|
I
giornali hanno dimenticato lo scabroso episodio accaduto circa un mese
fa all’interno della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università
di Camerino, uno degli atenei più prestigiosi e radical -chic
d’Italia.
Vorrei
ricordare in breve i fatti. Un professore ordinario di diritto
commerciale che chiameremo “Don Giovanni” viene indagato per
presunti festini a luci rosse e quant’altro con studentesse
compiacenti.
Il
fine è il solito: prestazioni sessuali in cambio di un voto superiore
o di superare un esame difficile e pesante.
Questi
episodi ci ricordano ancora come non sia ancora estranea la corruzione
sessuale e non, ma la caratteristica originale sta nel fatto che i
mezzi di comunicazione hanno dato alla cosa un rilievo quasi
goliardico e ciò pare francamente scabroso.
Camerino
è una delle tante realtà accademiche italiane, una bellissima
cittadina che vive quasi esclusivamente del contributo economico degli
studenti dove il numero
degli abitanti è inferiore a quello dei giovani universitari
provenienti da tutta Italia e anche dall’estero, un ambiente dove lo
studio e la frequenza assidua, a volte obbligatoria, fa sì che alcuni
o alcune giovani e non, iscritti/e, possano pensare di poter
approfittare di un vizio
del professore di cattedra che in quel momento e in quella realtà ha
il potere di accelerare i tempi e sollevare da un peso, da un esame.
Certamente
non possiamo entrare nel merito della questione visto che
l’erotomane professor “Don Giovanni” è sotto inchiesta, ma
dobbiamo sottolineare un punto preciso, e cioè che ancora una volta,
in questo caso come in altri, ci siano state disattenzioni, negligenze
e anche incomprensioni di fronte alle aspettative, alle esigenze
ed anche allo stress dei nostri concittadini, che siano
studenti, professori, professionisti o altro tipo di lavoratori.
I fatti di Camerino poi dimostrano come lo sviluppo delle
indagini potrebbe innescare una reazione a catena come tangentopoli,
dove la vittima potrebbe diventare carnefice o ritornare vittima.
Noi
sappiamo per esempio che, se un fatto del genere si fosse verificato
in un college inglese o in una università americana, la cosa non
sarebbe mai stata passata sotto silenzio dai media, ma qui da noi si
pensa all’ultimo derby, a polemizzare tenendosi per mano in
girotondo oppure finire col muso rotto
in una autostrada o in uno stadio e magari pure accoltellati.
Il
Bel Paese è anche questo, dove i giovani scappano dalle grandi
università caotiche per trovare calma e tranquillità in quelle più
piccole, più a dimensione umana, ma dove però apprendere non vuol
dire avere dei satiri come insegnanti che vorrebbero fare con loro
altri tipi di studi.
Per
carità, non siamo contrari al sesso, purché sia libero, senza
costrizioni o mercimonio.
Cosa
debbono fare per riuscire le giovani studentesse che hanno per via
della loro età una naturale bellezza? Di certo non essere additate,
come di recente avvenuto presso il Palaghiaccio di San Lazzaro di
Savena (BO) ai danni di alcune giovani atlete che si sono viste
accusare di aver sedotto i giudici di gara mostrando parti del loro
corpo o esibendosi in tanga. Peccato che il vestito di gara delle
atlete di pattinaggio artistico per ovvie ragioni deve essere aderente
e leggero! Troviamo quindi necessario il bisogno di trovare in questo
inizio di millennio il giusto equilibrio nel giudizio di fatti del
genere che non possono essere certamente bacchettoni e moralisti,
anche perché ognuno superata la maggiore età è libero di accettare
consapevolmente rapporti con altre persone.
Va
da sé che anche le università, che tanto stanno facendo per
contribuire alla ricerca scientifica e tecnologica ed allo studio dei nuovi problemi
sociali, si facciano carico di vigilare e, nel caso, ripulire e
guidare al decoro i propri docenti.
Speriamo,
parafrasando Nicolas Chamfort che affermava che alla corte tutto è
cortigiano, che
all’università tutto sia accademico, anche il sesso.
Lo
speriamo davvero, sia per il prestigio delle nostre università e del
corpo docente, sia per la dignità degli studenti che le frequentano.
20
marzo 2002
|