ACCADDE CIRCA 5000 ANNI FA
a cura di Davide Barilaro



L’antico saggio Vyasadeva, ossia
Krsna Dvaipayana Vyasa,
figlio divino di
Parasara Muni
e Satyavati

 

 

 

 

 

 



 

 
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Filosofia Vedica... ma cosa vuol dire Vedica? Sembra quasi una parola che va oltre la realtà che ci circonda, una sorta di parola magica! Vedica significa derivante dai Veda.

I Veda rappresentano la somma di tutto il sapere.

Le Scritture Vediche trattano i diversi rami del sapere_ le scienze sociali, politiche, mediche, militari e molte altre_ e li descrivono in modo perfetto. Ma soprattutto vi è perfettamente spiegata la scienza spirituale.

Fino a 5000 anni fa, tale Conoscenza veniva trasmessa oralmente, poi un grande saggio dell'epoca, di nome Vyasadeva si rese conto che stava iniziando un'epoca degradata, fatta di discordie e d'ipocrisie, che sarebbe dilagata su tutto il pianeta.

Per salvaguardare i principi spirituali, Vyasadeva decise di mettere per iscritto la Conoscenza Vedica, fino a quel momento trasmessa solo oralmente.

Il grande saggio Vyasadeva si dedicò a questa impresa monumentale, tenendo presente il bene delle generazioni successive.

Infatti in quest'epoca la durata della vita umana, l'intelligenza, la memoria decrescono continuamente e Vyasadeva sapeva che le persone che desideravano sinceramente raggiungere la realizzazione spirituale avrebbero avuto bisogno di tutto l'aiuto possibile.

Ma perché si dovrebbe credere a queste Scritture?

Sebbene appaiano dinanzi a noi nella forma di libri, trascritti a mano o stampati con macchine da noi inventate, su carta che noi fabbrichiamo, le Scritture Vediche non sono, come molti pensano, alcun prodotto di questo mondo materiale.

Esse sono le parole di Dio stesso, che scendono in questo mondo attraverso le labbra dei saggi "sadhu", sottomessi senza riserve, che ne sono gli intermediari trasparenti.

Le Scritture Vediche sono rapporti e messaggi del regno trascendentale, scesi in questa realtà mondana per edificazione della società.

Contengono verità infallibili, basate sulle vere ragioni e sull'esperienze pratiche o realizzazioni, al di là degli inganni umani e sono validi per ogni era, in quanto parlano del passato, del presente e del futuro.

Tali Scritture non sono facilmente comprensibili dai neofiti, la cui conoscenza è completamente ricoperta dalle idee del mondo materiale.

Esse rivelano le loro verità solo a chi le legge e le ascolta con spirito sottomesso e privo di arroganza, desideroso di avanzare spiritualmente e teso alla comprensione divina.

Nessuno può dire di essere l'autore della  Conoscenza Vedica, tranne Dio stesso, la Persona Suprema, dal quale questa Conoscenza emana dall'alba dei tempi.

Roma,16 dicembre 2002