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Considerato
da sempre il fiore simbolo di purezza il Giglio è noto fin dall’antichità
per la sua eleganza, per i suoi colori, per il suo profumo.
Per
i Greci era un fiore divino, il mito parla di un giglio nato da una goccia
di latte di Era.
Nella
tradizione romana si narra di un patrizio che usò il profumo di questo
fiore per uccidere i suoi nemici durante una festa. Questa fu organizzata in
una sala chiusa decorata da una quantità tale di gigli che l’aria satura
del profumo di questi fiori si trasformo in una trappola mortale per i
commensali.
Nell’arte
egizia e in quella ebraica il giglio era elemento decorativo per i
capitelli delle colonne.
Fra
le figure umane rappresentate dall’arte micenea c’è quella del
“Principe dei Gigli” affresco del palazzo di Cnosso nell’isola di
Creta.
Nell’arte
cristiana l’angelo dell’annunciazione si presenta a Maria con in mano un
giglio bianco, ma lo si ritrova anche nel culto e nella rappresentazione
iconografica di diversi santi: Sant’Antonio, Sant’Alessandro, San
Gaetano, Sant’Agnese, Santa Caterina, Santa Chiara.
Una
curiosità: erroneamente nell’immaginario collettivo si identifica sia il
“giglio di Firenze” che il “giglio di Francia” con il giglio: in
realtà sono degli Iris, i quali da sempre crescono spontanei nella valle
dell’Arno e sulle colline del Chianti.
Se
proviamo a chiudere gli occhi e cerchiamo di pensare ad un giglio il fiore
che sicuramente ci raffigureremo è:
il
giglio candidum detto anche giglio di S. Antonio, con il suo aspetto
alto eretto con foglie e fusto di color verde brillante ed i fiori bianchi.
Questa specie è originaria dei Balcani.
Ma
in natura il giglio cresce spontaneo dal bacino del Mediterraneo alla Cina,
dal Giappone all’Europa.
Qui
da noi sono molto diffusi il giglio rosso detto anche giglio di S.
Giovanni ed il giglio di Martagon. Questi crescono riproducendosi
spontaneamente nei prati e tra i boschi di alta montagna.
In
generale il giglio appartiene alla famiglia delle Liliacee. E’ una pianta
erbacea perenne che ama i terreni ben drenati e acidi, ha un fusto
cilindrico eretto che nascendo da un bulbo ovale può arrivare ad
un’altezza di 1 ½ . Ha un inflorescenza apicale sotto la quale si aprono
le foglie lanceolate. I fiori a forma di tromba si presentano con una
corolla simmetrica di sei petali carnosi ripiegati verso l’alto con lunghi
stami con grandi antere di color arancione. Fiorisce da maggio a ottobre.
Se
ci rechiamo a scegliere i nostri Gigli da coltivare, in negozi specializzati ci renderemo subito conto che ormai in commercio si trovano
svariati ibridi di questa pianta, cosi da poter soddisfare tutte le
richieste.
Per
avere il massimo risultato, vi consiglio di coltivare i bulbi scelti in
piena terra per ornare aiuole, mettendoli a dimora durante la primavera in
posizione soleggiata ad una profondità di circa 10/12 cm, distanti l’uno
dall’altro circa 20 cm, dopo aver lavorato in profondità la terra. Un
dettaglio da non trascurare durante la crescita delle piantine sarà il
riuscir a tener fresco (non umido) il terreno, coprendolo con paglia o
pezzetti di corteccia.
Buon
lavoro a tutti, invitandovi a visitare la prossima mostra mercato ai
Giardini della Landriana (http://www.giardinidellalandriana.it/default.htm
), nei giorni 20-21 aprile, dove è possibile acquistare piante spesso
difficili da trovare!
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