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Mimosa floribunda
Vent
By
Courtesy and Published in:
Choix de plantes, dont
la plupart sont cultivées ... 13. 1803.
{Choix Pl. }

Acacia dealbata
Mimosa
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Mimosa xanti A. Gray By
Courtesy and Published in:
Proceedings of
the American Academy of Arts and Sciences
5: 157. 1861.
{Proc. Amer. Acad. Arts ; BPH 724.20}
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...all’ora
morta nessuno passa
laggiù nella strada polverosa,
un profumo stremato di mimosa
langue nell’aria, tanto tanto dolce.
K.Mansfield
La Mimosa in Italia è diventata in occasione della festività
dell’ 8 Marzo il fiore simbolo della donna. Fece la sua prima
comparsa in Europa a Parigi nella prima metà dell’ottocento con un
esemplare proveniente dall’America.
Le
zone dal clima temperato del Vecchio Continente hanno permesso la diffusione
di questa pianta che ha saputo farsi apprezzare nel corso degli anni per la
sua fioritura a cascata gialla che avviene da fine gennaio ai
primi di marzo. Nella nostra bell’Italia la Mimosa prospera
rigogliosa in folti boschetti sulla Riviera Ligure, sul Lago Maggiore e
lungo le coste Centro Meridionali. In Francia sulla Costa Azzurra e nella
zona a Nord Ovest di Cannes
Ma
intendiamoci! L’albero che noi chiamiamo comunemente
Mimosa è in realtà un’ Acacia dealbata appartenente alla famiglia delle Leguminose-mimosacee.
Arbusto sempreverde originario delle zone tropicali, a causa del suo rapido
sviluppo è una pianta poco longeva e fin dall’antichità conosciuta come
pianta dal carattere
prepotente.
Per gli Egizi l’Acacia
era il simbolo della vitalità in quanto unico albero in grado di vivere nel
deserto. Con il suo legno si costruivano i sarcofagi dei faraoni, i battelli
da carico e le armi. Faceva ombra nei giardini dei fedeli di Osiride: nel
mito osirideo una gigante pianta di Acacia
con le sue fronde nascose, proteggendola, la bara del Dio quando giunse
presso Biblos, trasportata dalle acque del Nilo.
“Farai
delle aste di legno di acacia e le rivestirai d’oro...”
(EsodoXXV,13-16). Per gli Ebrei era stata costruita, in
legno di Acacia e ricoperta
d’oro, l’Arca dell’Alleanza nella quale venivano conservate le Tavole
della Legge.
I
suoi fiori sono piccoli, sferici radunati a mazzetti con capolini globosi di
color giallo oro. Dai quali si estrae l’essenza profumata più antica fra
le sostanze odorose
Le foglie bipennate, sono
composte da numerosissime foglioline ovali di color verde chiaro. In caso di
pericolo le foglie di questo genere di piante, hanno sviluppato una
singolare tecnica di difesa che consiste nel richiudersi su se stesse quando
vengono sfiorate. Evidentemente legato a stimoli sensorii, il meccanismo di
questa mobilità
è sconosciuto, ma riconducibile ai cuscinetti collocati alla base
delle foglie. La reazione è più immediata in pieno giorno quando la
temperatura supera i 20°C.
Per questo atteggiamento prese il nome scientifico dal vocabolo latino,
mimus=mimo (Mimosa).
I
rami giovani sono schizzati di bianco-argento. Nei
paesi d’origine: Sud America, Africa, Asia e Australia dove viene
considerato il fiore nazionale, l’albero della Mimosa si sviluppa in
altezza raggiungendo i 30 metri, mentre nel nostro continente non supera i
10 metri d’altezza.
Possiede
un forte e sviluppato apparato radicale, tanto che,
alcune specie vengono usate per trattenere terreni. Vuole terra comune,
permeabile e ben concimata.
Di
uso strettamente ornamentale la Mimosa teme le gelate ed il
vento troppo forte. Si coltiva in terra piena ma anche in vaso,
l’importante è che sia ubicata in pieno sole. Si può potare ad albero o
a cespuglio. Consiglio a chi ha una mimosa giovane di potarla a corto nei
primi tre anni di vita e poi ogni anno dopo la fioritura.
Si moltiplica per talea legnosa o per seme in primavera, ma ricordiamoci di
preparare i semi mettendoli in acqua calda 48 ore prima della
semina.
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