MINISTERO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI

MOMENTO-SERA  Quotidiano di Informazioni.

Fondato nel 1946
Reg.Trib.Roma Nr.509/2000 del 28/11/2000


Home Page

Nuova realtà e antica esperienza.   

Medicina d'urgenza

ROMA
-
 Si è svolto il 6 dicembre il convegno “La medicina d’urgenza e la patologia respiratoria acuta” organizzata dal S Filippo Neri insieme al UOC medicina d’urgenza presieduto dal professor Luigi Zulli.

Si discusso del nuovo ruolo che assume la funzione del vecchio medico di Pronto soccorso in riferimento anche alla nuova specializzazione in Medicina D’urgenza che sarà il futuro di questo mestiere molto particolare ed impegnativo anche perché il Pronto soccorso è da sempre il primo approccio alla diagnosi di una malattia o di una patologia.

Incontriamo il professor Zulli che risponde alle nostre domande con la convinzione chiara e netta che  una nuova frontiera professionale si apre per il futuro.

 “Il mondo della Medicina d’Urgenza” dice Zulli è un mondo che sta cambiando notevolmente. La prima cosa è il concetto di medico d’urgenza anche attraverso la introduzione che speriamo prossima della specializzazione. Il medico d’urgenza è colui che lavora in Pronto Soccorso sempre, realizzandosi professionalmente attraverso la trattazione del paziente che venendo  in PS presenta le sue necessità che possono avere degli sviluppi gravi; mi spegno meglio , un semplice mal di testa potrebbe presentare delle patologie più gravi o un dolore toracico potrebbe sottintendere un infarto, ora il MdU deve saper trattare questi casi, certamente non da solo perché il lavoro in PS è d’equipe si avvale degli infermieri e degli altri operatori sanitari, ciò è assolutamente necessario perché i primi minuti di assistenza al paziente vogliono dire la salvezza e la prognosi fausta, infatti quando parliamo di infarto o di ictus,  l’importante e la prima ora o “Gold hour” di soccorso, cioè, più è tempestiva l’assistenza, più è tecnicamente fatta bene più salgono le possibilità di ripresa del soggetto sofferente”

Alla nostra domanda sul annoso problema del 118 Zulli ha la sua opinione: “ Noi  ci stiamo costituendo anche per migliorare la fase medica iniziale operando all’interno degli ospedali anche per quanto riguarda il 118. Il sovraccarico di lavoro, dipende dalla scarsità degli organici, organizzare un PS a Roma è diverso da Udine o Bologna, ricordo che Roma e dintorni abitano 4 milioni di abitanti con l’annessa viabilità avvolta impraticabile, Il personale che svolge questo lavoro poi fa dei turni massacranti.

Terminiamo con  una domanda legata alle nuove tecnologie in PS: “le tecnologie sono modernissime e ci stiamo aggiornando anche attraverso le informazioni che ci vengono da oltre oceano. Io per esperienza personale posso dire che lavorando da 25 anni al S Eugenio l’infartuato in 40 minuti ha già l’angioplastica, (ndr analisi di angiospasmi ovvero contrazione di vasi, sanguigni) ma dobbiamo puntare alla migliore cura del paziente e ciò nasce anche dall’intuito del medico che deve capire un principio d’infarto, nel caso specifico fatta la diagnosi il paziente viene inviato in emodonamica (  ndr analisi del flusso regolare del sangue) per l’angioplastica,  al S Filippo riusciamo a farlo grazie al lavoro collegato e multidisciplinare.

 "Un paziente soccorso rapidamente ha un vaso completamente ricanalizzato. Non voglio essere presuntuoso, ma qui al S Filippo, riusciamo la dove
si fa fatica  a
realizzare un intervento, quindi credo
sia arrivato il tempo che sia riconosciuto questo lavoro e una disciplina specifica: la
medicina d'urgenza."

Arnaldo Capilli, 6 dicembre 2001



































































Proposte di collaborazione per stesura articoli,
attività di Ufficio Stampa,
pubbliche relazioni.
Indirizzare a:
info@momentosera.com















        
Top page