MOMENTO-SERA  Quotidiano di Informazioni.

Fondato nel 1946


Home Page

MOLISE: PAROLE, PROMESSE, SPERANZE 
di Pierangelo Sanzo

Notizie correlate:

TERREMOTI, ERUZIONI ED INONDAZIONI:
SITUAZIONI ANOMALE?
di Luigi Piccarozzi


CI RISIAMO
di Arnaldo Capilli


GLI ORDINI DEI GEOLOGI DELLA REGIONE MOLISE E DELLA REGIONE PUGLIA CONGIUNTAMENTE COMUNICANO

 

 


 

 

 

 

 

 

L’onda emotiva che ci ha colpito tutti è ancora lontana dal dissolversi, siamo ancora colpiti per quel corteo di bare bianche che ci ha fatto capire quanto assurdo a volte può essere il destino.

Adesso, al di la del dolore immenso che nessuna parola o promessa potrà lenire incomincia per tutti il periodo più difficile. Il dopo.

Se da una parte vi saranno le mille inchieste (doverose), si cercheranno responsabili, e vi sarà il solito scaricabarile, tutto italiano, dall’altra, partirà presto quella che sarà la scommessa più grande per le zone colpite. La ricostruzione.

Mi piacerebbe potere parlare tra 5 anni di Modello Molise, si proprio come si parla del Modello Friuli. Ovvero Enti Locali, Istituzioni e gente comune, che si rimboccano le maniche e dalle macerie e dal dolore, escono vittoriosi e rinati, sfruttando al massimo e completamente e senza alcun scandalo o spreco, i fondi stanziati per la ricostruzione. Strano per l’Italia, ma grazie al cielo vero.

Il mio desiderio è che non si ripetano le vergogne Irpine, sprechi e malaffare sulla pelle della gente, gli scandali del Belice dopo decenni ancora la gente vive in baracche o i ritardi assurdi Umbri, si dia priorità alle case anziché alle chiese.

Di soldi presto ne arriveranno a fiumi, ed è logico che faranno venire l’acquolina in bocca a chi senza alcuna coscienza, cercherà di arricchirsi e basta.

Dovrà essere quindi compito delle Istituzioni, vegliare con volontà, affinché si torni a dare alla gente la fiducia e la speranza di una vita normale nel più breve tempo possibile. Se come sempre si lascerà lavorare solamente la burocrazia italiana, anziché la ragione, allora purtroppo tra 5 anni vedremo ancora container e roulotte.

Se la natura ha lasciato una ferita indelebile, facciamo si che a curarla non ci vogliano decenni e che le sofferenze di questi giorni, non vengano protratte all’infinito.