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SISMA DEL 31 OTTOBRE 2002
Gli Ordini dei Geologi della regione Molise e
della regione Puglia, riuniti congiuntamente in data 06/11/02
a Campobasso, ritengono utile per la collettività, in
relazione al grave evento sismico che ha interessato le nostre
regioni, esprimere quanto segue.
I territori regionali del Molise e della Puglia
sono sicuramente interessati da un rischio sismico elevato e,
per molte parti del territorio sicuramente sottostimato nella
normativa attuale. Si impone, quindi, con urgenza,
l’adozione della riclassificazione sismica dei suddetti
territori. In particolare si evidenzia la necessità che gli
edifici pubblici,
o di uso pubblico, anche se ricadenti in territori non
classificati come sismici, vengano realizzati e/o adeguati ad
un potenziale rischio sismico. Questo nella consapevolezza
della posizione geostrutturale dell’Italia nell’ambito
della dinamica delle placche litosferiche. A tal proposito
l’evento di San Giuliano di Puglia è fortemente
illuminante.
Si ritiene altresì di informare la popolazione
e gli enti preposti circa il fatto che il vecchio edificato
esistente, anche nelle zone classificate sismiche, può non
essere in grado di resistere ai forti terremoti, come
dimostrato dai comuni del sub-Appennino Dauno che, benché
classificati sismici, hanno subito notevoli danni a causa di
un sisma, tutto sommato, di media intensità. Si impone,
quindi, una pronta opera di reale verifica e adeguamento
dell’edificato esistente in questi territori e non ancora
reso conforme alla normativa sismica.
Altro aspetto importante è la necessità di
giungere ad una normativa tecnica precisa e puntuale per la
valutazione geologica della risposta sismica locale. E’
evidente, anche in questo terremoto, che Comuni vicini hanno
subito danni molto differenziati, pur con le stesse tipologie
di edificato. Allo stato della normativa, mentre sono
puntualmente individuati i criteri strutturali e progettuali
per la realizzazione di un fabbricato antisismico, non vi è
una normativa precisa sui criteri geologici e sulle procedure
di indagine geologica necessari per elaborare la risposta
sismica locale e le amplificazioni sismiche di un sito nei
riguardi del “terremoto di progetto”.
Una particolare attenzione va anche posta nelle
pianificazioni urbanistiche esistenti; esse vanno
sostanzialmente rese coerenti con il rischio sismico
dei vari territori tramite una puntuale zonazione
geologico-tecnica in prospettiva sismica. Tale prassi è
ancora non ben normata e/o imposta. Quindi molti scenari di
sviluppo urbanistico dei territori molisani e pugliesi non
sono coerenti, si ripete, con il rischio sismico locale.
I geologi rilevano altresì la necessità che la
collettività pretenda tecnici ben formati e aggiornati nel
campo della prevenzione sismica, oltre alla diffusione
capillare tra la popolazione dei principi di educazione
sismica. Pertanto l’Università e gli istituti di formazione
pubblica devono sviluppare iter formativi, a partire dalla
scuola secondaria, idonei ad una serena convivenza con la
sismicità del territorio in cui si vive e si opera. A tal
proposito gli Ordini regionali dei Geologi confermano il loro
impegno a proseguire le attività di aggiornamento dei propri
iscritti, utili alla collettività.
In
relazione agli eventi luttuosi ed ai dissesti che si sono
verificati, nell’esprimere la solidarietà alle popolazioni
colpite, i Geologi del Molise e della Puglia hanno già
manifestato la loro sensibilità fornendo la disponibilità,
agli enti preposti, a collaborare con la propria opera
professionale, a titolo gratuito, nella fase dei rilievi per
l’accertamento degli effetti e del rischio, ai fini della
protezione civile.
Il Presidente dell’Ordine
dei Geologi del Molise
Geol . Paolo Petti
Il Presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia
Geol. Giovanni Calcagnì
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