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Presso diversi
istituti di ricerca e presso alcune università statunitensi tra cui il noto
MIT - Massachusetts
Institute of Technology, si stanno approntando alcune metodiche per rendere
le superfici capaci di svolgere attività antibatterica continuativa.
Proprio al MIT, il professor Kim Lewis e il suo team di collaboratori
sono riusciti ad ottenere un legame chimico molto stabile tra una superficie
di vetro e il PVP (N-alchil-poli 4-vinilpiridina), un polimero che crea un
rivestimento tale da neutralizzare l’effetto
infettivo ai batteri circostanti. La sostanza non è propriamente un
medicinale, bensì un polimero ed è stata chiamata Hexyl-PVP.
Gli
effetti di questa scoperta sono sicuramente di grande importanza, in quanto
se si riuscisse ad estendere l’attività antibatterica di questa sostanza
agli oggetti di uso più comune, oltre
che agli ambienti ospedalieri, le barriere di difesa dalle infezioni aumenterebbero notevolmente. Pensiamo a quanti oggetti
tocchiamo frequentemente durante la nostra giornata. Fin’ora siamo in
grado di disinfettare oggetti o superfici usando sempre delle sostanze
maggiormente allo stato liquido, ma che dopo un po’ disperdono
nell’ambiente circostante le loro qualità antibatteriche.
L’ azione dell’ Hexyl-PVP al momento è paragonabile a quella esercitata
dalla amfotericina B, un’efficace antimicotico. Esempi importanti di
eliminazione di potere patogeno su superfici trattate con Hexyl-PVP
sono stati riscontrati anche nei confronti di batteri delle famiglie di
Staphylococcus, Pseudomonas ed Escherichia.
Notevoli
sono stati i tassi di neutralizzazione patogena riscontrata:
94% nel caso dello Stafilococco aureo, del 98 % in quello della
Pseudomonas aeruginosa e dell’Escherichia coli.
L'Hexyl-PVP
agisce esercitando una potente azione elettrochimica a carica positiva
permanente che distrugge le membrane cellulari dei batteri, i quali a loro
volta non possono sviluppare nessun adattamento in quanto richiederebbe un radicale cambiamento chimico della loro morfologia.
Il
PVP ha dimostrato ampie capacità di resistenza ad azioni di lavaggio della
superficie sulla quale viene applicato, questo fa presupporre una sua
produzione su scala industriale nel settore delle vernici e sui materiali da
rivestimento.
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