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Sigillo
di smeraldo in una guarnizione d’oro
è la melodia dei canti unita alla dolcezza del vino.
(La Bibbia – Siracide - Capitolo 32)
Che il
riconoscimento degli aromi, anche per i meno inesperti, talvolta
presenti delle difficoltà, l'abbiamo già sottolineato ricordando la
oramai scarsa abitudine del genere umano all'utilizzo del senso
dell'olfatto.
E' quindi
particolarmente importante che, inoltrandoci nelle vie dell'arte del
degustare, dedichiamo particolare attenzione al momento della
degustazione olfattiva, trattenendoci dalla tentazione di
"assaggiare" subito il sapore del nostro vino. Ne saremo
abbondantemente ripagati! Impareremo a cogliere sensazioni delicate ma
complesse, inusitate, mutevoli e caratterizzanti il vino così come il
suo territorio di provenienza.
Possiamo
tuttavia aiutarci conoscendo meglio le macro-categorie dei profumi del
vino e le varie tipologie che in queste possono essere classificate.
Diciamo
subito che le grandi categorie di aromi riscontrabili, sono
sostanzialmente tre: i profumi primari o varietali, i profumi
secondari o di fermentazione, i profumi terziari o di
invecchiamento.
Quando
parliamo di Profumi primari o varietali, parliamo di
aromi
tipici di alcune uve; questi profumi sono presenti già nel frutto
fresco perché causati da sostanze aromatiche (i terpeni) presenti
nella buccia dell'acino. Questa presenza in alcune uve come il
moscato, la mavasia, il brachetto od il gewurztraminer, è così
significativa da influenzare fortemente anche il vino che da quegli
acini viene prodotto. E' così immediatamente riconoscibile un
brachetto per l'accentuato aroma di rosa e fragola, o uno dei vari
tipi di Moscato per i profumi che variano dal muschio ai fiori
d'arancio, ai gewurztraminer caratterizzati da intensi sentori di
rosa. Anche altri vitigni presentano una percettibile presenza di
profumi primari, anche se non "importante" come quelli
precentemente citati: sono i vitigni definiti "parzialmente
aromatici" come lo Chardonnay che emana note di ananas e banana,
il Merlot con la sua tipica impronta erbacea o il Sauvignon Blanc che
presenta un leggero ma tipico aroma di foglia di pomodoro.
Come Profumi
secondari o di fermentazione, riconosceremo invece tutti quegli
aromi che si sviluppano dal momento della pigiatura dell'uva fino al
completamento dei processi fermentativi. In questa fase la formazione
di composti chimici come aldeidi, alcooli superiori, acidi ed altro,
conferisce al vino una serie di sentori freschi e decisi che variano dai
toni floreali ai fruttati, da aromi
vegetali a quelli balsamici. I buoni vini bianchi ed i
rossi destinati al consumo ancora giovani esprimono il meglio in
questa gamma di aromi.
Con
l'invecchiamento, sia esso in acciaio o in botte, e con il successivo
affinamento in bottiglia, assistiamo allo sviluppo dei profumi di
invecchiamento, detti anche profumi terziari. Grazie ad
ulteriori processi che si sviluppano all'interno del liquido, come
la formazione di esteri e eteri, di ossidoriduzione e svariati
altri, i profumi primari e soprattutto quelli secondari, pur rimanendo
in parte presenti, tendono a modificarsi in più complessi e
diversificati: i sentori floreali virano in profumi di bouquet di
fiori anche appassiti, il fruttato si trasforma nei profumi più
corposi di confettura di frutta a cui si sommano nuovi e insospettati
aromi, come quelli di pepe, di spezie, di caffè, di cioccolata, di
tabacco e tanti tanti altri.
L'aspetto
meraviglioso di tutto ciò è che, con l'esperienza ci accorgeremo che
questi aromi sono diversificati, non solo in relazione alla tipologia
di vino, ma anche al metodo di coltivazione delle viti o al tipo di
botte usata. Insomma uno straordinario universo tutto da scoprire.
Una grande
influenza nella caratterizzazione degli aromi, ha poi la zona di
coltivazione delle viti da cui viene prodotto il vino che degustiamo.
La composizione chimica e geologica del terreno di determinate zone,
ma anche le coltivazioni che circondano le vigne, hanno una
fondamentale influenza nel caratterizzare i profumi dei vini prodotti
in quel "Terroir". A titolo di esempio possiamo ricordare
come i Riesling prodotti in Alsazia sono caratterizzati da un intenso
sentore di idrocarburi che compare notevolmente più tenue nei
Riesling prodotti altrove; lo Chardonnay proveniente dallo Chablis è
inconfondibile per il sentore di pietra focaia che emana; il Nebbiolo
delle Langhe ricorda nettamente la viola appassita.
Anche
l'ambiente ha inoltre una sua significativa influenza: è ormai
accettato che la vicinanza alle vigne di coltivazioni particolarmente
odorose, possa influenzare il patrimonio aromatico delle uve. Spesso
nel Pigato ligure si possono percepire i profumi del timo e del
basilico che nelle zona crescono in abbondanza; note salmastre
ricorrono nei vini prodotti da vigne prossime al mare; sentori di
fiori d'arancio si percepiscono nell'Inzolia di alcune località
siciliane; aromi di lavanda esplodono in alcuni Rossi di Provenza.
Insomma,
come avete compreso, ogni degustazione si può aprire all'esplorazione
di un mondo di coinvolgenti sensazioni!
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