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I
sorbetti, ancor che ambrati, e mille altre acque odorose,
son bevande da svogliati e da femmine leziose.
Vino vino a ciascun bever bisogna, se fuggir vuole ogni danno:e non
par mica vergogna
tra i bicchier impazzir sei volte l'anno.
(Francesco
Redi – Sec. XVII)
Tutti
abbiamo almen sentito nominare il famosissimo Sassicaia, uno tra i più
grandi vini del mondo, nato dalla volontà del Marchese Incisa della
Rocchetta e creato dal grande enologo Giacomo Tachis con la
collaborazione di Emile Peynaud. Proprio Peynaud, parlando di
degustazione, afferma : "l'olfatto è il senso principale della
degustazione e i principi odorosi sono costituenti essenziali del
vino".
Nessun
altro dei nostri sensi, come dicevamo, potrà, come l'olfatto
opportunamente addestrato, farci percepire le numerosissime sfumature
dei caratteri e dei pregi di un ottimo vino; infatti, non diversamente
da come abbiamo già imparato a fare con l'osservazione del colore e
della consistenza, è possibile giudicare, secondo una determinata
scala di valutazione, le sue qualità aromatiche.
Il primo
aspetto da considerare è quello dell' Intensità olfattiva:
ovvero l'insieme delle sensazioni che si affollano alle nostre narici
al momento della percezione dei profumi. La valutazione, giudicando la
forza dei sentori olfattivi, terrà conto della tipologia del vitigno,
e si esplicherà in una scala che, tradizionalmente va da un giudizio
di "carente" per quei vini che esprimono scarsissimi
profumi, a quello di "molto intenso" per un vino che
esprima sensazioni odorose spiccatissime e coinvolgenti, passando per
i giudizi intermedi di "poco intenso", "abbastanza
intenso" e "intenso".
Come è
facile intuire, alcuni vitigni "aromatici" come i Moscati o
i Gewurztraminer esprimono naturalmente una elevata intensità
olfattiva, che di per sé, in questi casi, non è espressione di
qualità necessariamente eccelsa. Per altri vitigni invece, ed a
titolo di esempio citiamo gli italianissimi Sangiovese o Montepulciano
d'Abruzzo, già in questa prima fase della degustazione olfattiva, a
fronte di sensazioni odorose "intense" o "molto
intense", potremo intuire interessanti qualità ed una cura nella
coltivazione dei vigneti finalizzata a produrre vini di interessante
livello.
Particolarmente
significativa è la successiva valutazione che potremo dare: quella
sulla Persistenza olfattiva. La nostra valutazione sarà
infatti sulla quantità e complessità delle sensazioni aromatiche che
si sviluppano in successione, in un tempo più o meno lungo. Anche in
questo caso la gamma dei nostri giudizi potrà estendersi da una
valutazione di "carente", per un vino che non
possiede una successione
di profumi, limitandosi ad una espressione odorosa di base e di breve
durata, all' assegnazione di un giudizio di "molto persistente"
per un prodotto che possegga un ricco patrimonio di profumi diversi
che, inoltre, si sviluppino con una successione che duri molti
secondi, addirittura vari minuti per i vini di maggior qualità.
Abbiamo
citato in apertura il famoso Sassicaia. Chi ha avuto la fortuna di
degustare questo grande vino che non è possibile bere tutti i giorni,
sia per la ridotta produzione che per il prezzo piuttosto
"importante", ha avuto modo di provare il significato del
giudizio di "molto persistente". Molti minuti dopo la
degustazione le nostre mucose nasali continuavano ad essere
sollecitate da sentori diversi che si rincorrevano e si superavano
reciprocamente. Ma simili sensazioni, se avremo l'accortezza di dare
al nostro vino di qualità il tempo di "aprirsi" ed un
calice adatto, sarà possibile riscontrarle in tanti altri grandi
vini. Brunello, Barolo, Amarone, Pinot noir, per citarne solo alcuni,
prodotti benissimo da varie aziende italiane, esprimono
qualità degne dei migliori vini internazionali.
Il
degustatore professionista è infine chiamato a dare un ulteriore
giudizio sugli aspetti olfattivi: opererà una sintesi della
valutazione sull'intensità e sulla persistenza e, attingendo al
proprio patrimonio di esperienza ed al proprio gusto, giudicherà la Qualità
olfattiva.
L'esperienza
ed il suo bagaglio professionale gli permetteranno di dare un giudizio
analizzando le sensazioni percepite e valutandole secondo un giudizio
di eleganza dell'insieme, permettendogli quindi di collocare il vino
in degustazione in una gamma di giudizi che vanno da "comune",
per un vino che non solleciti alcuna sensazione particolare di
piacevolezza aromatica, a "fine" ed "eccellente"
per quei vini che esprimano al meglio le caratteristiche di qualità
ed eleganza dei profumi che si attendono da quella tipologia di vino.
Al di là
degli aspetti "tecnici" di una degustazione, resta il
piacere dello scoprire personalmente le caratteristiche di un buon
vino. Se avrete la pazienza di seguirci anche nei prossimi incontri,
tenteremo di dare delle indicazioni che possano aiutare a
"scoprire" i vari profumi che si esprimono dal nostro magico
nettare di Bacco.
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