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I FILMS DELLA SETTIMANA

a cura di Ross Di Gioia

                      

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Il segreto di Vera Drake è il doloroso atto di accusa del regista Mike Leigh contro l’aborto e, perché no, anche contro il bene, che spesso può essere ancora più crudele del male. Nell’Inghilterra degli anni ’50 Vera Drake (Imelda Staunton) è una gentile signora che fa le pulizie nelle case bene del quartiere, accudisce la madre malata e a tempo perso fa abortire clandestinamente giovani troppo stupide per capire in quali guai si stanno cacciando. Credendo di far loro un favore, Vera fa tutto quello che può per liberare le ragazze da un fardello ritenuto troppo grosso, applicando la propria “arte” senz amai giudicare o dare colpe. Quando uno di questi aborti finisce quasi per uccidere una ragazza, alla porta dei Drake bussa l’ispettore Webster che trascina Vera in un inferno fatto di carcere e processi pubblici, facendo venire alla luce la sua seconda vita (condotta all’oscuro del marito e dei figli) e smontando pezzo per pezzo l’esistenza della donna.
In una storia dal cuore oscuro, Leone d’Oro all’ultimo Festival di Venezia per il miglior film, Imelda Staunton regala un’emozionante interpretazione da ricordare, Coppa Volpi come migliore attrice. Tratta da una storia di cronaca realmente accaduta, Il segreto di Vera Drake diviene il manifesto di un periodo storico (quello successivo alla guerra) che voleva solo dimenticare l’orrore visto, dividendo al contempo le classi sociali in strati sempre più rigidi e non valicabili per chi si trova in quelle inferiori. E solo una donna come Vera, mescolando dubbi religiosi ed ipocrisie, poteva capire quanta sofferenza vi potesse essere dietro una gravidanza non desiderata, spesso carica di rabbia e violenze, incrollabile nel convincere se stessa (e tutti quelli che lei ha intorno) che le sue erano intenzioni più che onorevoli e che ha agito solo ed esclusivamente per il bene di quelle sfortunate “fanciulle”.

Con trucco quasi inesistente, rivelando una bellezza che non ne sente affatto la mancanza, Monica Bellucci, insieme al marito Vincent Cassel, sono i protagonisti di Agents Secrets, storia di spionaggio e doppio gioco all’ombra dei servizi segreti, dove una task force dei servizi segreti francesi capeggiata da Brisseau (Cassel) ha il delicato compito di affondare la nave di un trafficante di armi russo. Questa sarà l’ultima missione di Brisseau e della moglie Lisa (Bellucci), anche lei spia di lungo corso. Presto però il gruppo si accorge che qualcosa non quadra in quella operazione e che tutti loro sono pedine di un altro gioco orchestrato dagli americani.
Agents secrets mostra sullo schermo quel che potrebbe essere la vita quotidiana di due spie qualunque, tra contrabbando, intrighi internazionali e rivelazioni scottanti, facendo scoprire ad una coppia che la vera missione impossibile sembra essere quella di fidarsi l’uno dell’altro. È finzione, in questo caso, ma vale anche nella vita di tutti i giorni. Tuttavia il giudizio generale è negativo, per un film pretestuoso che nasce da una buona idea ma che si perde subito in facilonerie di nessuna resa.  

Ritorna anche la spettinata Milla Jovovich che lotta contro il nemico Nemesis in Resident Evil 2: Apocalypse, secondo capitolo della saga basato su un notissimo videogame. Dopo aver lasciato l’Alveare della Umbrella Corporation invaso dai non-morti, i dirigenti dell’azienda continuano coi loro esperimenti, ma perdono il totale controllo del virus “T”, capace di distruggere Raccoon City che è costruita proprio sopra il bunker dove è sotterrato il laboratorio. Evacuare la città è un’operazione impossibile, così l’unica soluzione praticabile è quella di contenere il più possibile la diffusione dell’epidemia e ripulire il tutto con un ordigno nucleare tattico. Allo stesso tempo la Umbrella libera Nemesis, un uomo mutato geneticamente che ha in dotazione armi altamente distruttive, e Alice, che ha subito anche lei degli interventi perfino col virus “T” e che ora dovrà lottare contro la stessa Umbrella per riuscire a lasciare la città prima della esplosione.

Tutto da ridere, invece, Palle al balzo – Dodgeball con l’indolente Peter La Fleur (Vince Vaughn) che è proprietario di una palestra, la Average Joe’s, la quale sta sprofondando sotto montagne di debiti ed i colpi delle super-gym sempre più tecnologicamente avanzate e frequentatissime. Nonostante la situazione sia sempre più disperata, Peter non vuole mollare, nemmeno quando si fa vivo un certo White Goodman (Ben Stiller), plenipotenziario proprietario della Global Gym, catena di palestre di cui sopra. La bramosia di White di assordire la struttura è così tanta che decide di ingaggiare una avvocatessa agguerrita pur di far sequestrare la struttura ed assorbirla nel suo gruppo. Ma mentre Peter stava già recitando il requiem per quella che lui considerava tutta la sua vita, ad uno dei suoi clienti viene un’idea tanto geniale quanto assurda: partecipare ad un torneo di Dodge Ball che mette in palio i cinquantamila dollari che servono alla Average Joe’s per sopravvivere.
È grazie all’intuito di Ben Stiller, che qui riesce alla perfezione a dar sfoggio del proprio talento comico, se questa commedia a tratti esilarante riesce ad arrivare in sala, dopo che il regista Rawson Marshall Thurber si era fatto dire di non da quasi tutta Hollywood. Alcune delle gag sono davvero imperdibili ed il ritmo è tenuto per tutta la sua durata. Certo, i luoghi comuni abbondano e la morale è sempre la stessa (anche se sei piccolo e nero - si fa per dire – avrai sempre una chance), tuttavia qualche risata la si fa davvero. Camei di Lance Armstrong, Chuck Norris e David Hasseloff.  

Sul fronte italiano tutto tace. Segnaliamo solo l’uscita di Nemmeno il destino, storia di amicizia e difficile crescita adolescenziale all’ombra di una degradata periferia post industriale, con Alessandro e Toni, due ragazzi diversi tra loro. Alessandro vive a casa con la madre, una donna affettuosa e gentile, ma che è affetta da un esaurimento nervoso sempre più preoccupante; mentre Toni vive col padre, un ex operaio che ora pensa solo all’alcool e che sta morendo di cancro. I due legheranno in modo generoso, ricercando un posto tutto loro dove allontanarsi dal degrado che li fagocita via via sempre più. Dirige Daniele Gagliamone, produce l’eroico Domenico Procacci, patron della Fandango.
Infine per i più piccoli arriva Yu-Gi-Oh! film di animazione giapponese tratto da un famoso serial televisivo e da un gioco a carte.

Ottimo week-end d’incassi quello compreso tra il 29 ed il 31 ottobre. The Village e Shall we dance?, rispettivamente primo e secondo in classifica, rastrellano più di sette milioni di euro, tre milioni e mezzo a testa circa.  A debita distanza Io, Robot (terzo), Collateral (quarto) e Se mi lasci ti cancello (quinto). Al sesto posto Ovunque sei, di Michele Placido, più alto italiano in classifica, seguito a ruota da In questo mondo di ladri di Carlo Vanzina. Chiudono La mala educaciòn (ottavo), Garfield (nono) e Les choristes (decimo).

 

Roma, 05 novembre 2004