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Lascio a
voi il compito di proseguire, dando al tragico episodio accaduto ieri
a Milano, la motivazione che ritenete più opportuna.
Una cosa
però è certa: la frettolosa affermazione che si sia trattato di un
incidente, oltre a non poter essere sorretta da sicuri elementi
probatori, ottiene ovviamente l’effetto contrario. Il dubbio.
E’ un
attentato? E’ un incidente? E’ qualcos’altro?
E si sa che
il dubbio corrode.
Anche il
quotidiano “Libero” di Vittorio Feltri – voce fuori dal coro -
ha titolato: “Uno strano incidente”.
Nell’Italia
dei misteri, tutti sanno cosa accadde sui cieli di Ustica, ma ciò non
ha assunto il carattere dell’ufficialità, in modo da poter dare ai
familiari di quelle vittime, a distanza di 22 anni, il dovuto motivo
della loro morte.
Per
inveterata e “genetica” prassi, in Italia quando accadono fatti
eclatanti il primo obiettivo è la disinformazione e il depistaggio,
dimenticando un “piccolo aspetto insignificante”.
Che la
nostra è una democrazia, dal greco “démos” che significa popolo
e “kratòs” potere.
Pertanto
chi detiene il potere è il popolo sovrano, il quale avrebbe diritto
(povero illuso!) di essere informato con lealtà, correttezza e
possibilmente verità, su ciò che accade.
Come dite?
Che i
cittadini anziché da sovrani, sono trattati da sudditi?
Che si
pensa ad essi solo come contribuenti, come codici fiscali, come
mutuatari paganti di una vita ipotecata dallo Stato?
Non dovete
pensare simili corbellerie.
Anzi, se
non pensate niente è meglio.
Incidente,
attentato o altro a voi cosa importa?
Domani è
un altro giorno.
Mamma Stato
vi ha rassicurato che si è trattato di un incidente.
Non ci
credete? Affare vostro.
A cosa
serve domandarsi come è stato possibile, dopo l’11 settembre, che
un piccolo aereo, un piper da turismo, abbia sorvolato tutta Milano e
si sia schiantato proprio nel bel mezzo del grattacielo Pirelli.
A cosa
serve domandarsi se ai comandi di quell’aereo c’era qualcun altro
al posto del povero pilota 67 enne.
A cosa
serve domandarsi come ha fatto l’aereo a percorrere il tragitto da
Linate al centro di Milano, durato circa 2 minuti, senza che nessuno
si accorgesse di quanto stava accadendo, pur avendo avvisato la torre
di controllo sull’avaria (presunta) al carrello.
A cosa
serve sapere che qualcuno ha visto l’aereo puntare dritto sulla
Torre Pirelli.
Domande
retoriche alle quali non avrete mai alcuna risposta.
Perciò
continuate nella vostra cara e tranquilla vita di routine, con le
bollette, il mutuo e l’assicurazione da pagare, con i figli da
portare e riprendere da scuola, con la spesa da comprare, con la
televisione da assorbire imbambolati.
Perché
si sa che a volte una dolce bugia è meglio di una terribile verità.
Roma,19 apr 2002
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