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“HANNO DICHIARATO GUERRA ALLA PACE”
 di Luigi Piccarozzi



Giovanni Paolo II
Stemma papale



 

 







 

 

 





















 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 


Con queste drammatiche parole pronunciate durante la messa pasquale, Papa Giovanni Paolo II ha espresso tutta la Sua forte preoccupazione e quella del mondo cattolico per l’escalation di violenza in Terra santa.

Un Papa stanco e sofferente quello che ci è apparso fin dalla “Via crucis” di venerdì 29 marzo, ma che, per grazia divina, è capace di riprendersi in maniera sorprendente.

Un Papa che non si lamenta per i forti dolori che Lo affliggono, che ancora impone ai potenti della Terra di intervenire, di superare questa fase di assoluta inerzia e di trovare al più presto una soluzione alla questione mediorientale.

Mi sono sempre chiesto cosa pensi Papa Woityla quando, con un gesto tanto drammatico quanto eloquente, si copre il viso con le mani.

Probabilmente pensa a come l’uomo ha ridotto questo povero mondo.

Alla spirale di guerre, genocidi e violenze.

Alla costante ed irreversibile distruzione della natura che ci circonda.

Agli insegnamenti di Cristo, calpestati in nome delle armi, del potere, del profitto, del denaro, del successo, della vanità.

Un Papa che ha sgretolato i regimi comunisti dei Paesi dell’Est.

Al quale anche Fidel Castro ha dovuto rendere omaggio.

Un Papa che ha impegnato tutto il suo pontificato alla riconciliazione con le altre religioni, in particolare con quella ebraica e islamica, riuscendo a riunire ad Assisi ed a far dialogare i rappresentanti di tutte le religioni.

“Non abbiate paura”, esortava con voce possente dalla loggia della Basilica vaticana, “aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!”.

Un Papa che, negli innumerevoli viaggi, ha portato il suo messaggio di pace e di amore a tutti i popoli della Terra.

Un Papa protetto dal mantello di Maria, che Lo ha sempre protetto dalle pallottole e da ogni insidia.

Non dimentichiamoci però che, come Cristo e come Suo Vicario in Terra, è un essere umano.

Con i suoi pensieri, le sue preoccupazioni, i suoi sentimenti.

E cosa pensa vedendo quanto sta succedendo? Come deve sentirsi dopo essersi incessantemente prodigato per la pace?

“Guarda cosa faranno gli uomini in futuro. I crimini e le distruzioni che commetteranno in Tuo nome!”, disse Satana a Gesù Cristo durante le tentazioni nel deserto.

“E’ per loro che morirai sulla croce? Per gli uomini, che non seguiranno Te ed i Tuoi insegnamenti, ma me e la ricchezza che solo io saprò dargli?

Seguimi e farò di Te l’uomo più potente della Terra, re e padrone di ogni cosa”.

“Vade retro, Satana”, gli rispose Gesù.

Ma Lui era Cristo e gli uomini, invece, sono deboli e bramosi di potere e ricchezze.

Si dice che la guerra sia nata con l’uomo.

Ovviamente, quando non ci sarà più l’uomo, finiranno anche le guerre.

Dobbiamo arrivare a questo? E’ mai possibile che qualsiasi generale guerrafondaio e dal grilletto facile che si svegli una mattina, possa scatenare nel terzo millennio una tale offensiva, tenendo tutti i popoli del mondo col fiato sospeso?

E che - fatto ancora più grave - gli illustri potenti del mondo glielo permettano?

La gente non ne può più delle guerre, degli attentati, del terrorismo, dei grattacieli che cadono, delle risoluzioni Onu (da cui è nato tutto ciò, ndr).

Vogliono che si dialoghi e che tacciano le armi.

I governanti si dimenticano che ricevono l’investitura dai loro popoli sovrani non per fare la guerra, ma per sviluppare una migliore qualità della vita, per creare e mantenere la pace.

Quando impareranno che la guerra non serve e non risolve niente? Anzi, acuisce la spirale di vendetta e di ritorsioni.

Ecco perché il Papa è così sofferente, perché si porta le mani al volto, come se non volesse vedere quanto gli succede intorno.

Un Papa amato dai popoli del mondo, amato dai giovani, amato da noi tutti.

Un Papa che continua a chiedere incessantemente la pace.

Una pace alla quale Satana ha dichiarato guerra, influenzando la mente di alcuni.

I quali, prima di vedere la pagliuzza nell’occhio altrui bisognerebbe che riconoscessero la trave nel proprio.

Perché la dichiarazione di guerra alla pace nasce da ogni sopruso, da ogni ingiustizia, da ogni violenza.

Forza, Santità, perché con l’aiuto del Signore e come diceva un Suo predecessore, “Non possiamo, non vogliamo, non dobbiamo!”.

Roma, 6 apr 2002