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Bassorilievo
egizio raffigurante un brindisi
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Arazzo medioevale con Bacco festeggiante
Ceramica Attica
Libagioni
col vino
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.... Son venuto nel mio giardino, sorella mia, sposa, e raccolgo
la mia mirra e il mio balsamo;
mangio il mio favo e il mio miele, bevo il mio vino e il mio latte.
Mangiate, amici, bevete; inebriatevi, o cari.
(La
Bibbia - Cantico dei Cantici - Capitolo 5)
Abbiamo
accennato nel nostro scorso incontro, come la storia d’Europa e dei Paesi
mediterranei sia strettamente legata alla
coltura della vite ed alla visione del vino come “linfa vitale”.
Gli accenni
letterali e religiosi, sia nella Bibbia che nei Vangeli sono assai cospicui:
basti pensare alla funzione simbolica
del vino tramandata nell’Ultima Cena, per rendersene conto.
E’
interessante poi osservare che ancora oggi esiste una evidente coincidenza
tra i luoghi dove viene coltivata la vite e
le zone dove le legioni romane arrivarono e si attestarono. E poiché le
campagne militari allora duravano molti anni,
i legionari non rinunciarono a portare con loro le viti che gli avrebbero
permesso di non farsi mancare il vino
che, per inciso, allora veniva anche usato per rendere potabile le acque,
anche stagnanti, che erano talvolta costretti a
bere, grazie all’azione antisettica fornita dall’alcool in esso
contenuto.
Solo la
dominazione musulmana, in ossequio alla religione che condanna l’uso di
bevande alcoliche, ridusse in alcune
zone la presenza della vite, favorendo lo sviluppo di altre coltivazioni
come quella degli agrumi.
Nel 1492,
l’anno in cui Colombo veleggiò verso il Nuovo Mondo, il Re Ferdinando
d'Aragona conquistò l’ultimo sultanato
ancora esistente in Europa continentale, il Regno di Granata, e da quel
momento, con l’avvento dell’era
moderna, comincia anche la storia del vino così come oggi lo conosciamo,
col progressivo perfezionamento
delle tecniche di vinificazione e con normative successive che ne
codificassero le relative caratteristiche.
Tutto da
allora sembrava favorevole per il nostro amato vino, ma non fu così: un
avvenimento rischiò di farlo scomparire
per sempre. Nel diciannovesimo secolo un piccolo insetto, la Fillossera,
erroneamente importato dall’America,
fu prossimo a cancellare completamente la Vitis Vinifera, e fu solo la
genialità umana che scongiurò
questo pericolo. In uno dei prossimi incontri Vi racconterò come questa
storia, che sembra
quasi un romanzo, accadde e si risolse positivamente.
Ma di
storia antica abbiamo parlato abbastanza.
Dal nostro
nuovo incontro affronteremo argomenti vicini alla degustazione di un buon
vino che
ciascuno di noi può fare.
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