MINISTERO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI  |  Official Web Site  |

MOMENTO-SERA  Quotidiano di Informazioni.

Fondato nel 1946

ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA  |  Official Web Site  |

                 

I FILMS DELLA SETTIMANA

a cura di Ross Di Gioia

                                                             I segreti di Brokeback Mountain

 

Top page
Mappa del sito

 

I segreti di Brokeback Mountain, quello che da più parti è considerato il film più atteso dell’anno (tanto che la campagna pubblicitaria avuta in America ha fatto irritare Steven Spielberg perché avrebbe oscurato anche il suo Munich), apre il week-end del cinema. Dopo una rincorsa iniziata con il Leone d’Oro per il miglior film alla 62esima Mostra del cinema di Venezia, una valanga di premi in giro per il mondo e 4 Golden Globe, il drammone di Ang Lee è pronto a tagliare il traguardo degli Oscar. Tratto da un racconto di Annie Proulx pubblicato per la prima volta nel 1997 sul “New Yorker”, Brokeback Mountain inizia nel 1963 quando una mattina presto a Signal, nel Wyoming, Ennis Del Mar (Heath Ledger) e Jack Twist (Jake Gyllenhaal) si incontrano nell’ufficio del rancher locale. Il primo è un taciturno mandriano rimasto solo da tempo ormai, il secondo è un cow-boy da rodeo con scarse qualità. In un mondo che sta cambiando velocemente, ma tutto sommato sembra ancora fermo al palo, entrambi cercano lavoro e l’unico disponibile, fare da guardiani al gregge in cima alla montagna di Brokeback, non lascia spazio a scelte. La solitudine ed il contatto con una natura dalla bellezza contagiosa fa sicché i due ragazzi scoprono di ambire alle stesse cose – un lavoro stabile, una famiglia, una casa – ma di vivere anche un desiderio più ancestrale che li porterà a riversare il proprio essere l’uno dentro l’anima dell’altro. Il loro primo contatto, forte e trascinante, è come una catena che li terrà uniti per sempre, nonostante il desiderio espresso di Ennis di confinare la loro sete su quella montagna. Ma quando Brokeback viene abbandonata, la vita giocherà a rimpiattino con entrambi: Jack si sposta in Texas, sposa una cow-girl figlia di rivenditori di macchine agricole, che lo fa diventare uno di quei generi asserviti al suocero in nome del bene famigliare, diventa papà e pensa continuamente a Brokeback; Ennis rimane nel Wyoming, sposa la sua ragazza di sempre, Alma (Michelle Williams), mette al mondo due figli, cerca di tirare avanti come può e non ritroverà mai più quella sensazione di comunanza che aveva creato con Jack. Quattro anni dopo, di passaggio in Wyoming, Jake invia una cartolina ad Ennis e i due – incautamente visti da Alma – si rincontrano per non lasciarsi più. Per un ventennio faranno di tutto per vedersi diverse volte l’anno, ma sempre lì, sulla loro montagna, quella Brokeback che li nasconde e li protegge, che fa da teatro a tutte le problematiche che qualunque amore ha insito in sé: fedeltà, impegno, fiducia. Il matrimonio di Ennis nel frattempo va a rotoli, lasciandolo definitivamente solo, mentre Jack perde ogni senso della realtà, fantasticando di una vita a due fatta di ranch e accettazione sociale. Solo la morte potrà dividere Ennis e Jack, epilogo simbolico di un amore impossibile e perciò tanto più vero, vissuto sotto gli occhi di una natura complice e di una società che non concede appello. I segreti di Brokeback Mountain è un film imperfetto e da amare. Alcune scelte panoramiche di Ang Lee sono da stucchevole cartolina illustrata e i due mandriani spesso sembrano usciti da uno spot della Marlboro, ma allo stesso tempo si rimane avvolti dall’innegabile calore e forza di una storia capace di impossessarsi dello spettatore. Il merito è principalmente di Ledger e Gyllenhaal, interpreti calibratissimi, capaci di ricreare una complicità tale che non solo ha aperto uno squarcio netto nell’elenco delle coppie da leggenda dei film, ma è colpevole anche di aver destabilizzato l’eterno dibattito-tabù sull’omosessualità insita nei rapporti tra cow-boy solitari. Ed è soprattutto questo che a molti ha dato fastidio.

E’ un fine settimana questo che vede approdare in sala tre film italiani (su un totale di sette), ma se si va a spulciare ben bene i titoli… Partiamo con la commedia Eccezziunale veramente – Capitolo secondo… me, il seguito del cult anni ’80 che divenne un tormentone cinematografico decennale e che fece assurgere a fama nazionale Diego Abatantuono. Il filo conduttore è stantio come l’operazione richiede: vedere, vent’anni dopo, cosa è successo ai tre tifosi di Milan, Juve ed Inter, tutti interpretati da Abatantuono. Dopo un esilio in Spagna, Donato, capo ultrà del Milan, il Ras della fossa, rientra nella sua città e scopre non solo di avere avuto un figlio dall’allora fidanzata, Ginevra (Anna Maria Barbera), ma che il baldo giovine è uno dei capi della tifoseria interista. Tirzan, il camionista fanatico della Juventus, dopo anni di coma a causa di un incidente stradale avuto con Beniamino (Carlo Buccirosso), si risveglia e non ricorda nulla di quanto gli accaduto, ma scopre che sua moglie Nunzia (Sabrina Ferilli) si è accasata proprio con Beniamino ed il menage allora diventa giocoforza a tre. Infine Franco, tifoso dell’Inter, coinvolto in loschi traffici dagli amici di sempre, Ugo e Maurino (Ugo Conti e Mauro Di Francesco), che farà irritare anche un killer (Nino Frassica) quando, per uno scambio di valigia, a quest’ultimo vengono sottratti una montagna di soldi appartenenti a due capi mafia, Don Pippo e Don Calogero (Tony Sperandeo e Luigi Maria Burruano). Carlo Vanzina stavolta non si risparmia e allora giù di storpiatura lessicale e cinematografica (dal “Giardino dei finti scontrini” al “pisciato fuori dal seminario”), Sperandeo e Burruano nel cliché che li ha resi famosi, la Barbera sempre più clone di se stessa, Sabrina Ferilli ciociara quanto basta per prosciugare la salivazione a Buccirosso. Inni da curva, mezzo Milan (Maldini, Dida, Costacurta, Ambrosini, Gattuso) ingaggiato come fossero vicini di casa, tanti luoghi comuni da annegarci dentro e qualche sorriso qua e là.

In Felix il coniglietto giramondo, film di animazione prodotto in Germania ma firmato dall’italiano Giuseppe Maria Laganà, ci sono le voci di Alessio Boni e Maria Grazia Cucinotta. Felix e Sophie, in Norvegia con tutta la famiglia per una vacanza, provocano involontariamente l’ira degli Elfi e di un Troll gigante. Con un atto di coraggio, Felix riesce a mettere in salvo i suoi famigliari, ma allo stesso tempo smarrisce la strada che dovrebbe riportarlo a casa. Solo e senza il conforto dei suoi, Felix si avvia per il lungo viaggio che per colpa di uno spirito dispettoso e di una saggia civetta diventa imprevedibile e pieno di avventure. Film per bambini per antonomasia, segnaliamo che parte dell’incasso della pellicola andrà all’Unicef per il sostegno della campagna “Uniti per i bambini, Uniti contro l’Aids”, l’iniziata volta a ridurre drasticamente l’impatto dell’HIV sulla mortalità infantile entro il 2010. Le sue particolarità le ha anche I magi randagi dello scomparso Sergio Citti con Silvio Orlando, Patrick Bauchau, Laura Betti e Nino Davoli. Tre personaggi girano per i teatrini di paese con alcuni uomini vestiti da nazisti e mafiosi che si agitano nelle gabbie a simboleggiare quali siano le vere bestie da circo. Ma la allegoria è un po’ troppo sofisticata ed allora, non compresi, i tre si ritrovano ad interpretare i Re Magi nel presepe allestito dal parroco di un piccolo centro. Durante la notte, nel cielo, compare un’abbagliante stella cometa. Ed è allora che il trio capisce cosa deve fare: andare alla ricerca del nuovo Bambino Gesù. Tra il grottesco ed poetico, l’ultima fatica di Sergio Citti, nuovamente in sala dopo l’uscita poco felice di un paio d’anni fa.

La vicenda narrata in Joyeux Noel – Una verità dimenticata dalla storia, è talmente incredibile da far dubitare del fatto che sia realmente accaduta. 1914. Da qualche mese è scoppiata la Prima Guerra Mondiale, una tragedia che sconvolge la vita di milioni di uomini costretti ad affrontarsi in un conflitto inumano. Arriva la vigilia di Natale e le trincee di francesi, scozzesi e tedeschi si riempiono di nostalgia e di doni inviati dalle famiglie. Quella è la sera in cui la storia si ricorderà per sempre di loro, perché contravvenendo a qualunque regola (scritta e non) dei combattimenti, un prete anglicano, un tenente francese, un tenore tedesco e la soprano che lui ama, si rendono partecipi di una fraternità tale che i tre schieramenti poseranno le armi per una notte per scambiarsi auguri e doni. Va a finire così che i capi delle tre fazioni, a modo loro, fraternizzeranno a tal punto da portare i loro contingenti ad una piccola pace armata, fino a quando gli episodi di quella notte non divengono di dominio pubblico ed inevitabile cala la scure delle accuse di alto tradimento. Diretto da Christian Carion, Joyeux Noel è uno spettacolo delicato e commovente, dove il rischio di precipitare nella retorica alla fine è tenuto a debita distanza, e dove nonostante qualche leziosità (Diane Kruger è difficile di per sé farla recitare, se poi le si fa fare anche il soprano…) il tono regge per tutta la durata del film.

Davvero fuori tempo massimo, c’è un refuso di Natale (ancora!) anche in La neve nel cuore, la sofisticata commedia scritta e diretta da Thomas Bezucha. In una famiglia americana che più tipica di così c’era solo in Happy Days, Everett (Dermot Mulroney) porta a casa dei genitori la sua frigida fidanzata Meredith (Sarah Jessica Parker) per le feste. La famiglia in questione è composta da una madre morente ma tenace (Daine Keaton), un padre che si prepara all’evento (Craig T. Nelson), una sorella insopportabile (Rachel McAdams), un’altra sorella sulla via del divorzio (Elizabeth Reaser) con pargola impicciona, un fratello sordo (Ty Giordano) con compagno di colore (Brian White), e dall’immancabile pecora nera, il fratello Ben (Luke Wilson). Dopo battute ciniche ed aperta ostilità, Meredith fa arrivare anche la sua sorellina Julie (Claire Danes) a darle manforte. Senza andare tanto per il sottile, va a finire a scambi di confessioni famigliari e di fidanzati, tutto con il jingle-bells che rimbomba forte nelle orecchie, così come il già visto negli occhi. Di già visto possiamo dire anche di Red Shoes, horror coreano di Yong-gyun Kim, storia della tradita Sun-jae che dopo essersi trasferita nel più classico dei posti adatti a venire massacrati in un film horror – una casa in periferia, ex ufficio – trova sulla metro un paio di scarpe rosse che la precipiteranno in un spirale di morte.

Nel week-end compreso tra il 13 ed il 15 di gennaio c’è voluto il Match point di Woody Allen per chiudere la partita dei film-strenna: il thriller con venature dostoevskjane sbaraglia tutti e si piazza in testa. A seguire altre due nuove entrate: 40 anni vergine (secondo) e The new world (terzo). Scendono quindi Ti amo in tutte le lingue del mondo (quarto), Le cronache di Narnia: il Leone, la Strega e l’Armadio (quinto) e Saw – La soluzione dell’enigma (sesto). Al settimo posto un’altra new entry: Derailed – Attrazione letale, che così manda verso l’uscita dalla classifica Natale a Miami (ottavo), Memorie di una geisha (nono) e Vizi di famiglia (decimo).

 

 

(r.digioia@momentosera.com)

Roma, 20 gennaio 2006