo paglierino". Questo colore
potrà essere più o meno carico, ma in
bianchi
che non hanno effettuato passaggi di
maturazione
in botte raramente arriverà ad un colore più caldo e corposo. In
vini bianchi giovani, vendemmiati nell'anno precedente al consumo, un
colore che virasse all'ambrato potrebbe essere indicativo addirittura
di qualche difetto.
Quando
il colore comincia ad assumere splendide tonalità di "giallo
dorato" cominciamo ad addentrarci in territori di maggior
complessità e finezza. Spesso, quando osserviamo questo colore,
abbiamo a che
fare con vini che hanno trascorso un periodo di maturazione a contatto
con il legno
delle
botti. Oggi è in atto la tendenza, in qualche caso
la moda, a far brevemente maturare anche i bianchi di qualità nelle
piccole botti francesi, le "barrique", che conferiscono
particolari sensazioni di vaniglia e di sensibile
"morbidezza". Numerosi vini dolci si collocano in questa
categoria di colore, con tonalità che si estendono dal giallo dorato
"carico" a ad un giallo dorato con riflessi ambrati.
La
certezza di essere sul punto di procedere ad una degustazione ricca di
positive sensazioni olfattive e gustative l'avremo infatti affrontando
l'assaggio di alcuni vini da "dessert" derivati
dall'appassimento delle uve. Nella nostra penisola abbiamo
straordinari esempi di questo tipo di produzione che vede nel nostro
meridione, ma non solo, il loro luogo di elezione.
Vini
come il Passito di Pantelleria o i più pregiati
Sauternes
francesi, principeschi anche nel prezzo,
così come molti altri passiti, si identificano
per il caldo e affascinante color "giallo
ambrato" che, in varie tonalità
ricorderà
alla vista, e spesso anche al gusto e
all'olfatto, il piacere del miele più puro e limpido.
Un
vino di questo genere, accompagnato da biscotteria secca o, non
sorprendetevi, da formaggi stagionati, è un'esperienza che vi
consigliamo di provare quanto prima.
Concludendo
questo breve excursus sul colore dei vini bianchi, teniamo sempre
presente che la concentrazione cromatica è sempre influenzata dal
tipo di uve utilizzate. Lo Chardonnay ha come tipicità un bel colore
giallo paglierino carico, il Pinot Nero, quando è vinificato in
bianco, presenta dei caratteristici riflessi color rame, il valdostano
Blanc de Morgex et de la Salle invece, pur essendo praticamente privo
di colore, è un ottimo vino tutt'altro che privo di valori olfattivi
e gustativi. Tuttavia come regola generale (ma con tante tipiche
eccezioni)
possiamo sostenere che ad un colore giallo paglierino scarico
corrisponderà un vino giovane e leggero; ad una maggiore
concentrazione di colore cresceranno parallelamente le caratteristiche
di corposità e complessità del vino, talvolta addizionate al
contributo che in questo senso fornisce un affinamento in botte. |