MINISTERO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI  |  Official Web Site  |

MOMENTO-SERA  Quotidiano di Informazioni.

Fondato nel 1946

ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA  |  Official Web Site  |

                 

I FILMS DELLA SETTIMANA

a cura di Ross Di Gioia

                      

Top page
Mappa del sito

Due i titoli di forte richiamo per chi ama il cinema a stelle e strisce fatto di star e storie improbabili.
Partiamo dal ritorno di Night M Shyamalan (il celebrato autore de Il sesto senso), colui che ha ormai innestato un nuovo genere nella cinematografia mondiale, qualcosa che negli ultimi decenni era riuscita a Spielberg nel complesso. Stavolta il regista di origini indiane racconta di una comunità che vive nel più totale isolamento nell’America del nord, in un periodo non ben precisato, in The village. Circondata da un bosco impenetrabile che incute timore, che secondo i racconti degli anziani ospiterebbe creature terribili e da temere, la popolazione del villaggio conosce bene il divieto che è imposto loro di non addentrarsi nella boscaglia, conducendo una vita tranquilla e pacifica. C’è persino il divieto di indossare il colore rosso, quello che in teoria dovrebbe far irritare le creature, e se si evitasse di parlarne sarebbe il modo migliore per stare ancora più tranquilli. In questo clima austero e che non può che aizzare l’animo di qualche ardimentoso che ha voglia di scavalcarlo quel limite sempre davanti agli occhi, alla fine l’ardimentoso salta fuori: è Lucius (Joaquin Phoenix), giovane ragazzo che vorrebbe fuggire solo per qualche ora dal villaggio per andare a comprare medicine e viveri che iniziano ad esaurirsi. Gli anziani ovviamente negano il permesso a Lucius di avventurarsi attraverso il bosco ed al ragazzo non resta altro che cercare di adeguarsi ad una vita di castrazione e con un chiodo fisso nella mente: cosa c’è oltre quel bosco scuro-scuro? A Lucius rimane solo la consolazione del suo amore per Ivy (Bryce Dallas Howard, la figlia di Ron), che in qualche modo riesce a mitigare il senso di frustrazione che lo accompagna. Tuttavia, quando nel villaggio avviene un incidente per cui vi è il bisogno di cure immediate, allora gli anziani dovranno fare i conti con un sentimento che fino ad allora non avevano nemmeno preso in considerazione.
Inutile dire che di The village non possiamo davvero raccontare di più. La trama si avvia verso un’inevitabile sorpresa finale che è accompagnata dal grande senso cinematografico di Shyamalan, con l’inquietudine che nello spettatore sale di minuto in munito nonostante non si “veda” quasi nulla di tangibile che giustifichi questa sorta di disagio. Creando insieme un mix di claustrofobia galoppante ed attesa per qualcosa che alla fine dal buio non salta fuori, il regista dirige con mano sicura un cast altisonante (oltre a Phoenix ed alla Howard vi sono anche Adrien Brody, William Hurt, Sigourney Weaver e Michael Pitt), riuscendo a creare con sapore antico una paura addirittura malinconica, enfatizzando le paure di ognuno dei suoi protagonisti.

Altra pletora di nomi per Shall we dance? con Richard Gere, Susan Saradon e Jennifer Lopez, una gradevole commedia che strizza dannatamente l’occhio a quelle indimenticabili pellicole che gli addetti ai nostrani palinsesti tv hanno l’accortezza di mandare in onda alle 16 (cioè quando tutto il mondo civilizzato è costretto a starsene in ufficio).
Un avvocato di mezza età, John (Gere), è un tranquillo uomo senza grilli per la testa che tutti i giorni si fa il suo solito viaggio in treno verso l‘ufficio con la rassegnazione di chi sa benissimo che così sarà fino al fatidico giorno della pensione. La moglie Beverly (Sarandon) è dolce e premurosa, si prende cura della casa e dei due figli adolescenti, pur continuando a lavorare per contribuire al bilancio familiare. Un giorno John, stanco e annoiato, decide che forse è il caso per fare qualcosa per quella apatia che lo assale sempre più spesso ed allora entra nello studio dove lavora Paulina (Lopez), ballerina professionista che impartisce lezioni a chiunque voglia imparare a sedurre danzando. Da quel momento in poi John si ritrova impiegato in esercizi sempre impegnativi, ritrovando la voglia di essere una persona vera, ma anche la fiamma della passione per la moglie Beverly.
Film furbetto e costruito benissimo, Shall we dance? si avvita su con un romanticismo gradevole e coinvolgente, capace di rendere il senso di un uomo a cui basta poco per ritrovarsi nel grigiume serpeggiante. Perfetti gli interpreti, ma la Sarandon rimane una spanna sopra tutti.

In 2046 si fa un passo indietro: è il 1966 quando un giornalista di nome Mo-wan (Tony Leung) torna dopo anni ad Hong Kong sulle tracce di una misteriosa donna (Maggie Cheung), iniziando la stesura di un romanzo di fantascienza, chiamato 2046, ponendovi al centro il proprio alter-ego e l’androide Tank (Kimura Tamuka). Allo stesso tempo l’uomo diviene amico della solitaria Wang (Faye Wong) ed intrattiene una relazione difficile con la sua vicina di camera nell’albergo dove alloggia (camera che ha il numero 2046), Bai Ling (Zhang Ziyi). Quando dopo un viaggio a Singapore incontra una donna che dice di chiamarsi come il suo amore perduto (interpretata con Gong Li), solo allora le nubi sulla vita di Mo-wan si dissolveranno del tutto.
Dolorosa riflessione sull’ossessione dell’amore, 2046 diretto da Wong Kar-wai è un film struggente e ammagliante, capace di intersecare tra loro di diversi livelli di lettura ed analisi (dalle figure femminili tutte diverse tra loro alla scansione temporale in perenne yo-yo). Seguito del bellissimo In the mood for love, ancora una volta Kar-wai dimostra di essere un autore capace di affascinare senza rinunciare all’innovazione stilistica.

Chiudiamo con September tapes, racconto di taglio documentaristico (ma è un film a tutti gli effetti) di Christian Johnston sulla guerra in Afhganistan, il primo di un americano dopo l’attacco subito alle Torri Gemelle l’11 settembre 2001; con Les Choristes – I ragazzi del coro, ennesima storia all’interno di una scuola repressiva, dove i ragazzi troveranno nel nuovo custode Clement (un musicista fallito) il modo per ribellarsi alle angherie del preside; e Così fan tutti, dove la cicciotta Lolita, insicura e fragile, ricerca l’affetto del borioso padre intellettuale in crisi d’ispirazione e della sua matrigna Karine.
E c’è anche spazio per un film di casa nostra: In questo mondo di ladri di Carlo Vanzina, storia italiana di quattro vittime di una truffa immobiliare (interpretati da Carlo Buccirosso e Valeria Marini, Enzo Iacchetti e Max Pisu) che vista l’impossibilità di recuperare per vie lecite quanto gli è stato tolto, decidono che forse è il caso di farsi giustizia da soli, divenendo a loro volta truffatori (con l’aiuto del faccendiere Ricky Tognazzi).

Nel week-end compreso tra il 22 ed il 24 ottobre la classifica degli incassi è dominata da Io, Robot, che manda in seconda posizione Collateral. Altre due nuove entrate a seguire: sono Ovunque sei che è terzo e Se mi lasci ti cancello quarto. Spider-Man 2 tiene la quinta piazza, mentre scivolano ancora più giù La mala educaciòn di Pedro Almodòvar (sesto), Hero (settimo), Garfield: Il film (ottavo), King Arthur (nono) e Se devo essere sincera (decimo).

 

(r.digioia@momentosera.com)

Roma, 29 ottobre 2004