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"I
Pubblici Ministeri della Procura di Roma Felicetta Marinelli e
Attilio Pisani hanno chiuso le indagini in questi giorni sulla
morte di Alfredo Mastrangelo, avvenuta a settembre, chiedendo il rinvio
a giudizio per omicidio colposo per cinque medici, tra cui
quello di famiglia, e altre due persone di un centro di analisi
diagnostiche di Roma ed inviando ai difensori degli indagati la
notifica dell'atto come previsto dall'articolo 415 bis del codice.
Sotto inchiesta sono finiti 3 medici del Sant'Eugenio, dove
Mastrangelo si recò due volte il 7 settembre, il medico di
famiglia, il responsabile di un centro di analisi e
le due persone che materialmente eseguirono gli esami.
Nessuno si sarebbe accorto che i valori indicati nelle
analisi erano ben al di sopra della norma. Nessuna
responsabilità sarebbe invece emersa per i medici del Policlinico,
dove Mastrangelo morì.
La notte dell'8 settembre Mastrangelo arrivò verso le 3,30
all'Umberto I dal S.Eugenio. Qui il giorno prima gli era stato
applicato un catetere per un problema alla prostata. E al
S.Eugenio Mastrangelo era tornato la sera del 7 allarmato da un
improvviso sanguinamento. Nella denuncia i familiari hanno
sostenuto che i medici dissero che non era possibile ricoverarlo
perchè non c'erano posti e solo dopo tre ore gli fu trovato un
letto al Policlinico. Prima di arrivare all'ospedale, però, si
perse ulteriore tempo, in quanto non c'era un'ambulanza a
disposizione".
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