MOMENTO-SERA  Quotidiano di Informazioni.  

Fondato nel 1946


Home Page

 

NATALE VIRTUOSO

di Arnaldo Capilli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




 

 






In questi giorni che ci separano dal Santo Natale è divampata una polemica che si poteva lasciare passare senza alcun scalpore.

In tre scuole del nord Italia, rispettivamente nella provincia di Como, Modena e nella città di Treviso, alcuni insegnanti hanno avuto la brillante, seppur legittima, idea di apportare delle modifiche alle canzoncine e agli inni natalizi da far cantare ai loro piccoli ed innocenti alunni.

In alcune di queste scuole si è abbandonato da tempo l’allestimento del presepe, l’albero e anche il crocefisso, altri hanno cercato di cambiare la strofe di una canzone in cui si menzionava il nome di Gesù con virtù.

Tutto ciò in modo assolutamente unilaterale per non far sminuire la presenza di bambini di altre etnie figli di immigrati.

Alcuni esponenti della Lega Nord hanno gridato allo scandalo, hanno accusato in modo forse eccessivo gli insegnanti di voler abbandonare volontariamente il messaggio cristiano e le tradizioni popolari degli italiani in generale, dei lombardi e veneti in particolare, in nome del politically correct e in vista di una maggiore integrazione e solidarietà fra i bambini.

Gli insegnanti hanno sottolineato la loro buona fede e il rispetto di programmi scolastici ben definiti e che non esiste alcun disagio tra i bambini nel cantare una canzone piuttosto che un'altra.

Vista così appare una polemica naif, con mamme che si costituiscono in comitati, sindaci di diverso colore a dare man forte, insegnanti che picchettano le scuole insieme ai loro sindacati, con gli unici interessati, e cioè i bambini, che stano a guadare questo strano mondo di adulti.

La polemica è certamente politica, ma non solo, si tratta di capire cosa c’è dietro.

Questo Paese è un Paese cattolico, e qui non ci piove, ma con una Costituzione e fondamenti legislativi laici.

Il popolo è cattolico mentre lo Stato, le istituzioni, la vita regolata dalle leggi sono laiche.

Lo Stato laico rispetta le minoranze, ma anche le maggioranze.

L’Italia è anche un paese democratico e allora ci domandiamo perché non si ha nulla da eccepire quando, dopo una consultazione elettorale, si forma una maggioranza politica e una minoranza, e invece non si deve sottolineare fortemente che c’è da secoli in Italia una forte tradizione cattolica condivisa da tutti, con delle nuove minoranze etniche che non hanno mostrato alcun interesse nella vicenda, dando un messaggio a coloro che per spirito di rivalsa o per una ideologia eccessivamente "globalista" vogliono fare di questo Paese un crogiolo di individui senza radici né anima.

(a. capilli@momentosera.com)

15 dicembre 2004