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Come
non dare avvio a questa nuova rubrica senza parlare del fiore che ha dato il
suo nome a bimbe, gruppi musicali, titoli di canzoni e di films,
collezioni di porcellane, case di cosmetica...Rosa, il nome di un
fiore conosciuto fin dai tempi più antichi che nasceva spontaneo in tutto
l’emisfero boreale ed ora coltivato in tutto il mondo.
Fossili
di questo fiore, con più di 40 milioni di anni, sono conservati nel Museo
della rosa a Parigi, si scrive
e si parla di lei da quasi 5.000 anni, ne racconta Omero nell’Iliade;
Erodoto ne descrisse una specie che cresceva in Macedonia;
le descrive
anche Virgilio nelle Georgiche.
Fu portata dall’Oriente in Grecia,
nella mitologia greca sbocciavano rose dal sangue del divino Apollo, e dalla
Grecia a Roma, Nerone faceva piovere petali di rosa durante i banchetti.
In
Egitto Cleopatra la preferì al fiore di loto e quando incontrò per la prima
volta Antonio si narra che il pavimento fosse coperto da un tappeto di petali
di rosa alto trenta centimetri !
Divenne ben presto il simbolo del mondo
pagano, dedito al lusso e alla dissolutezza, venne dunque bandita nei riti
cristiani fino all’anno
Mille, quando divenne il simbolo della Beata Vergine Maria.
Nel Medio Evo
veniva coltivata dai monaci per uso farmacologico. Diede il nome ad una
guerra, “la guerra delle due rose”: la
rosa era infatti il simbolo dei due casati inglesi tra
loro rivali nel conflitto, gli York (la rosa bianca) ed i Lancaster
(la rosa rossa), fino al matrimonio tra Enrico VII
con Elisabetta di York dove le due rose diedero origine alla rosa
screziata bianca e rossa emblema della dinastia dei Tudor.
Dopo il XVII
secolo venne coltivata per uso ornamentale producendone più di duemila
qualità diverse.
Oggi si calcola che ogni anno nel mondo si mettono a dimora più
di 30 milioni di esemplari. Nel nostro secolo non manca città del vecchio e
del nuovo continente che non abbia nelle proprie mura un roseto comunale o
almeno un week end all’anno dedicato a rassegne su questo fiore, con
mostre mercato o concorsi su nuovi ibridi.
La rosa, il simbolo
dell’amore è un arbusto cespuglioso, della famiglia delle Rosacee. Può
essere rampicante o sarmentoso, e fatto eccezione di poche specie, tutte le
rose hanno il fusto ed i rami ricoperti da spine, le foglie sono di forma
ovale appuntita con il bordo dentato.
Si possono coltivare in vaso sui
terrazzi, o in piena terra nei giardini. È una pianta che preferisce il
freddo al caldo intenso ma non può fare a meno del sole pieno. Ama la terra
pesante, calcarea, ma ben drenata e concimata, prima della stagione
invernale, con prodotti naturali come il letame, ed al risveglio della
vegetazione, con concime liquido ricco di potassio.
I roseti vanno potati
alla fine dell’inverno quando le gemme iniziano a gonfiarsi,
per dare loro la forma che più aggrada, togliendo i rami troppo
sottili e quelli secchi con un taglio netto obliquo, dal lato opposto sopra
all’ultima gemma, con forbici da pota sempre bene affilate.
Si possono
acquistare dal vivaio specializzato o dal fioraio sotto casa ed ormai anche
via Internet, a radice nuda o in contenitori.
I criteri della scelta sono
senz’altro personali, si sceglie una rosa per il suo colore o per il profumo che diffonde, per la forma
della corolla o per il nome che
porta, si scelgono rose per dare risalto ad un angolo del giardino o coprire
l’immancabile muro che ci divide dal nostro vicino; per una buona riuscita
è necessario rispettare le poche ma indispensabili regole nel metterle a
dimora:
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Il periodo migliore per piantarle è l’autunno, ma i ritardatari
possono farlo anche in primavera.
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Al momento dell’acquisto accertarsi che la pianta
scelta abbia
tutti gli steli verdi.
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Piantarle
subito prima che le radici si secchino, quando non è possibile non tenere
le piantine in luoghi troppo caldi, potrebbero germogliare troppo presto per
poi sciuparsi una volta
piantate all’aria aperta.
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Deporre
le piantine nel terreno in buche di almeno 40 cm, private in precedenza di
eventuali steli e/o radici spezzate.
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Ricoprire
la buca con terra soffice, tenendo dritta la rosa senza coprire l’innesto,
così da evitare eventuali putrescenze.
I
principali nemici da temere per i nostri roseti sono: “il mal bianco”,
“la ticchiolatura” e la “clorosi”; sono fungosi, malattie delle
foglie, che si possono combattere con pazienza e prodotti specifici
reperibili facilmente sul mercato.
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