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QUANDO I SOGNI DIVENTANO REALTA'
Firmato a Roma l’accordo Nato – Russia.

di Luigi Piccarozzi



Berlusconi,
Putin e Lord Robertson








Nicola II Romanov
l'ultimo Zar

 


Stemma dei Romanov Zar delle Russie

 

 

 

 




 

 

 

 

 

 






 




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Il 28 maggio 2002 rimarrà una data storica, in cui il gotha del mondo si è riunito intorno a un tavolo per accogliere la Russia all’interno del Patto Atlantico.

Se ne parlava da tempo, ma nessuno c’era ancora riuscito.

Nessuno aveva dato l’impulso decisivo, vuoi per l’inveterata diffidenza, vuoi per la difficoltà stessa dell’operazione.

C’è riuscita l’Italia, ci siamo riusciti noi italiani. C’è riuscito il nostro Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, visibilmente fiero ed entusiasta (e chi non lo sarebbe?) di esserne stato l’artefice e l’organizzatore, dopo aver tessuto la tela negli ultimi mesi.

La base aerea di Pratica di Mare, vicino Roma, allestita a tempo di record per l’occasione, ha visto i natali del più importante accordo internazionale dalla fine della “guerra fredda”, Europa ed Euro a parte.

Per rendere la sede dei lavori più decorosa e consona all’incontro sono stati spesi oltre 12 milioni di euro ed hanno lavorato circa 6500 persone. A loro deve andare il ringraziamento degli italiani e degli europei tutti.

Non da meno sono state le forze armate e di polizia, che con un imponente apparato di sicurezza hanno garantito il sereno svolgersi del vertice, unitamente alla grande pazienza della popolazione romana per i notevoli disagi subiti, soprattutto nella circolazione, nella Città in stato di allarme giallo per il timore di attentati terroristici. 

E’ questa l’Italia che mi piace e di cui vado fiero.

L’Italia dei fatti. Non quella delle chiacchiere degli invidiosi “piacioni” e qualunquisti.

L’Italia del lavoro e dello sviluppo. 

L’Italia delle idee, tornata protagonista nello scenario mondiale ed europeo.

E proprio l’Europa, nonostante la resistenza della “grandeur”, ha aperto le sue braccia alla madre Russia, auspicando la sua prossima entrata nell’Unione.

Sulla natura e i dettagli dell’epocale evento si dilungheranno in molti.

A me interessa focalizzare l’attenzione su due aspetti: la reazione della Cina e l’apertura di un nuovo immenso mercato, con all’interno la Russia - il più grande Paese del mondo in senso geografico- attraverso l’intermedio passaggio negoziale con la Nato.

Riguardo al primo, è inevitabile a questo punto che lo Stato cinese debba necessariamente tendere verso la forma democratica di governo, sia per non restare isolato all’interno dello scacchiere mondiale, sia per offrire alla sua popolazione di quasi 2 miliardi di persone un crescente sviluppo economico.

Riguardo al secondo, non sarà una passeggiata di piacere. Ci vorrà del tempo prima che i popoli della steppa e della tundra si abituino a vivere in un’economia di mercato globale.

Non si può passare dal medio evo al 2000 in un attimo.

La Russia non è solo Mosca o San Pietroburgo, dove Mac Donald’s e la Coca Cola sono ormai di casa.

Bisognerà avere pazienza e sorpassare vecchi pregiudizi, ma i risultati arriveranno, sia in termini di sicurezza e di “intelligence” comune contro il nuovo nemico, il terrorismo, sia in termini di sviluppo economico europeo e mondiale.

Perché questo nuovo secolo possa essere ricordato come quello della pace e della prosperità per tutti.

Perché, a volte, come abbiamo visto, i sogni diventano realtà.


Roma,28 maggio 2002