MOMENTO-SERA  Quotidiano di Informazioni.

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Rispetto della Sovranità Popolare
di Luigi Piccarozzi



     Palazzo Montecitorio

L'attuale panorama politico è contrassegnato da un'asprezza di toni e manifestazioni mai riscontrate in precedenza.

Sono quindi necessarie alcune considerazioni, in risposta alle numerose proteste espresse dai cittadini.

E' infatti mia intenzione, da uomo di legge, esprimere la mia opinione fondata sull'analisi dei fatti, piuttosto che su atteggiamenti faziosi e di parte.

In primo luogo, sembra opportuno ricordare a chi di dovere quanto prescritto dall'art. 1 della Costituzione italiana: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione".

Il 13 maggio 2001, come nel 1996 ed in ogni elezione che si rispetti, il popolo ha esercitato la sua sovranità.

Nel 1994, gli italiani avevano mandato al Governo Silvio Berlusconi, appena "sceso in campo",  ed il centro - destra formato da Forza Italia, Alleanza Nazionale, la Lega Nord, il CCD ed il CDU, uniti sotto il Polo delle Libertà e del Buon Governo.

Nel 1996, Romano Prodi ed il centro - sinistra, dai DS a Rifondazione Comunista, passando per i Popolari, i Verdi, i Socialisti Democratici e il Rinnovamento italiano di Dini, tutti uniti sotto la chioma dell'Ulivo.

Alle elezioni politiche del 2001, di nuovo Silvio Berlusconi e la Casa delle Libertà. Nulla di strano quindi, nel pieno rispetto del sistema maggioritario e bipolare.

Ed invece, qualcosa di strano accade.

Accade che quando vince l'Ulivo ed il centro - sinistra, le piazze si svuotano, i sindacati - almeno quelli di sinistra - tacciono, nessuno si indigna per le nomine nella Rai e nei Ministeri, Enti, Società di Stato o para - stato, ecc.

Quando vince Berlusconi ed il centro - destra, inizia il rullo di tamburi, si sfodera l'ascia di guerra, il centro - sinistra ed i sindacati tornano ad agitare le masse, si contestano le nomine nella Rai ed in ogni dove, si riapre lo scontro sul vituperato conflitto di interessi.

Per non parlare di una parte della magistratura, che continuando a cavalcare un'onda ormai infranta, persevera nel vano, patetico ed agonizzante tentativo di processare - a spese nostre - i collaboratori di Berlusconi, cercando di scuotere l'albero e sperando che caschi la mela più grande.

Devo dire che non ho mai visto la magistratura comprare pagine dei quotidiani per far pubblicare loro lamentele e proteste, come accaduto di recente con il proclama della Giunta dell'Associazione Nazionale Magistrati.

La magistratura è ed ha un forte potere costituzionale che, nell'applicare la legge, deve lavorare in silenzio, parlando "per sentenze", senza protagonismi.

E le sentenze, con i relativi processi, ci sono state.

Il popolo sovrano non ha dimenticato il tristemente famoso avviso di garanzia inviato nel 1994 dalla Procura di Milano all'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, mentre a Napoli stava partecipando ai lavori della Conferenza Mondiale sulla criminalità.

Non ha dimenticato i titoli a nove colonne sui giornali.

Non ha dimenticato che abbiamo fatto proprio una bella figura!

Ebbene, il processo celebrato a seguito di quell'avviso di garanzia si è concluso con l'assoluzione di Silvio Berlusconi.

Per tutta riposta, un trafiletto su qualche quotidiano, neanche tutti.

Ora soffermiamoci un attimo su alcuni fatti.

Durante l'ultima campagna elettorale - se così si può chiamare - Berlusconi è stato oggetto dei più bassi e biechi attacchi personali mai visti nella storia della Repubblica.

Santoro e gli altri gli hanno valangato addosso il conflitto di interessi, la mafia, i processi, le tangenti, di tutto di più.

In una parola, l'hanno dipinto come fosse il diavolo o peggio.

Per tutta risposta, gli italiani l'hanno votato e mandato al Governo.

"E come è stato possibile? Con tutta la canizza che gli abbiamo scagliato contro!", si sono chiesti attoniti i vari personaggi del centro - sinistra.

Delle due l'una: o D'Alema, Fassino e Rutelli e compari pensano che il popolo italiano sia imbecille, o non hanno veramente capito niente.

Prima regola in politica: mai demonizzare l'avversario.

Berlusconi aveva fatto lo stesso errore nel 1996 ed ha perso.

E poi non hanno capito che gli italiani li hanno spediti all'opposizione perché hanno visto il pasticcio che hanno combinato in cinque anni.

Prima due anni di Prodi, poi due di D'Alema, poi uno di Amato, il tutto senza il benché minimo consenso e approvazione del popolo.

Ed il popolo li ha aspettati al varco, aspettando pazientemente ed assistendo indignati ai loro giochetti di potere.

Tanto prima o poi le elezioni s'hanno da fare.

Ma sapete cos'è successo veramente?

Che sono stati trombati dallo stesso popolo di sinistra, da chi in precedenza aveva votato per l'Ulivo.

Perché in cinque anni di governo dell'Ulivo- che a ben vedere, dal 1994, arrivano a sette - sono stati umiliati, presi in giro, calpestati.

Perché tutto quello in cui credevano è stato messo sotto la suola delle scarpe.

Rivalità, frammentazioni, scissioni, dissensi, giochetti, sgambetti, figuracce, financo querele - come quella di D'Alema per la vignetta di Forattini.

Una spocchia ed un arroganza mai vista, addirittura contro la satira.

E questo è il centro - sinistra che ci dovrebbe governare? A casa!

Meglio Berlusconi e i suoi, almeno hanno i soldi e non li devono fregare al popolo italiano, almeno viaggia sui suoi aerei e non grava sul bilancio dello Stato, almeno, che dir si voglia, ha comunque creato imprese che danno lavoro a decine di migliaia di italiani.

Così ha ragionato il popolo di sinistra.

Certo non quello di centro - destra, che non ha avuto dubbi, votando compatto.

Per lo sviluppo, per il lavoro, per la famiglia, per una vita migliore, per la mano dura contro la criminalità, contro gli extracomunitari clandestini ecc. 

Qualche giorno fa, Nanni Moretti, con tutto il popolo di sinistra, gli ha gridato in faccia: "Con questi dirigenti non andiamo da nessuna parte!".

Risposta di Rutelli: "Non prendo lezioni di politica da un uomo di spettacolo".

Ma bravo! Peccato per lui che quell'uomo di spettacolo porta nei cinema milioni di italiani di sinistra, peccato per lui che anni addietro già diceva, inascoltato: "D'Alema, dì qualcosa di sinistra!".

Adesso capite perché il centro - sinistra ha candidato Rutelli a premier? Perché era sacrificabile.

Andrà bene per fare i primi piani in televisione, ma di politica ha dimostrato di non capirci assolutamente niente.

Ed è stato trombato, è finito, spazzato via come una foglia d'autunno, caduto come un petalo di "Margherita".

Solo lui non se n'è accorto, o forse fa finta, tanto gli italiani hanno imparato a riciclare e di pari passo alcuni politici.

Onore al merito per D'Alema, che almeno si è sottoposto con umiltà e capo chino alle giuste critiche rivoltegli al Palavobis dal popolo di sinistra.

Velo pietoso per Fassino, che, nell'estremo tentativo, ancora cerca di illudere gli italiani di sinistra sull'auspicata quanto utopistica caduta del governo Berlusconi. Che pena!

Il centro - destra ve lo ha detto innumerevoli volte.

Invece di ringhiare, dovete cambiare, dovete fare opposizione, dovete parlare di programmi, di proposte.

Capiamo che la botta è stata grossa, che la ferita vi brucia, che state allo sbando più totale, persi come siete negli innumerevoli nomi di partiti, partitini, movimenti e galli che cantano, aprono bocca e danno fiato. Ma almeno provateci!

Risultato: canizza per le nomine Rai, bagarre in Parlamento sulla legge per il conflitto di interessi, con il Presidente della Camera, Casini, implorante invano il dovuto contegno da Onorevoli, visto il collegamento in diretta televisiva.

Non parliamo poi dell'incredibile comportamento dell'ex Presidente Violante.

Andava bene sugli spalti dello stadio, ma non in Parlamento.

Detto ciò, un'unica conclusione è possibile.

Questo governo durerà cinque anni. Dopo gli italiani giudicheranno, come sempre.

Basta con gli attacchi, la gente in piazza e la bagarre.

C'è un grande lavoro da fare. Per lo sviluppo, per tutti noi.

La sinistra faccia una corretta opposizione, rispetti la sovranità popolare e la volontà della maggioranza degli italiani che hanno votato Berlusconi e la CDL.

Perché in democrazia funziona così.

Avv. Luigi Piccarozzi, 4 marzo 2002