|
Il
28 maggio 2002 rimarrà una data storica, in cui il gotha del mondo si è
riunito intorno a un tavolo per accogliere la Russia all’interno del Patto
Atlantico.
Se ne
parlava da tempo, ma nessuno c’era ancora riuscito.
Nessuno
aveva dato l’impulso decisivo, vuoi per l’inveterata diffidenza, vuoi
per la difficoltà stessa dell’operazione.
C’è
riuscita l’Italia, ci siamo riusciti noi italiani. C’è riuscito il
nostro Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, visibilmente fiero ed
entusiasta (e chi non lo sarebbe?) di esserne stato l’artefice e
l’organizzatore, dopo aver tessuto la tela negli ultimi mesi.
La base
aerea di Pratica di Mare, vicino Roma, allestita a tempo di record per
l’occasione, ha visto i natali del più importante accordo internazionale
dalla fine della “guerra fredda”, Europa ed Euro a parte.
Per rendere
la sede dei lavori più decorosa e consona all’incontro sono stati spesi
oltre 12 milioni di euro ed hanno lavorato circa 6500 persone. A loro deve
andare il ringraziamento degli italiani e degli europei tutti.
Non da meno
sono state le forze armate e di polizia, che con un imponente apparato di
sicurezza hanno garantito il sereno svolgersi del vertice, unitamente alla
grande pazienza della popolazione romana per i notevoli disagi subiti,
soprattutto nella circolazione, nella Città in stato di allarme giallo per
il timore di attentati terroristici.
E’ questa
l’Italia che mi piace e di cui vado fiero.
L’Italia
dei fatti. Non quella delle chiacchiere degli invidiosi “piacioni” e
qualunquisti.
L’Italia
del lavoro e dello sviluppo.
L’Italia
delle idee, tornata protagonista nello scenario mondiale ed europeo.
E
proprio l’Europa, nonostante la resistenza della “grandeur”,
ha aperto le sue braccia alla madre Russia, auspicando la sua prossima
entrata nell’Unione.
Sulla
natura e i dettagli dell’epocale evento si dilungheranno in molti.
A me
interessa focalizzare l’attenzione su due aspetti: la reazione della Cina
e l’apertura di un nuovo immenso mercato, con all’interno la Russia - il
più grande Paese del mondo in senso geografico- attraverso l’intermedio
passaggio negoziale con la Nato.
Riguardo al
primo, è inevitabile a questo punto che lo Stato cinese debba
necessariamente tendere verso la forma democratica di governo, sia per non
restare isolato all’interno dello scacchiere mondiale, sia per offrire
alla sua popolazione di quasi 2 miliardi di persone un crescente sviluppo
economico.
Riguardo al
secondo, non sarà una passeggiata di
piacere. Ci vorrà del tempo prima che i popoli della steppa e della tundra
si abituino a vivere in un’economia di mercato globale.
Non si può
passare dal medio evo al 2000 in un attimo.
La Russia
non è solo Mosca o San Pietroburgo, dove Mac Donald’s e la Coca Cola sono
ormai di casa.
Bisognerà
avere pazienza e sorpassare vecchi pregiudizi, ma i risultati arriveranno,
sia in termini di sicurezza e di “intelligence” comune contro il nuovo
nemico, il terrorismo, sia in termini di sviluppo economico europeo e
mondiale.
Perché
questo nuovo secolo possa essere ricordato come quello della pace e della
prosperità per tutti.
Perché, a
volte, come abbiamo visto, i sogni diventano realtà.
Roma,28 maggio 2002
|