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“PIRELLONE: ATTENTATO,
ANZI INCIDENTE, ANZI..."

 di Luigi Piccarozzi



Il grattacielo Pirelli
fu costruito
tra il 1956 e il 1960
su progetto dell'architetto
Giò Ponti

 

 




L'inaugurazione dell'edificio è avvenuta il 4 aprile 1960.


 

Il grattacielo Pirelli è alto 127,10 metri e già era stato  ristrutturato con la supervisione dell'architetto  Bob Noorda dopo il 1978, data in cui passò di proprietà alla Regione Lombardia.

Lascio a voi il compito di proseguire, dando al tragico episodio accaduto ieri a Milano, la motivazione che ritenete più opportuna.

Una cosa però è certa: la frettolosa affermazione che si sia trattato di un incidente, oltre a non poter essere sorretta da sicuri elementi probatori, ottiene ovviamente l’effetto contrario. Il dubbio.

E’ un attentato? E’ un incidente? E’ qualcos’altro?

E si sa che il dubbio corrode.

Anche il quotidiano “Libero” di Vittorio Feltri – voce fuori dal coro - ha titolato: “Uno strano incidente”.

Nell’Italia dei misteri, tutti sanno cosa accadde sui cieli di Ustica, ma ciò non ha assunto il carattere dell’ufficialità, in modo da poter dare ai familiari di quelle vittime, a distanza di 22 anni, il dovuto motivo della loro morte.

Per inveterata e “genetica” prassi, in Italia quando accadono fatti eclatanti il primo obiettivo è la disinformazione e il depistaggio, dimenticando un “piccolo aspetto insignificante”.

Che la nostra è una democrazia, dal greco “démos” che significa popolo e “kratòs” potere.

Pertanto chi detiene il potere è il popolo sovrano, il quale avrebbe diritto (povero illuso!) di essere informato con lealtà, correttezza e possibilmente verità, su ciò che accade.

Come dite?

Che i cittadini anziché da sovrani, sono trattati da sudditi?

Che si pensa ad essi solo come contribuenti, come codici fiscali, come mutuatari paganti di una vita ipotecata dallo Stato?

Non dovete pensare simili corbellerie.

Anzi, se non pensate niente è meglio.

Incidente, attentato o altro a voi cosa importa?

Domani è un altro giorno.

Mamma Stato vi ha rassicurato che si è trattato di un incidente.

Non ci credete? Affare vostro.

A cosa serve domandarsi come è stato possibile, dopo l’11 settembre, che un piccolo aereo, un piper da turismo, abbia sorvolato tutta Milano e si sia schiantato proprio nel bel mezzo del grattacielo Pirelli.

A cosa serve domandarsi se ai comandi di quell’aereo c’era qualcun altro al posto del povero pilota 67 enne.

A cosa serve domandarsi come ha fatto l’aereo a percorrere il tragitto da Linate al centro di Milano, durato circa 2 minuti, senza che nessuno si accorgesse di quanto stava accadendo, pur avendo avvisato la torre di controllo sull’avaria (presunta) al carrello.

A cosa serve sapere che qualcuno ha visto l’aereo puntare dritto sulla Torre Pirelli.

Domande retoriche alle quali non avrete mai alcuna risposta.

Perciò continuate nella vostra cara e tranquilla vita di routine, con le bollette, il mutuo e l’assicurazione da pagare, con i figli da portare e riprendere da scuola, con la spesa da comprare, con la televisione da assorbire imbambolati.

Perché si sa che a volte una dolce bugia è meglio di una terribile verità.

Roma,19 apr 2002