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A
qualche giorno dalla conclusione della trentasettesima edizione del
"Vinitaly" si può con cognizione di causa stilare un
bilancio della riuscita dell'ultima manifestazione, per la quale è
facile trovare elementi assai positivi, e cominciare ad immaginare i
motivi di conferma che si prospettano per la futura edizione
dell'aprile 2004.
Soddisfazione
da parte dell'Ente Fiera di Verona è stata espressa per l'edizione
appena conclusa, che ha visto un aumento degli operatori convenuti ed
in particolare degli stranieri che, nonostante i venti di guerra e di
stagnazione economica, sono arrivati in numero superiore alle scorse
edizioni ed hanno affollato gli stands dal primo all'ultimo giorno.
Insomma
una formidabile promozione del Vino e del Vino Italiano in
particolare, che sta costantemente conquistando l'apprezzamento degli
intenditori d'oltre oceano e dell'oriente, per vari motivi non più
chiusi nell'esclusivo amore per i grandi cru d'oltralpe.
E
per i semplici appassionati ?
Un'esperienza
che vi consigliamo di non perdere. Non solo per la possibilità di
conoscere novità e di degustare una gamma vastissima di
"sensazioni diverse", ma perché è veramente una festa per
l'occhio e per lo spirito, sostenuta dal percettibile entusiasmo che
anima la stragrande maggioranza dei produttori di vino, presenti
spesso in prima persona nel rappresentare le loro Aziende.
Che
grande piacere è stato per noi, ancora una volta colloquiare con chi
il vino lo produce e lo "vive" quotidianamente ! Ed il più
grande dei piaceri è stato ascoltare dalle loro voci, con una
passione intensa, le esperienze e le scelte fatte per creare prodotti
sempre migliori e, credeteci, con una voglia di fare bene che spesso
fa passare il profitto in una posizione assolutamente secondaria.
Ci
piace citare, come esempi di questa "visione del mondo", Elena
Walch, che in Alto Adige produce un Gewurtztraminer
straordinariamente elegante, o Mimmo Paone e la sua inebriante Malvasia
delle Lipari della quale ci illustra le caratteristiche
assicurandoci che "se non piace a lui, non la commercializza
nemmeno", o la laziale Casale del Giglio che di anno in
anno conferma come le uve originarie del Bordolese, possano trovare
vicino a Roma un terroir di straordinaria espressione, creando vini ad
un prezzo estremamente competitivo rispetto alla loro qualità. Ed
ancora, il simpaticissimo Andrea Guetta, titolare dell'Azienda
Vitivinicola Spia d'Italia di Lonato (Brescia) che ormai da anni è
promotore di manifestazioni musicali/letterarie/gastronomiche che
inducono i partecipanti ad apprezzare la vita ben oltre l'ansia e la
fretta del quotidiano; e francamente degustando il suo San Martino
della Battaglia Dessert, vino pluripremiato, dalle morbidezze
inusitate, non si può che dargli ampiamente ragione.
Non
diversamente da altri interlocutori è evidente la grande passione per
la loro attività ma in tutti, pur nella differenza di provenienza, ci
ha colpito la voglia di far vivere agli altri la loro passione.
Ma
come questi appassionati personaggi, tanti e tanti altri dovremmo
citare, tutti uniti dall'obiettivo di portare il vino italiano ai più
alti livelli qualitativi, con in più la coscienza dell'importanza, in
un mondo sempre più globalizzato, di salvaguardare le tipicità del
territorio e dei vitigni italiani o che in Italia hanno trovato un
habitat particolarmente favorevole.
Al
termine di un'annata enologica spesso difficile, è stato pertanto più
che mai interessante partecipare alla tradizionale rassegna
primaverile, per cogliere dalle voci stesse dei protagonisti, come
hanno saputo affrontare i disagi del clima e come, nonostante ciò,
molti di loro sapranno ancora una volta proporci prodotti di
elevatissima qualità.
Per
concludere, una raccomandazione destinata a tutti coloro che,
leggendoci, hanno deciso che non mancheranno di fare visita alla
prossima edizione del Vinitaly: non attendete l'ultimo istante per
prenotare il soggiorno. Nelle settimane precedenti la manifestazione,
anche una buona organizzazione come quella degli albergatori veronesi,
avrà qualche difficoltà a soddisfare le richieste di prenotazione
che pervengono in extremis.
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