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Il Giglio
di Eleonora Ferretti  - Foto di Riccardo Zavatta








Esemplari di gigli



 

 

 

 

 

 






 

 

 




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Considerato da sempre il fiore simbolo di purezza il Giglio è noto fin dall’antichità per la sua eleganza, per i suoi colori, per il suo profumo.

Per i Greci era un fiore divino, il mito parla di un giglio nato da una goccia di latte di Era.

Nella tradizione romana si narra di un patrizio che usò il profumo di questo fiore per uccidere i suoi nemici durante una festa. Questa fu organizzata in una sala chiusa decorata da una quantità tale di gigli che l’aria satura del profumo di questi fiori si trasformo in una trappola mortale per i commensali.

Nell’arte  egizia e in quella ebraica il giglio era elemento decorativo per i capitelli delle colonne.

Fra le figure umane rappresentate dall’arte micenea c’è quella del “Principe dei Gigli” affresco del palazzo di Cnosso nell’isola di Creta.

Nell’arte cristiana l’angelo dell’annunciazione si presenta a Maria con in mano un giglio bianco, ma lo si ritrova anche nel culto e nella rappresentazione iconografica di diversi santi: Sant’Antonio, Sant’Alessandro, San Gaetano, Sant’Agnese, Santa Caterina, Santa Chiara.

Una curiosità: erroneamente nell’immaginario collettivo si identifica sia il “giglio di Firenze” che il “giglio di Francia” con il giglio: in realtà sono degli Iris, i quali da sempre crescono spontanei nella valle dell’Arno e sulle colline del Chianti.

Se proviamo a chiudere gli occhi e cerchiamo di pensare ad un giglio il fiore che sicuramente ci raffigureremo è:

il giglio candidum detto anche giglio di S. Antonio, con il suo aspetto alto eretto con foglie e fusto di color verde brillante ed i fiori bianchi. Questa specie è originaria dei Balcani.

Ma in natura il giglio cresce spontaneo dal bacino del Mediterraneo alla Cina, dal Giappone all’Europa.

Qui da noi sono molto diffusi il giglio rosso detto anche giglio di S. Giovanni ed il giglio di Martagon. Questi crescono riproducendosi spontaneamente nei prati e tra i boschi di alta montagna.

In generale il giglio appartiene alla famiglia delle Liliacee. E’ una pianta erbacea perenne che ama i terreni ben drenati e acidi, ha un fusto cilindrico eretto che nascendo da un bulbo ovale può arrivare ad un’altezza di 1 ½ . Ha un inflorescenza apicale sotto la quale si aprono le foglie lanceolate. I fiori a forma di tromba si presentano con una corolla simmetrica di sei petali carnosi ripiegati verso l’alto con lunghi stami con grandi antere di color arancione. Fiorisce da maggio a ottobre.

Se ci rechiamo a scegliere i nostri Gigli da coltivare, in negozi specializzati  ci renderemo subito conto che ormai in commercio si trovano svariati ibridi di questa pianta, cosi da poter soddisfare tutte le richieste.

Per avere il massimo risultato, vi consiglio di coltivare i bulbi scelti in piena terra per ornare aiuole, mettendoli a dimora durante la primavera in posizione soleggiata ad una profondità di circa 10/12 cm, distanti l’uno dall’altro circa 20 cm, dopo aver lavorato in profondità la terra. Un dettaglio da non trascurare durante la crescita delle piantine sarà il riuscir a tener fresco (non umido) il terreno, coprendolo con paglia o pezzetti di corteccia.

Buon lavoro a tutti, invitandovi a visitare la prossima mostra mercato ai Giardini della Landriana (http://www.giardinidellalandriana.it/default.htm ), nei giorni 20-21 aprile, dove è possibile acquistare piante spesso difficili da trovare!